02 gennaio 2015

HOCKEY GHIACCIO: IL LUGANO VINCE DI MISURA

 

LA BESTIA NERA MUORE, MA NON S’ARRENDE

 

 <Foto Lory>

 

 

 

 

C’era una volta una bestia nera: si chiamava Friborgo ed in ogni campionato, a qualsiasi livello, come pure negli incontri di preparazione, il Lugano non riusciva a batterlo, anche quando gli era manifestamente superiore. Si giocava nell’angusta pista della città bassa di Friborgo ed i bianconeri uscivano sempre con le classiche pive nel sacco, senza conquistare punti, neppure nella Lega cadetta. Poi vennero le prime partite nella nuova e moderna pista, teatro pure dei mondiali di categoria B, ma il risultato non cambiava. A rompere una prima volta il tabù burgundo, ci pensò il Lugano targato John Slettvoll, grazie agli acuti di tali Hakan Hjerpe e Kent Johansson e per diversi anni, sembrava proprio che la bestia nera fosse definitivamente domata. Invece, dopo gli anni del Grande Lugano, i burgundi, grazie pure a giocatori del calibro di Slava Bykov e Khomutov  riuscirono a invertire la tendenza, riportando la serie di partite con i bianconeri a proprio favore. Il tempo passa, ma la bestia nera dei bianconeri, nonostante i tempi di magra (in risultati) cui si trova confrontato e dopo aver perso i due precedenti confronti di questa stagione, torna a (ri)vivere e vende cara la pelle, prima di cedere con il minimo degli scarti, al termine di un confronto poco esaltante sul piano dello spettacolo, segnato dall’unica rete messa a segno dal difensore ospite Maurer, lesto a superare Conz, in un’estemporanea azione individuale.

A leggere il foglio di partita (tabellino) il folto pubblico presente si pone una serie domande sul tipo di incontro che potrebbe seguire. Le due squadre, infatti, annunciano un’infermeria gremita all’inverosimile di personalità di spicco. I burgundi sono costretti a fare a meno di leader quali Bykov, Monnet e Jeannin, mentre i bianconeri devono rinunciare ad un intero blocco offensivo, con capitan Hirschi e Vauclair, compagni di sventura di Walsky e Steinmann. In un simile contesto di uomini a disposizione, i due tecnici fanno di cognizione virtù, schierando blocchi omogenei, in grado di contrastarsi reciprocamente. Il tridente offensivo formato da Sprunger, Dubé, Bejamin Plüss gioca in ostruzione alla premiata coppia svedese bianconera, mentre il trio straniero Mauldin-Pouliot-Tambellini, fronteggiato da quello orchestrato da McLean, con al fianco Bertaggia e Walker dovrebbe  portare maggiori problemi alla retroguardia ospite. La partita si muove sin dall’ ingaggio iniziale su questo binario (morto) con due squadre occupate più a distruggere, che non a costruire. Tra uno sbadiglio e l’altro, la partita non mostra nulla di interessante e di accattivante per tutto il primo periodo. Situazione comprensibile, soprattutto dopo una lunga pausa agonistica, con le festività natalizie nel mezzo. Nel periodo centrale ci si aspetta un acuto, che giunge solo pochi istanti prima della seconda sirena. Una bastonata di Dubé ai danni di Klasen, impunita dagli arbitri, trova in Chiesa il giustiziere, che obbliga gli zebrati a spedire anzitempo sotto la doccia i due pugili. Il Lugano supera indenne la penalità minore, inflitta al proprio difensore (già negli spogliatoi) e ritrovato l’equilibrio numerico sul ghiaccio, ad inizio dell’ultimo periodo realizza con Maurer il più classico dei “game-winning goal”, che riesce a difendere con ogni mezzo lecito, grazie anche ad un Manzato in versione saracinesca, sino al concitato finale, quando con la forza della disperazione il tecnico di casa Zehnhäusern richiama in panchina Conz, per giocare a sei contro cinque. Mauldin, a poco più di venti centimetri dalla porta bianconera sguarnita non riesce ad insaccare il punto che obbligherebbe tutti al supplementare, perché beffato da un rimbalzo del puck ed il Lugano ringrazia per la posta piena e lo “shootout”.

La bestia nera, ancora una volta, come la vecchia guardia napoleonica, muore, ma non s’arrende.

 

 Friborgo – Lugano 0:1 (0:0;0:0;0:1)

Rete: 42’45 Maurer (Kienzle)

Friborgo: Conz; Kwiatkowski,  Ngoy, B. Plüss, Dubé, Sprunger; Huguenin, Helbling, Tambellini, Pouliot, Mauldin; Schilt, Kamerzind, T. Vauclair, Hasani, J. Fritsche; Abplanalp, Zangger, Mottet, Brugger, Montandon

 

 Lugano: Manzato; Andersson, Kparghai, Klasen, Sannitz, Pettersson; Sartori, Ulmer, Bertaggia, McLean, Kostner; Maurer, Chiesa, Valker, Filppula, Brunner; Sartori, Kuonen, Reuille, Romanenghi, Dal Pian

 

 Note: BCF Arena, 6700 spettatori. Arbitri: Koch-Wiegand; Kovacs-Rohr Penalità:3x2’+1x5’+pdp. (Dubé) Friborgo; 3x2’+1x5’+pdp. (Chiesa) Lugano. Friborgo senza Monnet, Ness, Bykov, Jeannin (infortunati). Lugano privo di Hirschi, J. Vauclair, Walsky, Steinmann, Balmelli (feriti), Fazzini (Naz.U20). Time-out: 57’ Lugano; 59’ Friborgo, senza portiere dal 59’28.