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17 maggio 2014
BASKET: MATCH-BALL PER I TIGERS
LUGANO SULLA STRADA MAESTRA

<Foto Lory>
Il
Lugano, come Paganini, non ripete…gli stessi errori di gara-uno di
questa serie di finale valida per l’attribuzione del titolo e,
sfruttando appieno il fattore-campo, rispedisce al mittente le velleità
dell’Olympic Friborgo, con un chiaro e netto successo, mai messo in
discussione durante tutto l’incontro.
Le
premesse della vigilia, dopo quattro difficili incontri, non erano delle
migliori, anche se dopo essere riusciti ad espugnare la Sainte Croix e
riportata in parità la serie, i ragazzi di Petitpierre e Cedraschi
avevano ritrovato morale e convinzione nei propri mezzi, soprattutto
grazie alla scelta tecnica di tenere in squadra un rimbalzista del
calibro di Watson, pur sacrificando il top-scorer di Lega Sweetney.
Sostanzialmente, per riuscire nell’intento di frenare i burgundi, la
chiave difensiva nei confronti diretti stava nel mettere la museruola
sotto i tabelloni a Draughan, mentre in attacco poteva bastare il
biglietto da visita di gente come Gibson, Schneidermann o Abukar per
fare la differenza.
Preso
atto della situazione, dopo le prime quattro partite di studio, il
Lugano prendeva immediatamente le misure dell’avversario e, come già
alla gara d’esordio di questa serie di finale, iniziava a “bucare” la
retina avversaria, da ogni dove, conquistando undici punti di vantaggio
(20:9) al settimo del primo quarto. La reazione degli ospiti, dopo la
prima breve pausa riportava un certo equilibrio tra le due formazioni,
con il Friborgo nuovamente vicino al Lugano a due minuti dal riposo
(31:26), in grado di generare la pronta replica di Abukar (18 punti il
bottino personale nei primi venti minuti!) e compagni, motivati nel non
perdere il bandolo della matassa.
Nel
basket moderno, 14 punti di margine a metà partita non rappresentano
garanzia di successo. Le tigri bianconere, fatto tesoro degli e(o)rrori
del primo confronto, si sono quindi limitati a tenere a debita distanza
gli ospiti, con un indirizzo punto a punto, mentre nel seguito del
confronto, Abukar continuava il suo show personale (statistica personale
di partita: 33 punti, 12 su 12 ai tiri liberi, 4 rimbalzi, tanti quanti
Draughan dell’Olympic) deliziando la platea. Watson, magistrale ai
rimbalzi ( 12 in tutto!) soprattutto in difesa, limitava l’azione del
temibile Draughan, collezionando un successo che regalava al Lugano il
primo match-ball per il titolo di campione svizzero.
Lugano
Tigers – Ol. Friborgo 75:63 (42:28)
(22:14; 20:14; 21:23; 12:12)
Lugano: Watson 12; Magnani 2; Molteni 5; Gibson 10; Stockhalper 5;
Bavcevic 0; Schneidermann 9, Abukar 33. Non entrati: Gilardi, Mussongo,
Jovanovic.
Ol.
Friborgo: Chapmann 15; Kazadi 6; Uliwabo 2; Calasan 10; Kovac 7; Cotture
4; Draughan 9; Miljanic 2; Mladjan 8; Kraljevic 0. Non entrati: Bugnon,
Manz.
Note:
Istituto Elvetico, 800 spettatori. Arbitri: Pizio, Hjartason, Novakovic.
Uscito per 5 falli: 38’Bavcevic (Lu). Lugano senza Sweetney, Friborgo
privo di Pythoud.
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