31 ottobre 2014

HOCKEY: AI BIANCONERI IL SECONDO DERBY

 

IL LUGANO SI PRENDE IL DOLCETTO

 

 

<Foto Lory>

 

 

 

Dolcetto o scherzetto? Nella notte di Halloween, i biancoblù provano con tutti i mezzi leciti a loro disposizione a giocare lo scherzetto ai cugini, i quali memori del derby dello scorso 3 ottobre sono costretti a mostrare carattere e determinazione, per fare in modo che nella serata vinca il dolcetto. Alla fine di una gara bella, avvincente e degna della tradizione, s’impone con pieno merito il Lugano, mentre l’Ambrì lascia la Resega a testa alta, ma senza punti, dopo essere riuscito a rispettare pienamente il contratto della vigilia.

Tra due squadre reduci da un turno di coppa infrasettimanale, giocato all’acqua di rose sullo stile delle amichevoli di preparazione, il pubblico delle grandi occasioni (Resega esaurita in ogni ordine di posto!) si attende un incontro formato playoffs e sin dall’ingaggio iniziale, non vi è ombra di dubbio che la partita verterà su quei binari. Il Lugano, non recupera alcun giocatore dall’infermeria, come pure il suo avversario di giornata, ma appare assai evidente che nel gioco delle assenze a perderci sono i padroni di casa, che schierano un blocco di giovanissimi ticinesi, la cui somma di età non raggiunge quella di un pensionato. Romanenghi, Fazzini e Dal Pian, in quarta linea svolgono il loro ruolo in maniera encomiabile, mentre sul fronte avverso la disciplina difensiva sembra far parte fondamentale dell’impostazione tattica voluta da Pellettier. Il Lugano, all’ultimo incontro prima della lunga pausa della nazionale, vuole fortemente il successo ed imprime il suo ritmo al gioco, mentre l’Ambrì si difende, chiudendosi a riccio davanti a Zurkirchen. Per sbloccare il risultato, dopo due superiorità numeriche mal giocate e non sfruttate dalle contendenti, ci vuole un’invenzione di Klasen, che si porta a spasso gli avversari, prima di servire astutamente il disco all’accorrente Hirschi, capace di sorprendere tutti, per portare il Lugano in vantaggio. La reazione dell’Ambrì non si fa attendere, ma alla prima sirena il risultato premia la squadra che più ha cercato il vantaggio. Nel periodo centrale il confronto rimane palpitante e fa vibrare le corde vocali delle due tifoserie. I padroni di casa tengono saldamente in mano le redini del confronto, ma non riescono, grazie all’ottima predisposizione difensiva dei leventinesi, a far fruttare alcune superiorità numeriche, che meriterebbero maggiore concretizzazione. Zurkirchen e Bouillon tengono, di peso, l’Ambrì in partita e sui rovesciamenti di fronte, anche Merzlikins è chiamato a sfoderare interventi di una certa difficoltà. L’intensità emotiva del confronto raggiunge livelli elevatissimi, mettendo a dura prova le coronarie dei deboli di cuore, senza che gli ospiti, in serata di grazia, concedano il minimo spazio libero agli attaccanti bianconeri. Il risultato ad occhiali della seconda frazione di gara, con il Lugano a recriminare per le tre differenti opportunità con l’uomo in più non sfruttate (una in doppia per 36 secondi!) mantiene aperta la contesa, per un periodo conclusivo da fuochi d’artificio, la cui miccia viene accesa dall’Ambrì con la rete del provvisorio pareggio, capace di svegliare un Lugano appannato nelle idee. La confusione, precedentemente accusata dal Lugano, lascia spazio, dopo il pareggio dell’Ambrì ad una razionalità degna della squadra con maggiori attributi tecnici. Non passano che pochi secondi dalla rete di Lauper, assistito da Hall, che Steiner si fa beccare in flagrante infrazione. Al Lugano, in soli sei secondi (leggasi bene, sei secondi) riesce quanto fallito nelle precedenti sei occasioni ed il nuovo vantaggio dei padroni di casa, rompe gli schemi delle due compagini.  Nell’ultimo quarto d’ora di gioco la battaglia raggiunge i livelli intensi delle gare dei playoffs, con i bianconeri costretti anche in retrovia a lottare disco su disco, prima del palpitantissimo finale. Pellettier richiama Zurkirchen in panchina e con il tempo morto prova l’impossibile, ma Pettersson conquista il disco ed a porta vuota condanna l’Ambrì alla sconfitta.

 

Lugano – Ambrì 3:1 (1:0;0:0;2:1)

 

Reti: 16’14 Hirschi (Klasen) 1:0; 43’14 Lauper (Hall) 1:1; 43’51 Pettersson (Kostner, in 5c4, esp. Steiner) 2:1; 60’ Pettersson (a porta vuota!) 3:1

 

Lugano: Merzlikins; Hirschi, Schlumpf, Klasen, Sannitz, Pettersson; Kparghai, Ulmer, Kuonen, Filppula, Walsky; Kienzle, Chiesa, Walker, McLean, Kostner; Sartori; Fazzini, Romanenghi, Dal Pian

 

Ambrì: Zurkirchen; Birbaum, Bouillon, Lauper, Hall, Steiner; Kobach, Gautschi, Giroux, Aucoin, Stücki; Sidler, Trunz, Bianchi, Schlagenhauf, Grassi; Zgraggen, Chavaillaz, Dostoinov, Fuchs, Duca

 

Note: Resega, 7800 spettatori (esaurito). Arbitri: Wiegand-Vinneborg; Fluri, Tscherrig. Penalità: 3x2’ Lugano; 7x2’ Ambri. Lugano privo di Vauclair, Murray, Steinmann, Reuille, Maurer, Balmelli (Infortunati). Ambri senza O’ Brian, Grieder, Lüthi, Lhotak, Pestoni, Bonnet (feriti). 59’41Time-out Ambrì, senza portiere dal 58’46.