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31 ottobre 2015
HOCKEY GHIACCIO: BATTUTO DALLE AQUILE
LUGANO E LA SINDROME DA TRASFERTA

<Foto Lory>







Un Lugano più sfortunato che bello esce, per l’ennesima volta (nelle
ultime stagioni) battuto dalla bolgia delle Vernets di Ginevra, dove i
padroni di casa, in formazione d’emergenza e con due soli stranieri sul
ghiaccio fanno valere la forza della squadra che vanta la migliore
statistica della Lega in superiorità numerica. In una partita, poco
spettacolare, ma sempre in bilico al punteggio, Hirschi e compagni
possono far valere quale attenuante, ma non quale giustificazione per la
sconfitta, delle decisioni arbitrali discutibili, in grado di far
pendere l’ago della bilancia in favore dei ginevrini. La formazione di
Mc Sorley, reduce dalla maratona ai rigori di Bienne e con D’Agostini e
Pyatt tra gli ultimi a marcare visita in un’infermeria già zeppa di nomi
di rilievo ha approfittato al meglio del periodo assai difficile dei
bianconeri, sfruttando la sua arma migliore, per colpire tre volte su
quattro con l’uomo di movimento in più. Sul fronte avverso, Shedden ha
presentato sul ghiaccio lo stesso schieramento del giorno precedente,
con Romanenghi chiamato a sostituire Fazzini, nella “green-line” degli
ospiti. Contrariamente agli incontri precedenti tra le due squadre, la
partita non è stata per nulla rognosa e l’equilibrio iniziale al
punteggio è stato rotto da una magistrale invenzione del canadese Slater,
su assist di Fransson, appena rientrato dalla panchina dei puniti, dopo
che il Lugano non era stato capace di sfruttare un momento positivo, con
il vantaggio numerico in pista. La reazione degli uomini di Shedden ha
maturato il giusto premio, grazie all’opportunismo di Sannitz
sottoporta, quando Kast si trovava a scontare uno sgambetto su Klasen.
Il discutibile metro di giudizio della coppia arbitrale era poi
destinato a cambiare i parametri tecnici dell’incontro. Fuori Hirschi,
per un colpo di bastone, Kienzle sfuggiva alla sbilanciata formazione di
casa, subendo un fallo da rigore, che Kurmann e Fischer non
sanzionavano. Sulla immediata e ficcante ripartenza, con l’uomo in più,
le “aquile” trovavano il modo per riportarsi in vantaggio e dal quel
momento, per il Lugano la partita si faceva terribilmente in salita.
Spinto dal blocco di Morini e Romanenghi, verso metà partita gli ospiti
si vedevano negato il punto del pareggio da una provvidenziale parata di
Mayer. Sullo slancio dei suoi giovani, la truppa di Shedden rimetteva in
discussione il risultato, grazie ad un tiro dalla blù dello stesso
Morini, deviato da Kienzle. Poi, però, Ulmer veniva quasi subito mandato
sulla panca dei puniti ed il Ginevra convogliava a nozze con il terzo
punto. Messi nella condizione di dover recuperare una sola rete, nel
periodo conclusivo Brunner e compagni, con molta generosità, parificata
a scarsa lucidità, tentavano il tutto per tutto, sbattendo contro un
Mayer in serata di grazia. Nei due minuti finali, il Lugano toglieva
Merzlikins, chiedendo il tempo morto. Anche Mc Sorley si vedeva
costretto a chiamare il momento di sospensione, gratificato poco dopo da
fischio arbitrale, in grado di punire Martensson per una (???)
trattenuta. Reso vano il tentativo di giocare con il sesto attaccante e
richiam,to tra i pali il portiere lettone, il Lugano, sfiduciato, era
costretto a subire la quarta rete dei padroni di casa a due secondi
dalla terza sirena. In fin dei conti una sconfitta che ci può stare, ma
che ha ribadito uno dei tanti mali che assillano questo Lugano: se in
difesa prendi una media di tre reti a partita, per vincere devi
realizzarne almeno quattro. Un compito che, con gli attaccanti dalle
polveri bagnate, sembra essere un puro miraggio.
Ginevra – Lugano 4:2 (2:1;1:1;1:0)
Reti: 10’06 Slater (Fransson) 1:0; 13’15 Sannitz (Ulmer, in 5c4,esp.
Kast) 1:1; 15’13 Wick (Rubin, in 5c4,esp. Hirschi) 2:1; 30’49 Kienzle (Morini)
2:2; 34’07 Slater (Romy, in 5c4,esp. Ulmer) 3:2; 59’58 Romy (Wick, in
5c4,esp. Martensson) 4:2
Ginevra: Mayer; Antonietti, Fransson, Rubin, Romy, Simek; Loeffel,
Mercier, Riat, Kast, Rod; Iglesias, Bezina, Wick, Slater, Jacquemet;
Douay, Heinimann, Gerber; Chuard
Lugano: Merzlikins; Ulmer, Vauclair, Brunner, Martensson, Hofmann;
Chiesa, Furrer, Pettersson, Filppula, Klasen; Kparghai, Kienzle, Reuille,
Sannitz, Walker; Kienzle, Sartori, Kostner, Morini, Romanenghi
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