18 novembre 2014

HOCKEY GHIACCIO: IL  DAVOS PASSA ALLA RESEGA

 

DERBY SCANDINAVO CON BEFFA FINALE

 

 

 

 

 

<Foto Lory>

 

 

 

Favorito da una grossolana doppia svista arbitrale, nei secondi conclusivi del tempo supplementare, la capolista Davos si aggiudica lo scontro al vertice con il Lugano ed approfittando della contemporanea battuta d’arresto dello Zurigo, superato a Bienne, prende il largo in classifica, distanziando le dirette antagoniste. Per uscire con i due punti dalla pista della Resega (obiettivo sinora raggiunto unicamente dallo Zugo!) la squadra grigionese ha messo sul piatto tutti gli attributi tecnici di cui dispone, recuperando tre lo volte consecutive il vantaggio dei padroni di casa, per poi vincere l’incontro in condizioni del tutto particolare. Ma andiamo con ordine: Fischer ripresenta sul ghiaccio lo stesso schieramento vincente con il Kloten, mentre la capolista deve fare a meno dello svedese Axelsson e Forster. La partita s’infiamma subito con continui capovolgimenti di fronte, ma il Lugano trova i frutti del proprio lavoro solo verso la fine del primo periodo, in superiorità numerica, per un errore della panchina ospite (troppi giocatori sul ghiaccio, dopo grossolano fallo ai danni di Klasen). McLean serve a Filppula, che ilo finlandese trasforma dando il via al derby made in scandinavia, che caratterizzerà l’intera serata. La capolista risponde subito con il proprio uomo-chiave, lo svedese Paulsson, capce di provare i riflessi di un buon Manzato, prova di superarlo con abile maestria, per il primo pareggio. I bianconeri non si smontano ed a metà partita, sull’asse Klasen- Pettersson (ma guarda un po’) tornano nuovamente in vantaggio, conservandolo sino alla pausa. Al rientro dagli spogliatoi, esattamente come in occasione del periodo centrale, il Davos sulla spinta scandinava risponde presente e pareggia il conto con il finlandese Lindgren, assistito da (ma guarda un po’) Paulsson. Il Lugano non molla la presa ed insiste, correndo anche qualche rischio di troppo in retrovia. La sua famigerata coppia di funambolici artisti s’inventa il terzo vantaggio della serata, che fa arrabbiare Arno Del Curto, costretto a chiamare il tempo morto. Gli sforzi degli ospiti trovano nel concitato finale, con Genoni richiamato in panchina il terzo punto, grazie a Simion, fortunato nel ricevere un disco da Lindgren, al quale si è spezzato il bastone, nel tentativo di tirare verso Manzato. L’overtime si rende necessario e le due squadre provano a vincere. Ci vuole però un macroscopico “cross-check” ai danni di Vauclair, dalle parti Genoni ed il lancio del bastone da parte dello stesso portiere, per evitare al giurassiano di impossessarsi del disco, per ottenere una incredibile ripartenza, che blocca i quattro bianconeri sulle ginocchia, lasciando aperta un’autostrada per Lindgren e Hofmann, capaci in terza battuta (!) ed in assoluta tranquillità di sigillare la più clamorosa delle beffe, che non merita ulteriori commenti.

 

Lugano – Davos 3:4 d.s.(1:0;1:1;1:2;0:1)

 

Reti: 17’29 Filppula (McLean, in 5c4, penalità panchina) 1:0; 21’34 Paulsson (M. Wieser) 1:1; 29’29 Pettersson (Klasen) 2:1; 41’07 Lindgren (Paulsson) 2:2; 52’15 Pettersson (Klasen) 3:2; 59’27 Simion (Paulsson, in 6c5, Davos senza portiere) 3:3; 64’40 Hofmann (Lindgren) 3:4

 

Lugano: Manzato; Kienzle, Chiesa, Murray, McLean, Fazzini; Hirschi, Andersson, Klasen, Steinmann, Pettersson; Vauclair, Ulmer, Bertaggia, Filppula, Walsky; Kparghai, Sartori, Reuille, Sannitz, Dal Pian

 

Davos: Genoni; Reto von Arx, Du Bois; Dino Wieser, Ambühl, Hofmann; Koistinen, Schneeberger, Paulsson, Lindgren, M. Wieser;  Camperchioli, Guerra, Ryser, Walser, Sciaroni; Paschoud, J.Von Arx; Jörg, Aeschlimann, Simion

 

Note: Resega, 4857 spettatori. Arbitri: Massy-Wehrli; Raderli-Kohler. Penalità: 4x2’ Lugano; 5x2’ Davos. Lugano privo di Kostner (ferito), Walker (conv.); Balmelli, Kuonen, Maurer, Romanenghi (sovr.). Davos senza Axelsson, Forster, Corvi, Schwendener (infortunati). 52’15 time-out Davos, senza portiere dal 59’ al 59’27. Osservato un minuto di silenzio, rivolto alle vittime dell’alluvione.