6 febbraio 2016

HOCKEY GHIACCIO: SCONFITTO A DAVOS

 

LUGANO PRONTO PER L’ARRIVEDERCI

 

 

 

     

    <Foto Lory>

 

 

 

Il Lugano, già qualificato per i giochi che contano ed in formazione rimaneggiata e sperimentale, per decisione tecnica e contingenze sanitarie, perde il confronto diretto per la quarta poltrona con il Davos, al termine di una partita vivace ed intensa, seppure molto lontana, nei toni agonistici, da quelle che tradizionalmente dividono le due contendenti. La forzata assenza di Sannitz, unita a quella di Brunner e dei difensori Furrer e Chiesa, unitamente al turno di riposo concesso al centro del primo blocco Martensson, convince Shedden a richiamare da Rapperswil il giovane Fazzini, con il rientrante Morini schierato in quarta linea al fianco di Dal pian e Kostner. Il tecnico ospite, fresco di rinnovo biennale del contratto, ha modo di sperimentare Lapierre al centro di una linea formata da Stapleton e Bertaggia, con Hofmann schierato al centro dei due svedesi, orfani del connazionale, rimasto in tribuna. Del Curto, invece, forte del succcesso ottenuto ai rigori contro l’Ambrì, che pure ha qualificatoi campioni in carica per i playoffs, schiera tra i pali, per la seconda volta in stagione il giovane Senn, sostituto di Genoni e ripresenta Picard al posto di Paulsson (dolori alla schiena). La partita inizia con il botto, perché Ulmer e Picard, al primo contatto ravvicinato vengono alle mani ed in 4 contro 4 i padroni di casa aprono le marcature con Setoguchi, bravo nel deviare un innocuo tiro di Jung. Poi, una sfortunata deviazione di Kparghai su tiro di Marc Wieser porta l raddoppio i campioni svizzeri, ma proprio mentre sembra che il Lugano non abbia sufficienti attributi per riemergere dallo scioccante uno-due dei padroni di casa, un rilancio in profondità di Lapierre trova pronto Bertaggia, per la realizzazione che, di fatto, riapre la partita. Nel periodo centrale, Klasen trattiene Ambühl e la conseguente penalità viene sfruttata magistralmente da Aeschlimann, che con l’uomo in più sul ghiaccio trasforma un invito a nozze di Walser. Il Davos, forte del vantaggio acquisito, preme sull’acceleratore e con Ambühl inventa, a metà partita il più classico dei “game-winning goal”: una rotazione del corpo, con disco servito all’accorrente Picard, capce di giungere tutto solo dalle parti di Merzlikins, prima di fintarlo, per realizzare il quarto punto. Siamo appena giunti a metà partita, quando la stessa parrebbe definitivamente segnata. Invece, al rientro da una penalità di Pettersson, Kienzle spedisce un disco sottoporta, che Stapleton abilmente trasforma. Sotto di due reti, nel periodo conclusivo il Lugano prova a forzare i tempi per recuperare, ma nel suo migliore momento subisce il quinto punto, opera di Aeschlimann, al quale risponde prontamente Hofmann, con uno spunto personale. Bertaggia, commette poi un’ingenuità che permette a Picard d’involarsi in un “coast to coast” per battere Merzlikins e sigillare il punteggio di una sfida insipida, vinta dalla formazione che più ha cercato (e meritato) la vittoria. Gli abbracci di fine partita, più che un rito, sono apparsi ai più, un facile arrivederci, con altri attributi agonistici, al mese di marzo.

 

Davos – Lugano 6:3 (2:1;2:1;2:1)

 

Reti: 4’25 Setoguchi (Jung) 1:0; 6’31 Marc Wieser (Axelsson) 2:0; 14’57 Bertaggia 2:1; 24’33 Aeschlimann (Walser, in 5c4,esp. Klasen) 3:1; 28’55 Picard (Ambühl) 4:1; 33’40 Stapleton (Kienzle) 4:2; 47’10 Aeschlimann( Setoguchi) 5:2; 49’27 Hofmann (Klasen) 5:3; 51’21 Picard (Ambühl) 6:3

 

Davos: Senn; Heldner, Forster, Picard, Corvi, Ambühl; Rampazzo, Du Bois, Axelsson, Lindgren, M. Wieser; Paschoud, Schneeberger, D. Wieser, Walser, Setoguchi; Jung, Guerra, Jörg, Guerra, Aeschlimann

 

Lugano: Merzlikins; Vauclair, Ulmer, Klasen, Hofmann, Pettersson; Kparghai, Hirschi, Stapleton, Lapierre, Bertaggia; Sartori, Kienzle, Reuille, Fazzini, Walker; Morini, Dal Pian, Kostner; Fontana

 

Note: Vaillant Arena, 5848 spettatori. Arbitri: Massy-Prugger; Fluri-Kovacs. Penalità: 4x2’ Davos; 5x2’ Lugano. Davos senza Paulsson, Brejack, Sciaroni (feriti); Lugano senza Furrer, Chiesa, Steinmann, Brunner, Manzato, Sannitz (feriti); Martensson (sovr.)