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18
marzo 2014
HOCKEY GHIACCIO: IL GINEVRA OPERA IL BREAK
COME FARSI MALE CON LE PROPRIE MANI

<Foto Lory>
Un Ginevra cinico ed opportunista, maschio e determinato quanto basta,
strappa il break alla Resega, grazie ad un gioco di squadra ben
amalgamato ed all’aiuto, nei momenti di maggiore difficoltà, di una
coppia di arbitri incapaci di gestire nella dovuta maniera un incontro
ricco d’intensità agonistica, anche se poco spettacolare.
Per ridare intensità ed aggressività ad una squadra reduce da una brutta
battuta d’arresto, Fischer modifica per l’ennesima volta il proprio
schieramento. Ritrova il posto in squadra Micflickier, al fianco di
McLean e Walker, mentre anche il capitano di tante battaglie, Hirschi,
nonostante una spalla fuori posto riesce ad essere della partita, che
inizia assai male. Il primo blocco rinnovato, con Rüfenacht a
spalleggiare Sannitz e Pettersson nei due cambi effettuati si lascia
sfuggire un ginevrino, che alla seconda opportunità, con Kparghai e
Schlumpf fuori posizione, regala il primo dispiacere al pubblico di
casa. Il Lugano perde subito il filo del discorso ed il Ginevra ha buon
gioco nel contenere la timida reazione del suo avversario. Il gioco si
fa maschio, ma durante il playoffs è una logica costante, purtroppo mal
gestita dal tandem zebrato, Prugger-Stricker, decisamente non
all’altezza della situazione. I bianconeri sembrano essere incapaci di
riproporre la bella prestazione di giovedì scorso e le aquile ne
approfittano. Sul finire del primo periodo, Fischer combina un pasticcio
tattico, di non poca importanza. Con un ingaggio a centropista, schiera
Maurer in attacco e Murray in retroguardia, con un ginevrino a vincere
l’ingaggio e Bezina capace di rilanciare Simek, indisturbato verso
Manzato. La frittata è bella e servita, con l’indiscusso raddoppio di
una squadra, ben coperta in retrovia e molto efficace in attacco.
Nel periodo centrale, il Lugano sembra frastornato ed è incapace di
presentare un gioco degno di tale nome. Gli ospiti sono facilitati nel
gioco di rottura, anche perché Stephan non vede praticamente disco per
una decina di minuti, tanto sono capaci i suoi compagni di squadra a
tenere lontani dalla sua gabbia i bianconeri. Poi, quando arrivano i
primi timidi segnali di ripresa da parte dei padroni di casa, il gioco
viene spezzettato da alcune penalità, durante le quali il Lugano ha il
solo pregio di giocare in inferiorità numerica, senza subire reti.
Walker si becca pure una disciplinare, che obbliga Fischer ad iniziare
il terzo periodo mischiando nuovamente le carte, proponendo un trio
offensivo composto dai tre giocatori d’importazione presenti nel suo
roster da inizio dicembre. Finalmente il Lugano si scuote ed inizia a
giocare un incontro con il sacro furore dei playoffs nella testa. Il
Ginevra arranca, ma viene aiutato da una penalità di partita inflitta a
Maurer e da un’ immediata disciplinare minore assegnata sul conto di
Pettersson. In uno dei pochi lati positivi di una serata decisamente
storta per il Lugano, i suoi giocatori ed il suo staff, la squadra ha il
pregio di non subire reti nella doppia inferiorità di due minuti, che le
permettono di continuare a credere nel possibile riaggancio. La mossa
della disperazione, porta Fischer a togliere Manzato a quasi 5’ dal 60’
e con l’uomo in più, Irmen trova il modo per far esplodere il boato
della Resega. Negli oltre quattro minuti su di un binario unico,
direzione Stephan, il Lugano vede svanire il possibile pareggio, grazie
ad un formidabile portiere, capace di annichilire Mickflicker e la sua
conclusione ravvicinata a botta sicura. Poi, tutti a fare la doccia con
la consapevolezza che l’immediato futuro, a questo Lugano, non permette
più errori di sorta.
Lugano – Ginevra 1:2 (0:2;0:0;1:0)
Reti: 2’59 Lombardi (Daugavens) 0:1; 18’29 Simek (Benzina) 0:2; 55’45
Irmen (Micflickier) 1:2
Lugano: Manzato; Maurer, Hirschi, Rüfenacht, Sannitz, Pettersson;
Vauclair, Ulmer, Micflickier, McLean, Walker; Kparghai, Schlumpf,
Murray, Walsky, Irmen; Reuille, Conne, Kostner; Blatter; Kienzle
Ginevra: Stephan; Bezina, Antonietti, Hollenstein, Romy, Jacquemet;
Iglesias, Mercier, Picard, Lombardi, Daugavins; Marti, Vukovic, Almond,
Rod, Simek; Girardin, Berthon, Petrell, Rivera, Gerber
Note: Resega, 5574 spettatori. Arbitri: Prugger-Stricker; Espinoza/Kohler.
Penalità: 6x2’ +1x5’+pdp (Maurer) + 1x10’ (Walker) Lugano; 4x2’ Ginevra.
Lugano privo di Lehtonen, Heikkinen (sovr.); Dal Pian, Fazzini,
Merzlikins, Simion (juniores). Ginevra senza Löffel (non qual.), Meunier,
Stafford (sovr.), Savary, Krutov (inf.). Palo: 27’36 Bezina. 49’16
time-out Ginevra. 55’19 time-out Lugano senza portiere sino al 55’45 e
dal 58’36 al 60’.
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