|
30 gennaio 2015
HOCKEY GHIACCIO: IL LUGANO PERDE A ZUGO
MOLTO ARSENICO PER UNDICI RETI

<Foto
Lory>
Il Lugano
è uscito sconfitto e con le ossa semirotte dal confronto con lo Zugo,
che allunga il passo in graduatoria. Due penalità fischiate contro i
bianconeri in abbrivio di periodo centrale, decretate con discutibile
fiscalità da parte di due arbitri apparsi in scarsissima serata di
grazia, hanno rotto l’equilibrio al punteggio ed esasperato gli animi di
una contesa che i padroni di casa hanno poi vinto, grazie al maggiore
cinismo evidenziato dai propri attaccanti.
Sceso sul
ghiaccio ancora privo dei suoi due centri stranieri e con Kparghai
rimasto a letto a lottare contro l’influenza, il Lugano era riuscito a
sorprendere il suo contendente, con una sventola del solito Pettersson,
che aveva costretto gli arbitri a visionare il video e con Brunner in
grado di raddoppiare in superiorità numerica. Il comodo doppio
vantaggio, messo in carniere nei primi dieci minuti era destinato ad
affievolirsi ancor prima della prima sirena, perché lo Zugo non
intendeva cedere il passo al proprio antagonista. Una quindicina di
secondi dopo il punto dell’ex-NHL, Bouchard riapriva la contesa e sulle
ali dell’entusiasmo Earl e Martschini trovavano il modo per capovolgere
il risultato quando i tifosi già pregustavano la bevanda della pausa. I
fuochi d’artificio esplosi nei primi venti minuti dalle due compagini
continuavano nel periodo centrale, caratterizzato subito da una penalità
ai danni della panchina luganese, per aver lasciato scendere sul
ghiaccio il sesto uomo. Lo Zugo non si lasciava sfuggire l’opportunità
per allungare al punteggio, con Bürgler che obbligava Fischer a
sostituire Manzato, per dare la classica scossa ai suoi pupilli. La
pronta reazione luganese fruttava il terzo punto ad opera di Vauclair,
capace di inscenare un ubriacante slalom tra le retrovie locali, prima
di battere l’esperto Stephan. Una discutibile infrazione di Brunner
rimetteva gli uomini diretti da Harold Kreis nella condizione di tenere
a due lunghezze di distanza gli ospiti, mentre Suri, qualche istante
dopo lo scoccare della metà dell’incontro sembrava chiudere con il sesto
punto l’incontro. Invece, il Lugano reagiva ed in doppia superiorità
lasciava aperto ad ogni possibile soluzione l’incontro nel periodo
conclusivo, durante il quale l’arrembaggio offensivo degli ospiti non
otteneva i frutti sperati, grazie anche all’intrattabile Stephan.
Bürgler, pochi minuti prima del 60.mo siglava il punteggio, ma una
gratuita, quanto inutile e non sanzionata (!!!) bastonata di Earl ai
danni di Brunner, scatenava la reazione dell’ex-“Golden boy” locale,
generando l’ennesima bagarre di una partita mal gestita dai direttori di
gioco. Calmati gli animi i contendenti lasciavano il ghiaccio, non prima
di firmare quello che più che un referto appariva come un vero e proprio
bollettino di guerra.
Zugo – Lugano 7:4 (3:2;3:2;1:0)
Reti: 5’45 Pettersson (Walker) 0:1; 9’03 Brunner (Sannitz, in 5c4, esp.
Holden) 0:2; 9’17 Bouchard (Earl) 1:2; 15’08 Earl (Grossmann) 2:2; 18’44
Martschini (Suri) 3:2; 22’51 Bürgler (Sondell, in 5c4, troppi uomini sul
ghiaccio!) 4:2; 23’33 Vauclair (Bertaggia) 4:3; 26’23 Earl (Christen, in
5c4, esp. Brunner) 5:3; 31’05 Suri (Alatalo) 6:3; 39’01 Brunner (Steinmann,
in 5c3, esp. Grossmann, Suri) 6:4; 54’30 Bürgler 7:4
Zugo: Stephan; Sondell, Schlumpf, Suri, Holden, Martschini; Grossmann,
Ramholt, Bouchard, Earl, Zangger; Erni, Stämpfli, Schnyder, Sutter,
Bürgler; Morant, Blaser, Christen, Diem, Lammer
Lugano: Manzato (22’52 Merzlikins); Andersson, Vauclair, Klasen,
Steinmann, Pettersson; Kienzle, Ulmer, Brunner, Walsky, Fazzini;
Sartori, Chiesa, Reuille, Sannitz, Kostner; Maurer, Walker, Bertaggia
Note: Bossard Arena, 6687 spettatori. Arbitri: Mollard-Stricker;
Borga-Bürgi. Penalità: 16 x 2’ +1x10’ (Holden) Zugo; 15 x 2’ + 2x10’
(Kostner, Vauclair) Lugano. Zugo senza Lammer e Luthi (feriti); Herzog
(squalificato). Lugano privo di Hirschi, Filppula, McLean, Balmelli, Dal
Pian (infortunati). Kparghai (malato). Pali: 11’ Sutter, 51’ Martschini.
7’04 rigore parato a Bertaggia.
|