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03 ottobre 2014
HOCKEY GHIACCIO: PRIMO DERBY ALL’AMBRI’
MORTE IMPROVVISA SUL LUGANO

<Foto
Lory>









Grande
impresa dell’Ambrì, che seppur decimato dalle defezioni di O’Byrne,
degnamente sostituito dal bernese Kinrade, di Kobach, Lauper e quella
pesantissima di Pestoni, è riuscito a vincere un derby, che fino al
37’15 lo vedeva sotto di tre reti. Il goal decisivo, realizzato da Adam
Hall (sesto sigillo stagionale per lui!), è caduto dopo soli 32 secondi
dall’inizio dell’overtime, con i biancoblù ridotti in tre soli uomini
contro quattro (!). Goal scaturito da un disco arpionato in tuffo da
Kinrade ed immediatamente spedito in avanti verso lo stesso Hall, pronto
ad involarsi nel corridoio apertosi davanti a lui ed estremamente abile
nell’eludere la marcatura di Pettersson nei pressi della gabbia ospite
con un movimento in torsione, prima di battere Manzato con un
inesorabile polsino. Da notare che in questa occasione il Lugano era
schierato sul ghiaccio con i quattro (dicasi quattro!) stranieri (tutti
attaccanti). Una decisione, quella di Fischer, apparsa più che audace
per non dire altezzosa e pagata a duro prezzo dai bianconeri.
Bianconeri, che avevano iniziato nel migliore dei modi il 198.mo derby
della storia passando in vantaggio all’11’53 con un tiro al volo di
Pettersson dalla blù, mascherato da Sannitz. Un primo periodo dominato
dalla squadra di Fischer, ma che, paradossalmente, aveva visto l’Ambrì
sfiorare la rete in ben tre occasioni con Aucoin (conversione con botta
sul primo palo al 4’), Kinrade (contropiede di Steiner rifinito con un
tocco ravvicinato parato da Manzato al 13’) ed infine, al 16’, con un
backhand di capitan Duca in diagonale, finito di poco a alto al 16’.
Leventinesi ringalluzziti e padroni del ghiaccio nei primi sei minuti
della frazione centrale ma ingiustamente colpiti al 25’12
dall’incontenibile Pettersson, velocissimo ad anticipare Gautschi sulla
destra e battere imparabilmente lo sbigottito Zurkirchen con un tocco al
volo insaccatosi all’incrocio del palo opposto. Indubbiamente, un brutto
colpo al morale dei biancoblù, comunque nuovamente in partita al 29’28,
grazie ad una rete da antologia hockeistica dell’ex Stucki, che dopo
essersi bevuto con un’inebriante finta di bastone Maurer, ha battuto
Manzato con un preciso tocco in backhand. Gioia, comunque, di brevissima
durata quella dei leventinesi, visto che poco meno di tre minuti più
tardi, l’ex Walker, servito sottogabbia da Filppula, non ha lasciato
scampo a Zurkirchen, al termine di un magistrale powerplay. E quando
soltanto 32 secondi più tardi, Walsky ha finalizzato un ficcante
contropiede proposto da Chiesa, bravo ad anticipare nel proprio terzo di
difesa Giroux, la contesa è parsa indiscutibilmente decisa. Ma non ad
Aucoin, che al 37’15 ha iscritto la sua prima rete ufficiale in maglia
biancoblù con un tocco ravvicinato, dopo una precedente conclusione di
Duca. Rete visionata e poi confermata dal duo Massy/Wehrli per una
presunta ostruzione dell’attaccante canadese. Speranze biancoblù
immediatamente messe in discussione dalla successiva penalità inflitta a
Giroux sul finale di tempo ma alla quale gli uomini di Pelletier hanno
posto rimedio anche nel decisivo abbrivio di terzo periodo. E proprio
Giroux, rientrato da un minuto sul ghiaccio, ha poi definitivamente
rilanciato il derby con una conclusione deviata in fondo al sacco dal
polpaccio di Schlumpf, finito lungo e disteso sul ghiaccio nell’intento
di bloccare la conclusione del fromboliere canadese. E proprio la
seconda rete stagionale di Giroux, ha ulteriormente galvanizzato un
Ambrì ormai indiscusso padrone del ghiaccio e meritatamente sul 4:4, al
50’03, grazie ad un tocco di Chavaillaz su un puck schizzato via come
una pallina di biliardo al termine di un’incredibile carambola sui
bastoni di Schlumpf, Vauclair e Giroux. Ambrì sempre più convinto di
poter agguantare in extremis la posta piena e vicinissimo al colpo del
KO con un buebetrickli di Lhotak (55’), una conversione di Kinrade (56’)
ed una perentoria discesa di Lhotak ed il tocco ravvicinato di Daniele
Grassi, rintuzzato con la spalla sinistra di Manzato. Poi, al 59’21, una
penalità alquanto dubbia inflitta a Birbaum per una presunta ostruzione
sullo scatenato Pettersson, avrebbe anche potuto costare caro ai
biancoblù, salvati nel decisivo ingaggio difensivo da Hall. E proprio il
numero 14 statunitense, nel sopracitato contropiede descritto in
apertura, ha poi deciso la prima sfida cantonale della stagione. Per il
decimato Ambrì, due punti di vitale importanza, per il Lugano, la
seconda sconfitta stagionale. E sabato sera, tutti nuovamente in pista
con i leventinesi sul ghiaccio dell’agonizzante Friborgo, strapazzato
dal sorprendente Bienne ed i bianconeri impegnati alla Resega contro lo
Zugo, vittorioso per 3:0 sul deludente Kloten.
Ambrì Piotta-Lugano 5:4 d.s. (0:1, 2:3, 2:0, 1:0)
Reti: 11’53 Pettersson (Klasen) 0:1, 25’12 Pettersson (Chiesa) 0:2,
29’28 Stucki 1:2, 32’24 Walker (Filppula, 5c4, esp. Giroux) 1:3, 32’56
Walsky (Chiesa) 1:4, 37’15 Aucoin (Duca) 2:4, 42’01 Giroux 3:4, 50’03
Chavaillaz 4:4, 60’32 Hall (3c4, esp. Birbaum) 5:4.
Ambrì: Zurkirchen; Birbaum, Chavaillaz; Kinrade, Gautschi; Trunz, Sidler;
Grieder, Zgraggen; Duca, Aucoin, Giroux; Steiner, Hall, Dostoinov; D.
Grassi, Schlagenhauf, Lhotak; Stucki, Fuchs, F. Lüthi,
Lugano: Manzato; Schlumpf, J. Vauclair; S. Ulmer, Hirschi; Chiesa,
Kienzle; Sartori, M. Maurer; Kostner, B. McLean, Reuille; Pettersson,
Sannitz, Klasen; Walsky, Filppula, B. Murray; Walker, Steinmann, Fazzini.
Note: Pista della Valascia. 6’500 spettatori (tutto esaurito). Arbitri:
Massy, Wehrli; Kovacs, Tscherrig. Penalità: 3x2’ Ambrì, 2x2’ Lugano.
Timeout: 32’54 Ambrì, 59’22 Lugano. Ambrì privo di O’Byrne, Kobach,
Lauper, Pestoni (inf.), Bonnet (sovr.); Lugano senza Kparghai (inf.),
Balmelli, Dal Pian, Kuonen (sovr.).
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