18 ottobre 2014

HOCKEY GHIACCIO: SERVETTE NUOVAMENTE BATTUTO

 

LA LOGICA DEL RIGORE BIANCONERO

 

 

 

<Foto Lory>

 

 

 

 

I

La storia recente si ripete anche in questa circostanza alla Resega, dove un buon Lugano, costante nel rendimento sull’arco dell’intera partita e capace di rimontare in due occasioni il proprio avversario, conquista il successo da due punti, grazie alla caparbietà ed alla determinazione dell’intero complesso, guidato dalle qualità tecniche dei suoi uomini di maggiore spessore.

Le buone intenzioni muoiono sul nascere e per i bianconeri la partita inizia subito in salita. Al Ginevra basta un cambio-linea per trafiggere Merzlikins, preferito per l’occasione a Manzato, reduce da una prestazione senza colpe in quel di Rapperswil. Riordinate ben presto le idee e per nulla scossi dall’incidente di percorso, Filppula e compagni prendono subito in mano le redini della contesa ed in men che non si dica, ribaltano il risultato, ancora prima che l’orologio della pista abbia compiuto mezzo giro di periodo. L’intesa tra l’ex-ginevrino ed il finlandese delizia la folta platea della Resega, dapprima con la rete del momentaneo pareggio e qualche istante dopo, in condizione di superiorità numerica, con la rete del vantaggio. Il Ginevra, sconfitto in casa la sera precedente, mentre giocava in power-play, accusa il colpo e, favorito da un tandem arbitrale in serata di scarsissima ispirazione, alza i toni agonistici della partita, passando alle maniere forti. Gli zebrati, con il tedesco Bruggmann che lascia decidere all’indeciso svizzero Wehrli, non sembrano accorgersene. Maurer, colpito duro, è il primo bianconero ad uscire anzitempo e dolorante dalla pista, prima che gli ospiti riescano ad impattare il confronto, con Jacquemet. Anche nel periodo centrale la musica non cambia. La partita è bella, perché giocata da entrambe le compagini su di un buon ritmo, con capovolgimenti di fronte in grado di elevare lo spettacolo, anche se, il solito Ginevra, targato Mc Sorley ci mette del suo per accendere gli animi sul ghiaccio e fuori. Nei pochi momenti con l’uomo in più le due squadre non riescono a fare breccia nella retroguardia avversaria, mantenendo desto il pathos dell’incontro, rinviato al terzo tempo. Il Lugano lo inizia con l’uomo di movimento in più, ma deve ringraziare Merzlikins se non si trova a dover rincorrere l’avversario, perché un errore in fase d’impostazione offensiva, libera un’autostrada per un ginevrino, bloccato unicamente dall’intervento dell’estremo difensore locale. Poi le due squadre, rivali nei quarti dello scorso torneo, provano in tutti i modi possibili la soluzione finale, talvolta eccedendo in azioni individuali, senza concretizzazione. Il ritmo della partita si alza di minuto in minuto, con le difese ed i portieri a sublimarsi in ogni intervento, finché Romy, sfuggito ad ogni marcatura trova il modo di scodellare una pregevole assistenza a D’Agostini, che non si lascia sfuggire l’opportunità per spezzare l’equilibrio. Il terzo punto ospite obbliga i padroni di casa a modificare il proprio assetto. Fischer schiera solo tre blocchi con Kostner al fianco di Steinmann e McLean, mentre Filppula si trova a fare da chioccia al turbo compressore, a sigla doppia V (Walsky-Walker). Una penalità inflitta a Truttmann, per carica scorretta alla balaustra, mette le ali alla squadra di casa, capace di trovare il pareggio con una bordata di Klasen, che il malcapitato Myer non vede manco partire. La rete infiamma la Resega, perché questo Lugano cerca e merita il successo da tre punti. In un qualche recondito posto della terra deve essere scritto il destino dei confronti tra pantere ed aquile. Anche in questa occasione, non bastano 65’ per stabilire un vincitore. Nell’overtime il Lugano si mostra di gran lunga migliore del proprio avversario, ma un superlativo Mayer, la sfortuna e la cecità arbitrale (netto colpo di bastone sulle mani di Filppula!) obbligano il pubblico della Resega ad assistere all’appendice dei tiri individuali di abilità, nei quali eccellono D’Agostini, Rubin per gli ospiti e Walsky- Pettersson per i padroni di casa. Poi, Klasen, che si era visto parare la prima conclusione, fredda di par suo Mayer, mentre D’Agostini non si ripete al cospetto di Merzlikins. 

 

Lugano – Ginevra 4:3 d.r. (2:2;0:0;1:1;0:0)

 

Reti: 1’15 Romy (Bezina) 0:1; 4’30 Walsky (Filppula) 1:1; 7’37 Filppula (Walsky, in 5c4, esp. Rubin) 2:1; 16’ Jacquemet (Trutmann) 2:2; 48’57 D’Agostini (Romy) 2:3; 54’56 Klasen (Pettersson, in 5c4,esp. Trutmann) 3:3; 65’ Klasen (rigore) 4:3

 

Lugano: Merzlikins; Hirschi, Kienzle, Klasen, Sannitz, Pettersson; Vauclair, Schlumpf, Fazzini, Filppula, Walsky; Maurer, Chiesa, Dal Pian, McLean, Kostner; Kparghai, Sartori, Kuonen, Steinmann, Wlaker

 

Ginevra: Mayer; Ranger, Vukovic, Jacquemet, Rod, Simek; Bezina, Antonietti, Taylor Pyatt, Tom Pyatt, Rubin; Marti, Trutmann, Kast, Romy, D’Agostini; Iglesias; R. Gerber, Rivera, Traber

 

Note: Resega, 5264 spettatori. Arbitri: Brüggmann (Ger) – Wehrli; Espinoza, Kovacs. Penalità: 2x2’ Lugano; 6x2’ Ginevra. Lugano privo di Ulmer, Balmelli, Romanenghi, Reuille, Murray. Ginevra senza Mercier, Löffel (squal.), Picard (sovr.) Lugano senza Maurer (ferimento) dal 12’.