14 febbraio 2015

HOCKEY GHIACCIO: IL LUGANO CADE AL LIDO

 

INATTESSO SCHERZO DI CARNEVALE

 

 

 <Foto Lory>

 

 

 

 

Il Rapperswil-Jona, lanterna rossa del torneo, da tempo condannato all’inferno degli incontri di riparazione (altrimenti detti playouts), gioca un brutto scherzo di carnevale al lanciatissimo Lugano, fermando bruscamente la marcia trionfale dei bianconeri verso le migliori posizioni della classifica. Particolarmente ispirata dai molti ex-di turno presenti nella colonia sangallese la squadra diretta da Eldebrink si toglie l’ennesimo sassolino dai pattini, (Zurigo e Davos non docet?) evidenziando limiti e lacune della squadra ospite, non molto incoraggianti in chiave playoffs.

Dopo il brillante successo ottenuto la sera precedente ai danni di una formazione quadrata e smaliziata come il Davos, il Lugano ha fallito completamente l’entrata in materia, dimenticando negli spogliatoi la testa, forse favorito da facili pensieri sulla squadra locale, che si permetteva di scendere sul ghiaccio senza il proprio top-scorer Nicklas Danielsson. La serata storta dei bianconeri si materializzava in pochissimi istanti dopo l’ingaggio di apertura. Una penalità differita ai danni di Brunner permetteva a Thibaudeau, servito magistralmente da Walsky, di aprire le marcature con un tiro che non dava scampo al rientrante Merzlikins, schierato al posto di Manzato. Subito dopo, un’ingenuità di Bertaggia, sanzionata dalla coppia arbitrale, permetteva al minore dei fratelli Murray (un breve trascorso senza gloria sulle rive del Ceresio) di raddoppiare, complicando la vita agli ospiti, che tramortiti dal subitaneo doppio vantaggio locale, incontravano grosse difficoltà di carburazione, limitando i danni sino alla prima pausa. Riordinate le idee negli spogliatoi, sembrava proprio che nel periodo centrale gli ospiti potessero riprendersi dallo shock, con Tim Wolf capace di frustrarne le legittime ambizioni di rimonta. Poco dopo metà partita, con l’uomo in meno per l’espulsione di Hürlimann, i sangallesi trovavano il modo di evidenziare la serataccia degli ospiti, realizzando il terzo punto, grazie ad un contre innescato da Persson e finalizzato (guarda un po’ chi si rivede?) da Jordy Murray. C’era ancora mezza partita da giocare, ma ai più appariva ormai evidente che il destino della contesa era segnato. Nel periodo conclusivo, Fischer provava a rimodellare la propria formazione, ma riusciva ad ottenere l’attesa reazione solo dopo il quarto punto locale, opera di Berger, con Pettersson sulla panchina dei puniti. Era decisamente troppo anche per capitan Hirschi, bravo nel dare il via all’azione della rete-bandiera per gli ospiti, seguita, nel palpitante finale, giocato a sei contro tre dal Lugano, dal secondo punto siglato da Brunner, utile solo ai fini meramente numerici di una serata dalla quale occorrerà trarre le dovute indicazioni, perché i giochi che contano non sono più così lontani.

 

Rapperswil – Lugano 4:2 (2:0;1:0;1:2)

 

Reti: 2’15 Thibaudeau (Walsky) 1:0; 4’35 J. Murray (Walser, in 5c4, esp. Bertaggia) 2:0; 34’26 J. Murray (Persson, in 4c5! esp. Hürlimann) 3:0; 48’56 Berger (in 5c4, esp. Pettersson) 4:0; 49’24 Hirschi (Simek) 4:1; 57’51 Brunner (Pettersson, in 6 c 4, esp. Hächler, Lugano senza portiere) 4:2

 

Rapperswil: Wolf; Blatter, Fransson, Schommer, Persson, Ryser; Sataric, Walser, Berger, Johansson, Kuonen; Berger, Hächler, J. Murray, Walsky, Thibaudeau; Geier, Frei, Hürlimann, Schmutz, Rizzello

 

Lugano: Merzlikins; Vauclair, Ulmer, Klasen, Paakkonlanvaara, Pettersson; Hirschi, Andersson, Simek, McLean, Brunner; Kienzle, Chiesa, Bertaggia, Steinmann, Walker; Kostner; Reuille, Sannitz, Fazzini

 

Note: Diners Club arena, 3995 spettatori. Arbitri: Eichmann-Koch; Dumoulin-Tscherrig. Penalità: 10x2’ Rapperswil; 12x2’+1x10’ (Brunner) Lugano. Rapperswil senza Weisskopf, Sieber (malati); Luthi, Neukomm, Punnenovs, Friedli (feriti), Danielsson (sovr.). Lugano privo di Kparghai, Filppula (infortunati), Maurer (malato). 59’time-out Lugano, senza portiere dal 55’49 al 57’51; dal 58’10 al 58’21, dal 58’32 al 60’ senza portiere.