|
19 settembre
2015
CALCIO: GRANATA AD UN NIENTE DAGLI OTTAVI
IL FASCINO
DI COPPA
IMBALLA IL LUGANO

<Foto Lory>
Il
fascino di Coppa mette a nudo i troppi limiti di un Lugano, capace del
meglio come del peggio, nella stessa partita. Contro un avversario messo
subito nella condizione di non far sentire la propria verve agonistica,
i bianconeri di Zeman giocano bene per una ventina di minuti, prima di
sparire completamente dal terreno di gioco. Il Bellinzona, messo a dura
prova da un inizio effervescente degli ospiti, trova il modo di
recuperare nel concitato finale il doppio svantaggio, ma deve alzare
bandiera bianca, proprio mentre pensa di potersi giocare il superamento
del turno ai rigori.
Senza
Djuric e Rossini, Zeman sembra voler approfittare dell’occasione di
giocare contro una squadra di categoria inferiore, per (ri)modellare la
propria formazione, inserendo dal fischio d’avvio il vice-Russo e gli
esordienti Crnigoj e Donis. In verità, il tecnico boemo non sottovaluta
l’impegno di giornata ed il rispetto per l’avversario lo induce a
catechizzare a dovere il proprio undici, in grado di mettere subito in
pratica il suo elementare credo calcistico. Il desiderio di far
dimenticare in fretta la brutta prestazione di Sion, genera
immediatamente i frutti sperati per gli ospiti, capaci di guadagnarsi un
doppio vantaggio, nel breve volgere di una decina di minuti. Bottani
suggerisce l’inserimento a Donis, in grado di farsi trovare al posto
giusto nel momento indicato. La difesa locale non fa una bella figura,
mentre l’esordiente bianconero porta in vantaggio il Lugano. I ragazzi
di Patelli accusano il colpo e gli ospiti ne approfittano per porre una
seria ipoteca sul passaggio del turno. Un cross di Padalino trova la
capocciata vincente di Sabbatini, che spegne sul nascere i possibili
sogni granata, per sgambettare i cugini. Anche se la partita sembra
giocata con largo anticipo, i padroni di casa non lesinano gli sforzi,
per meritarsi gli applausi dei propri tifosi. I bianconeri smarriscono,
di tanto in tanto, il pallino delle operazioni e sul finire del primo
tempo il Bellinzona potrebbe anche riaprire la contesa, grazie ad un
clamoroso errore della retroguardia ospite. Magnetti, però, non coglie
l’attimo e le due squadre rientrano negli spogliatoi a meditare.
All’inizio della ripresa Zeman, per dare una doverosa mossa ai propri
giocatori, toglie Rey e Bottani per inserire Lombardi e Piccinocchi.
Patelli, invece, attende una decina di minuti prima di fare i suoi
avvicendamenti con Ceolin e Sergi, per Alessio Bottani (fratello di
Mattia) e Tuz. Il Lugano sembra limitarsi a contenere l’avversario, per
pungerlo con ripartenze, che però latitano. I granata assumono
decisamente il comando delle operazioni e Valentini è chiamato agli
straordinari, per evitare la possibile capitolazione. Il Bellinzona crea
e sciupa occasioni a iosa, con Sergi e Djuric, proprio mentre i
bianconeri sembrano scomparire dalla scena agonistica, quando manca
ancora più di un quarto d’ora alla fine dei regolamentari. La rete dei
granata è nell’aria ed il brasiliano Ceolin, sfuggito al limite del
fuorigioco, ma in perfetta posizione regolare, beffa l’uscita di
Valentini con un perfetto loob, per riaprire il confronto nei dieci
minuti finali. Il serrate granata mette in ambasce la difesa di un
Lugano sempre più in balia del proprio avversario e nei concitati minuti
di recupero, sugli sviluppi di un calcio d’angolo Urbano, nella propria
area, commette un’ingenuità, che non sfugge al direttore di gara, che ne
decreta la massima punizione. Magnetti realizza dagli undici metri,
obbligando tutti, sotto la pioggia battente, all’appendice dei tempi
supplementari. La fatica e la pioggia condizionano gli attori in campo,
ma è ancora il Bellinzona a creare e, nuovamente sciupare le migliori
occasioni. Il Lugano nicchia, rischia, ma non si piega. E’ più fresco
del suo antagonista di giornata, ma sul campo non si nota. La partita si
fa più maschia e mentre sembra profilarsi al plumbeo orizzonte il
fatidico verdetto dei calci di rigore, Piccinocchi trova il modo di
superare Capelletti, per regalare al Lugano il passaggio agli ottavi di
finale, frustrando ogni residua velleità dei granata ai quali, oltre al
rammarico per le ghiotte opportunità gettate al vento, resta la magra
soddisfazione di aver tenuto testa e messo in imbarazzo il più quotato
avversario.
Bellinzona – Lugano 2:3 d.s. (0:2; 2:0;0:1)
Reti: 11’ Anastasios 0:1; 19’ Sabbatini 0:2; 80’ Ceolin 1:2; 90’+3’
Magnetti 2:2 (rigore); 120’+1’ Piccinocchi 2:3
Bellinzona: Capelletti; Berera (74’ Maffi), Djuric, Tarchini, Preisig;
A. Bottani (65’ Sergi), Forzano, Quadri; Tuz (53’ Ceolin); Elia;
Magnetti
Lugano: Valentini; Padalino (75’ Markaj), Urbano, Josipovic, Veseli;
Rey (46’Piccinocchi), Crnigoj, Sabbatini; Tosetti, Donis, M. Bottani
(46’ Lombardi)
Note: Comunale, 5000 spettatori. Arbitri: Jancevsky; De Almeida- Zurcher.
Ammoniti: 45’ Josipovic (Lu); 45’ Tuz (ACB); 72’ Urbano (Lu); 82’
Tarchini (ACB); 85’ Elia (ACB). 87’ Djuric (ACB); 118’ Maffi (ACB); 120’
Magnetti (ACB); 123’ Tosetti (Lu). Bellinzona privo di Bankovic
(ferito). Lugano senza I. Djuric, Rossini (squal.); Datkovic
(infortunato).
 
SPAZIO
PUBBLICITARIO LIBERO
|
| |
|
|
|