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23 ottobre
2015
HOCKEY
GHIACCIO: IL LUGANO CHE NON C’E’
IL BIENNE PASSEGGIA SUI BIANCONERI

<Foto Lory>







L’uscita di scena di Patrick Fischer non ha cambiato di una virgola
l’atteggiamento della squadra sul ghiaccio. Il Lugano è caduto
mestamente alla TissotArena contro un Bienne che ha fatto solo il suo
modesto lavoro, senza dover – in verità – faticare più di quel tanto,
viste le agevolazioni fornitegli dagli ospiti. Un Lugano senza
attributi, senza cuore, ma soprattutto senza testa (chissà dov’è andata
a finire!) ha messo in luce tutti i problemi che lo attanagliano da
qualche settimana a questa parte. Venti gol subiti in quattro partite,
un attacco sterile che più sterile non si può, giocatori che non si
assumono le proprie responsabilità, gioco inesistente: questa è la
formazione bianconera in questo momento, e non si vede la luce in fondo
al tunnel. I problemi in casa-Lugano sono tantissimi e anche se – ma non
si vede come – si dovesse finalmente invertire la tendenza negativa,
anche lavorando sodo e molto non crediamo si riuscirà a salvare una
stagione partita malissimo. Ai bianconeri manca un leader, manca un
assetto e manca, principalmente, la fiducia. La partita di Bienne è
stata la solita accozzaglia di errori individuali e nemmeno
un’impostazione ritrovata delle linee che la stagione scorsa avevano
fatto sognare (Sannitz al centro tra Pettersson e Klasen, per esempio)
hanno dato la spinta giusta. Il Lugano è affondato come il Titanic sotto
i colpi di un Bienne per nulla trascendentale, ma che ha avuto il merito
di tirare verso la porta difesa da un comunque solido Merzlikins. I
bianconeri, invece, sembrava avessero paura di sparare i loro missili in
direzione di Rytz, che ha avuto davvero poco lavoro: per lunghi tratti
– e parliamo di decine di minuti – sul calepino del cronista non ci sono
state annotazioni di tiri pericolosi da parte degli attaccanti luganesi.
Sotto di 2-0 alla prima pausa, gli uomini affidati ad interim al tecnico
degli élite Wohlwend rientrati sul ghiaccio sono apparsi un poco più
concentrati, senza tuttavia cavare un ragno dal buco. L’ex di turno,
Daniel Steiner ha poi crocifisso Pettersson e compagni siglando il 3-0
che, in pratica, ha tagliato loro le gambe e chiuso l’incontro. La rete
– illusoria – di Klasen in quattro contro quattro ha avuto solo il
merito di correggere il risultato, che si è poi completato nella terza
frazione con le marcature di Nicholas Steiner e Arlbrandt in superiorità
numerica per l’espulsione di Klasen, spedito in panchina per
comportamento antisportivo. Sabato sera andrà in scena alla Resega il
“derby dei poveri”, tra due squadre che occupano le ultime due poltrone
del torneo, con la sola differenza che l’Ambrì Piotta sembra godere di
maggior salute rispetto al Lugano.
Bienne - Lugano 5:1 (2:0 1:1 2:0)
Reti: 12’59’’ Spylo (D. Sutter) 1:0, 19’12’’ Arlbrandt (Huguenin, in
5c4, esp.
Pettersson) 2:0, 29’45’’ D. Steiner (F.Sutter) 3:0, 35’51’’ Klasen (Pettersson,
in 4c4, esp.
Tschantré e pen. per troppi giocatori sul ghiaccio) 3:1, 50’21’’ N.
Steiner (Spylo) 4:1, 58’30’’ Arlbrandt (Huguenin, in 5c4, esp.
Klasen) 5:1.
Bienne: Rytz; Dufner, D. Sutter; Fey, N. Steiner; Maurer, Huguenin;
Wellinger, Jelovac; D. Steiner, F. Sutter, Lüthi; Spylo, Tschantré,
Stapleton; Rossi, Macenauer, Arlbrandt; Joggi, Ehrensperger, Wetzel.
Lugano: Merzlikins; Ulmer, Julien Vauclair; Chiesa, Furrer; Hirschi,
Kparghai; Sartori; Filppula, Martensson, Hofmann; Pettersson, Sannitz,
Klasen; Kienzle, Morini, Kostner;Fazzini, Romanenghi, Reuille.
Note: TissotArena, 5665 spettatori. Arbitri: Björk (Sve)-Eichmann;
Mauron-Pitton. Penalità: 3x2’ Bienne; 6x2’ Lugano. Bienne senza Berthon,
Haas e Olausson (feriti), Lugano privo di Bertaggia, Brunner, Steinmann
eWalker (infortunati).
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