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17
febbraio 2015
HOCKEY GHIACCIO: DUE PUNTI SOFFERTI E MERITATI
LUGANO PREMIATO DAL CARATTERE

<Foto
Lory>
Una rete di Simek nel corso del tempo supplementare regala al Lugano un
importante successo, che fa morale, più che classifica, per il modo con
il quale la squadra di Fischer è andata a cercarselo, al termine di una
partita strana e complicatasi più del previsto per i padroni di casa.
Reduci dalla sconcertante esibizione di sabato scorso a Rapperswil, gli
uomini diretti da Fischer erano attesi ad una pronta reazione
d’orgoglio, visto che i giochi che contano sono ormai dietro l’angolo.
Il tecnico locale, privo di Kostner, richiamava in servizio Maurer,
recuperava Kparghai e schierava sin dall’ingaggio iniziale gli stessi
quintetti del Lido. Operai secondo copione, i bianconeri mettevano alle
strette il proprio avversario, reo con Helbling di migliorare il record
assoluto di prima penalità, dopo soli sette secondi di gara. Il Lugano
non ne approfittava neppure con le due successive, chiamate ancora nella
prima metà frazione del primo terzo, ma passava a condurre le danze,
grazie ad una rete di rapina sottoporta, messa a segno da McLean. Poi,
adagio adagio la squadra si disuniva, perdendo il filo del discorso e
nel periodo centrale, gli ospiti, quasi increduli trovavano il modo di
ribaltare il risultato, dapprima con Mottet, lesto nel rifinire
un’azione sporca di Bykov, poi con Pouliot, astutamente passavano in
vantaggio, con la complicità di Manzato. Vista la precaria funzionalità
della coppia delle meraviglie Pettersson-Klasen, Fischer nel periodo
conclusivo spostava l’uomo-chiave dei suoi al fianco di McLean, mentre
Klasen si vedeva costretto a fare da spalla a Brunner. Il cambiamento
sembrava non sortire gli effetti sperati, perché i burgundi salivano a
quota tre reti, con il solito Pouliot in grande spolvero dalle parti di
Manzato. Era, però, decisamente troppo e la rabbiosa reazione dei
padroni di casa, nel breve volgere di 86 secondi, rimetteva il campanile
al centro del villaggio. Brunner con un’azione irresistibile e Fazzini
in fotocopia, singolarmente, piegavano le mani del portiere Conz,
rinviando al tempo supplementare la decisione. Le migliori combinazioni
offensive, proposte dai bianconeri, portavano i frutti sperati, con una
rete antologica siglata da Jurai Simek, che regalava una sofferta,
quanto meritata vittoria da due punti, ai propri colori. Tra le molte
indicazioni negative di una serata difficile (inefficacia del power-play,
azione confusa e scarsa intesa tra i reparti difensivi e offensivi), il
Lugano ha messo in mostra il proprio carattere, dimostrando che, nei
giochi che contano, tra le mura amiche saprà far valere tutti gli
attributi. In recenti occasioni del non troppo lontano passato,
recuperare un passivo di due reti in un incontro simile, sarebbe stata
autentica utopia. Per questa ragione dirigenti e tifosi possono guardare
all’immediato futuro con relativa tranquillità. Intanto, quale aperitivo
dei playoffs, all’orizzonte si stagliano tre confronti che ergono i
bianconeri, per diritto (e calendario) a giudice della regular-season,
nella lotta tra Berna e Zurigo per la pole-position.
Lugano – Friborgo 4:3 d.s. (1:0;0:2;2:1;1:0)
Reti: 10’44 McLean (J.Vauclair) 1:0; 27’53 Mottet (Bykov) 1:1; 31’24
Pouliot (T. Vauclair) 1:2; 45’52 Pouliot (T. Vauclair) 1:3; 53’36
Brunner 2:3; 55’19 Fazzini 3:3; 63’02 Simek (McLean) 4:3
Lugano: Manzato; J. Vauclair, Ulmer, Klasen, Pakkonlaanvaara, Pettersson;
Hirschi, Andersson, Simek, McLean, Brunner; Kienzle, Chiesa, Bertaggia,
Steinmann, Walker; Reuille, Sannitz, Fazzini; Kparghai, Marer
Friborgo: Conz; Ablanalp, Helbling, T.Vauclair; Pouliot, Mauldin; Schilt,
Ngoy, Hasani, Dubé, Fritsche; Granak, Kamerzin, Mottet, Bykov, Sprunger;
Huguenin, Zangger, Monnets, Sprukts, Montandon
Note: Resega, 4738 spettatori. Arbitri: Massy-Popovic; Borga, Raderli..
Penalità: 3x2’ Lugano; 5x2 Friborgo. Lugano senza Filppula, Kostner
(feriti). Friborgo senza Kwiatovsky, Plüss, Brugger, Ness, Jeannin
(infortunati). 800.ma partita in LNA per Reuille. Time-out: 31’25
Lugano; 59’45 Friborgo.
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