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20 ottobre
2015
HOCKEY
GHIACCIO: SCONFITTO DAI CAMPIONI
IL LUGANO TORNA SUL CALVARIO

<Foto Lory>







Il Davos, campione svizzero in carica, anche se non sta onorando con bel
gioco e risultati il titolo conquistato nel mese di aprile a spese dello
Zurigo, supera, assai meno nettamente di quanto non indichi il
punteggio, un Lugano che esce con le ossa rotte dalla Vaillant Arena, al
termine di un confronto rimasto equilibrato per soli due terzi di gara.
Per riportare i bianconeri sul Calvario del campionato, a riprendersi in
mano la poco onorevole lanterna rossa del torneo, sono bastati, ancora
una volta alcuni dettagli di non poco conto, che nel consuntivo di
questo scorcio di stagione, stanno per trasformare una squadra,
costruita per vincere e divertire, in un’armata Brancaleone, fragile
mentalmente, prima ancora che tecnicamente. Privi di tre pedine
fondamentali, quali Brunner, Walker e Steinmann (poi senza Bertaggia
dall’inizio del secondo periodo), che non costituiscono un alibi valido
per l’esito del confronto, i bianconeri hanno evidenziato una volta di
più in questa stagione, molti dei loro limiti psico-tecnici, facendo
gioco pari all’avversario per oltre metà partita. Con le due squadre
capaci di costruire buone trame offensive, senza riuscire a
concretizzarle, grazie alla buona verve dei due portieri, nei primi
trenta minuti la partita è rimasta aperta, avvincente, seppure poco
spettacolare. Nel momento di maggiore pressione ospite, i campioni
svizzeri hanno saputo trovare una bella rete, frutto più della
casualità, che non di uno schema disegnato sulla lavagna della teoria.
In velocità, Marco Wieser, ricevuto un disco da Lindgren, ha lasciato
partire uno slap dall’entrata nel terzo offensivo, che non ha lasciato
scampo all’incolpevole Merzlikins. Costretto ad inseguire il Lugano ha
reagito, ma si è intestardito in inutile fraseggi con il disco,
dimenticandosi che per segnare una rete, bisogna anche tirare verso il
portiere avversario. Pochi istanti prima della seconda sirena, in una
classica azione di rilancio i padroni di casa hanno trovato il
raddoppio, grazie ad una bella finta di Setoguchi, capace di spiazzare
Merzlikins ed il difensore Chiesa, incapace di ostacolare Jörg, bravo
nel seguire sul nascere il suggerimento del compagno di squadra. Sotto
di due reti, nel terzo tempo il Lugano si è intestardito nel portare a
spasso il disco, al posto di puntare dritto verso la porta. Il Davos,
sceso in pista senza Samuel Guerra e Du Bois ha avuto vita facile nel
tenerlo lontano da un Genoni apparso tranquillo in ogni suo intervento e
si è limitato ad attendere qualche errore (di posizione) del suo
avversario. La terza rete, quella che ha tagliato definitivamente le
gambe agli ospiti, è giunta grazie ad un’invenzione di Lindgren, mal
contrastato alla transenna di fondo pista da due bianconeri ed in grado
di servire il liberissimo Axelsson davanti alla gabbia luganese. Con
Walser e Wieser, sulla panchina dei puniti, quando mancavano poco meno
di dieci minuti al termine, Fischer giocava d’azzardo togliendo
Merzlikins, per giocare in doppia superiorità, ma la sua squadra, già
sfiduciata, nonostante il tempo morto, riusciva solo ad incassare la
quarta rete, senza impegnare Genoni. Per lo scarso pubblico accorso vi
era poi ancora il tempo per assistere alla quinta rete di Sciaroni e per
festeggiare, senza troppa gloria, lo shutout del portiere gialloblù.
Davos – Lugano 5:0 (0:0;2:0;3:0)
Reti: 32’45 M. Wieser (Lindgren) 1:0; 39’32 Jörg (Setoguchi) 2:0; 41’13
Lindgren (Axelsson) 3:0; 54’37 Jörg (Axelsson, in 4c5! esp. D. Wieser)
4:0; 56’12 Sciaroni 5:0
Davos: Genoni; Brejcak, Jung, Ambühl, Walser, Sciaroni; Forster, Heldner,
Axelsson, Lindgren, M. Wieser; Pschoud, Schneeberger, D. Wieser, Ryser,
Setoguchi; Schmutz, Forrer, Jörg, Aeschlimann, Simion
Lugano: Merzlikins; Furrer, Ulmer, Klasen, Mortensson, Pettersson;
Vauclair, Chiesa, Hofmann, Filppula, Fazzini; Kparghai, Hirschi,
Bertaggia, Sannitz, Kostner; Kienzle, Sartori; Reuille, Romanenghi,
Morini
Note: Vaillant Arena, 3989 spettatori. Arbitri: Kurmann-Wehrli;
Kovacs-Wust. Penalità: 4x2’ Davos; 3x2’ Lugano. Davos privo di Du Bois,
Guerra, Corvi, Kindschi, Paulsson (infortunati); Lugano senza Brunner,
Walker, Steinmann (feriti). 54’ time-out Lugano, senza portiere dal
52’10 al 53’06 e dal 53’36 al 54’37. Presente in tribuna il commissario
tecnico della Svezia Pär Märs.
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