|
04 ottobre 2014
HOCKEY GHIACCIO: OVERTIME ANCORA FATALE
LO ZUGO PASSA ALLA RESEGA

<Foto
Lory>
Lo Zugo è la prima squadra a violare la Resega e per riuscire nel non
facile intento deve sudare le proverbiali sette camicie, dopo aver
cullato per lungo tempo una sola rete di vantaggio, frutto di un avvio
al fulmicotone, in grado di annichilire l’intero stadio luganese.
Per il ritorno a Lugano di Harold Kreis, tecnico dell’ultimo scudetto
bianconero, Fischer mischia le proprie carte, con Merzlikins trai pali,
per fare esordire il giovane Balmelli e Kuonen, rientrati dal campo di
allenamento in Svezia e pronti alla bisogna. Ancora sotto choc, per
l’andamento e l’esito del derby della sera precedente, il suo Lugano,
però, tradisce le attese ed in poco meno di due cambi linee si ritrova a
dover rincorrere l’avversario, già avanti di due reti per
l’intraprendenza del bravissimo Martschini, ben spalleggiato dal
terribile Holden. Frustrato da un avvio tutto in salita, il Lugano
impiega una decina di minuti a tornare alla realtà della partita, poi
grazie a Klasen, imbeccato dal solito Pettersson riapre i destini della
contesa, andando al riposo con una sola rete di svantaggio. Al rientro
dagli spogliatoi, i bianconeri provano a fare quanto di meglio sinora
riuscito loro nei precedenti periodi centrali, ma le loro bocche di
fuoco s’infrangono contro la migliore difesa del torneo, in grado di
fare perno sul portiere Stephan (quello che era a Ginevra, ndr!) e sul
difensore svedese Sondell, ottimo compagno di linea del figlio di Peter
Andersson (a Zugo con licenza svizzera, sic!). La partita sale
d’intensità con rocamboleschi capovolgimenti di fronte, ma il risultato
non si sblocca, obbligando il tecnico luganese a modificare schieramento
nel periodo conclusivo. Con McLean al centro di Klasen e Pettersson gli
ospiti si vedono costretti alle maniere forti, per fermare il desiderio
di rimettere il campanile al centro del villaggio da parte dei padroni
di casa. In una superiorità numerica, McLean realizza sottoporta il
punto del pareggio, che gli arbitri attribuiscono a Pettersson. Nel
finale, il Lugano usufruisce dell’uomo in più e Fischer, vista
l’esperienza della sera precedente chiama (inutilmente) il tempo morto.
I suoi cinque uomini, emulano Paganini e rischiano di capitolare, ma il
controllo del video, effettuato negli spogliatoi (???) non permette di
attribuire una rete-fantasma, grazie anche a San Merzlikins. Alla
ripresa, Pettersson commette un errore e si vede costretto al fallo, per
evitare il peggio. Nell’overtime lo Zugo, grazie a Suri, conquista i
due punti, facendo arrabbiare qualche tifoso bianconero, incapace di
accettare una doppia beffa, molto simile nella modalità d’esecuzione, in
due giorni.
Lugano – Zugo 2:3 d.s. (1:2;0:0;1:0;0:1)
Reti: 2’54 Martschini (Sondell) 0:1; 3’45 Martschini (Bouchar) 0:2; 6’59
Klasen (Pettersson) 1:2; 50’40 Pettersson (Klasen, in 5c4, esp. Suri)
2:2; 61’25 Suri (Sondell, in 5c4, esp. Pettersson) 2:3
Lugano: Merzlikins; Vauclair, Ulmer, Klasen, Sannitz, Pettersson;
Hirschi, Schlumpf, Walsky, Filppula, Murray; Kienzle, Chiesa, Fazzini,
McLean, Kostner; Maurer, Balmelli, Kuonen, Steinmann, Walker
Zugo: Stephan, Sondell, Andersson, Suri, Holden, Martschin; Grosmann,
Ramholt, Bouchard, Earl, Lammer; Alatalo, Lüthi, Bertaggia, Sutter,
Herzog; Blaser, Erni, Schnyder, Diem, Dünner
Note: Resega, 5126 spettatori. Arbitri: Piechaczeck (Ger), Wehrli;
Flüri-Espinoza. Penalità: 3x2’ Lugano; 6x2’ Zugo. Lugano privo di
Reuille, Kparghai, Dal Pian, Romanenghi (infortunati). Zugo senza
Christen (squal.), Morant, Bürgler (feriti).
|