29 marzo 2014

PALLAVOLO: LUGANO SCONFITTO NELLA FINALE

 

IL NAEFELS ALZA LA COPPA

 

 

 

 

 

 

 

 

Berna -  Quando Mario Motta dice che non è mai facile vincere non sono parole di convenienza o gettate al vento. Ne abbiamo avuto una dimostrazione nel tardo pomeriggio di sabato alla Wankdorfhalle. I campioni in carica della Energy Investments Lugano hanno rimesso la Coppa svizzera nelle mani del Näfels al termine di una finale giocata sul filo del rasoio, esplosa in faccia a Banderò e compagni sin dal primo set. Le prime due frazioni sono state giocate punto su punto, con generosità ed intensità da entrambe le squadre. La determinazione, e qualche volta anche la fortuna, ha finito col premiare la formazione glaronese. Alla quale sul parziale di 2-0 non sembrava vero di aver fatto gioco pari ai campioni svizzeri in carica e ai dominatori del campionato. I parziali (24-26 e 26-28) stanno ad indicare chiaramente l’equilibrio imperante nei primi due set, nel secondo dei quali il Lugano aveva in mano la palla per chiudere vittoriosamente e pareggiare i conti. Invece, quando le partite nascono storte, finiscono anche per esserlo in modo definitivo, nonostante tutti gli sforzi, la volontà e gli accorgimenti tecnico-tattici messi in opera dalla squadra che in quel momento si trova in difficoltà. I bianconeri sono riusciti a riaccendere le speranze, schiacciando l’avversario nell’angolo e ritrovando finalmente le manovre abituali (25-14). Si sarebbe potuto pensare che il campanile potesse tornare al centro del villaggio nel quarto segmento e invece i Pulko-boys hanno indossato i panni del giustiziere, grazie in particolare alla maggior “fame” e soprattutto al fatto di averci creduto di più.

Poi, statistiche alla mano, i Dragoni hanno i numeri in loro favore in tutti i reparti, dalla ricezione all’attacco. Una constatazione amara, alla luce del risultato finale, alla quale si aggiunge la frustrazione di essere passati vicino ad una vittoria che avrebbe avuto la sua ragione d’essere. Dopo centodieci minuti di emozioni altalenanti e di giocate spettacolari, ad alzare la Coppa sono stati i glaronesi, a cui il trofeo va per l’ottava volta. Con merito.

In casa-bianconera ci si lecca le ferite e si cercano  non giustificazioni ma spiegazioni. Analizzare, come si conviene, la sfida finale di Bena sarà il passo successivo, con la consapevolezza che le partite possono concludersi nel modo peggiore. Ma bisognerà anche archiviarla, voltare pagina e lavorare in modo ancora più duro. La finale del campionato bussa già alle porte (sabato 5 aprile, alle 18 al Palamondo) e i campioni svizzeri non hanno intenzione di lasciarsi sfuggire anche questo obiettivo. Anche perché i tifosi, arrivati in massa a sostenere a gran voce i Dragoni alla Wankdorfhalle, sono rimasti sul loro appetito ed hanno voglia di mettere le mani sul titolo.

 

Alcune dichiarazioni a fine partita

Felipe Banderò: “Ci abbiamo provato, abbiamo fatto gioco pari e ci siamo andati vicino, ma non è stato sufficiente”.

Romolo Mariano: “Il Näfels ha avuto più fame di noi. Ci hanno messo  in difficoltà e questa volta sono stati più bravi di noi. Mi dispiace tanto, perché abbiamo lavorato moltissimo per questo obiettivo”.

David Hübner, capitano: “Peccato, doveva andare in modo diverso. Ma Näfels non ha rubato nulla, ha vinto con pieno merito”.

 

Lugano – Näfels 1-3  (24-26, 26-28, 25-14, 19-25)

 

Lugano: Lehtonen11, Bruschweiler 12, Banderò 23, Garnica 2, Mariano 12, Simac 7, Rosic (L).  Rizo 1.

Note: Wankdorfhalle, 2'700 spettatori. Arbitri: Stanic e Tschumi.