|
25 ottobre
2015
CALCIO: LUGANO BATTUTO DI MISURA
VINCE ANCORA IL THUN

<Foto Lory>







Il Thun ci prende gusto e bissa il successo dello scorso mese di agosto
a Cornaredo anche presso le mura amiche del nuovo impianto della
Stockhorn Arena, superando il Lugano con il minimo degli scarti, al
termine di un confronto assai equilibrato, deciso da un errore di
posizione degli ospiti, quando tutto lasciava presagire un equo
pareggio. Le due squadre, in lotta per la sopravvivenza nella massima
serie, unitamente a San Gallo, Vaduz e Zurigo, in grado di conquistare
un punto il giorno precedente, si sono presentate in campo a ranghi
completi. Saibene, subentrato ad inizio ottobre alla guida tecnica di
Sforza, con quattro punti in due partite, ottenuti contro la squadra del
Principato e con lo Zurigo, confermava l’undici reduce dal pimpante
successo del Letzigrund, con i ticinesi Rapp e Buess terminali di un
attacco appoggiato a centrocampo dal trio Schirinzi, Wieser, Zarate. Il
Lugano, costretto di fare a meno del difensore Padalino, fermo per
squalifica, sostituito da Markaj, dava fiducia a Crnigoj al posto di Rey,
mentre affidava al portiere Russo i galloni di capitano. Iniziato il
confronto di buona lena, gli ospiti passavano ben presto a condurre le
danze, grazie ad una rete di rapina di Culina, capace di concretizzare,
in diagonale, un velo di Bottani su lancio dalle retrovie. La reazione
dei padroni di casa non si faceva attendere e per un buon quarto d’ora i
bernesi assumevano il comando delle operazioni. Con i bianconeri Urbano
e Datkovic tra i diffidati, i bianconeri dovevano prestare parecchia
attenzione alle ripartenze locali. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo,
che pareva poter essere gestito dagli uomini di Zeman, Wieser spiccava
il volo oltre la testa di Markaj, per un’incornata vincente, che metteva
fuori condizione Russo. Passata la mezz’ora e limitati i danni, il
Lugano rialzava la testa e si presentava più volte dalle parti del
portiere Faivre. Una bella combinazione Rossini-Crnigoj veniva frustrata
sul più bello dal provvidenziale intervento di Reinmann, che mandava le
due squadre al riposo con il risultato ancora in bilico. Nella pausa,
Datkovic, uscito malconcio da uno scontro aereo con Buess, era costretto
a lasciare il suo posto al compagno Djuric. La fisionomia del confronto
non mutava, come il sostanziale equilibrio tra le due squadre, sino al
momento in cui Saibene decideva di sacrificare Buess per inserire il
congolese Munsy. Il nuovo entrato, nei pochi istanti di riscaldamento,
si concedeva il lusso di una sgroppata sulla linea laterale del campo e
con la formazione ospite troppo sbilanciata in avanti giungeva sino
dalle parti di Russo, prima di batterlo beffardamente sotto le gambe in
diagonale. Costretto a rincorrere il punteggio, i bianconeri non si
davano per vinti, aprendo qualche prateria di troppo per gli attaccanti
locali, veloci e pericolosi nelle lunghe ripartenze. Zeman inseriva
Jozinovic e Jozipovic, per Markaj e Rossini, ma il Thun riusciva senza
troppi affanni a conquistare la posta piena. Con questo successo i
bernesi allungano in graduatoria a più tre dagli avversari di giornata,
ma ai bianconeri resta la consapevolezza di una buona prestazione e di
una maturità agonistica sempre più vicina ai livelli richiesti dalla
massima serie.
Thun – Lugano 2:1 (1:1)
Reti: 7’ Culina 0:1; 20’ Wieser 1:1; 71’ Munsy 2:1
Thun: Faivre; Joss, Reinmann, Sulmoni, Wittwer; Zarate, Hediger, Wieser,
Schirinzi (88’Peyretti); Buess (68’ Munsy), Rapp (78’Frontino)
Lugano: Russo; Markaj (78’Jozinovic), Urbano, Datkovic (46’Djuric),
Veseli; Crnigoj, Piccinotti, Sabbatini; Culina, Rossini (85’Josipovic),
Bottani.
Note: Stockhorn Arena, 5477 spettatori. Arbitro: Schärer; Pozzi-Rogaj.
Ammoniti: 70’ Hediger (Th); 84’ Bottani (Lu); 92’Frontino (Th). Thun
privo di Ferreira, Rochas (feriti); Lugano senza Padalino (squal.).
Lugano in campo con il lutto al braccio per la scomparsa del padre del
presidente Renzetti.
|
|