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26 febbraio
2016
HOCKEY
GHIACCIO: BATTUTO ANCHE LO ZUGO
IL LUGANO INFRANGE L’ULTIMO TABU’

<Foto
Lory>







Il Lugano chiude la stagione regolare tra le mura amiche con un
lusinghiero successo, ottenuto nel tempo supplementare, ai danni di
quello Zugo, che a partire da giovedì prossimo sarà suo avversario nei
quarti di finale dei giochi per il titolo. Il successo, ininfluente ai
fini della mera matematica per la graduatoria, rappresenta per i padroni
di casa una non indifferente iniezione di fiducia in vista dei
proibitivi scontri di fine campionato con lo stesso avversario, mai
battuto nei precedenti due confronti giocati alla Resega. Un successo
che mantiene alto il tasso di inespugnabilità del fortino casalingo
bianconero, limando nel contempo il gap tra le due formazioni, emerso
nei precedenti cinque (equilibrati) scontri tra le due compagini.
Insomma, un successo strappato all’arma bianca, di buon auspicio per
l’immediato futuro della compagine luganese, che libera dalle tensioni
legate all’obbligo di fare risultato, ha saputo esprimersi sui livelli
richiesti da un’antagonista pronta a servire l’aperitivo in vista
dell’imminente “best of seven” di ben altra matrice agonistica. Il folto
pubblico invitato a questo gustoso aperitivo ha assistito ad un
confronto ad alta tensione emotiva, che ne ha condizionato lo
spettacolo. Gli ospiti, desiderosi di saggiare lo stato di salute del
possibile avversario nei giochi per il titolo, non hanno lesinato gli
scontri fisici, esaltando le doti combattive di un Lugano motivato dal
desiderio di cancellare l’opaca prestazione di Kloten. Ne è così sorta
una partita maschia, con i “tori” in vantaggio, grazie ad una furbata di
Ramholt, conclusa in modo esemplare da Martschini, subito vanificata dal
pareggio ottenuto da Pettersson, dopo perfetta intesa con Martensson.
Nel periodo centrale, il gioco è salito d’intensità ed una scazzottata
tra Vauclair, punito con una penalità di partita e Suri (solo un 2’+2’)
ha aperto le ostilità in chiave playoffs. Lo Zugo, in superiorità, ha
realizzato un punto, annullato dopo visione video, perché fatto con la
mano. Il Lugano ne ha tratto il massimo beneficio e sulla spinta del
trio svedese, ha ribaltato il punteggio, grazie ad una deviazione di
Martensson sottoporta, su tiro dalla blù di Sartori. Con il minimo
vantaggio, il Lugano si è fatto preferire al suo avversario anche nel
terzo tempo, ma lo Zugo, mai domo ha saputo pareggiare, qualche istante
prima della terza sirena, grazie ad Immonen, bravo nel sorprendere
Merzlikins. Nel corso del supplementare, durato lo spazio di qualche
scorribanda sui due fronti, una geniale triangolazione tutta marca
svedese, ha permesso al Lugano di cogliere il punto addizionale. Un
punto in grado di mutare la forma, ma non la sostanza di un successo che
permette ora al Lugano ed ai suoi tifosi di guardare con un occhio di
maggiore serenità e fiducia ai prossimi appuntamenti contro lo stesso
avversario.
Lugano – Zugo 3:2 d.s. (1:1;1:0;0:1;1:0)
Reti: 11’33 Martschini (Ramholt) 0:1; 13’27’ Pettersson (Martensson)
1:1; 34’40 Martensson (Sartori) 2:1; 57’31 Immonen (Sondell) 2:2; 61’10
Pettersson (Klasen) 3:2
Lugano: Merzlikins; Furrer, Chiesa, Klasen, Martensson, Pettersson;
Vauclair, Ulmer, Hofmann, Lapierre, Bertaggia; Kparghai, Hirschi;
Reuille, Sannitz, Walker; Sartori, Kienzle; Fazzini, Morini, Kostner
Zugo:
Stephan; Sondell, Morant, Suri, Holden, Martschini; Grossmann, Ramholt,
Bouchard, Immonen, Lammer; Alatalo, Schlumpf; Zangger, Peter, Bürgler;
Blaser, Lüthi, Senteler, Diem, Schnyder
Note: Resega, 5568 spettatori. Arbitri: Fischer-Stricker; Bürgi-Espinoza.
Penalità: 7x2’+1x5’+pdp (Vauclair) Lugano; 9x2’ Zugo. Lugano privo di
Manzato, Steinmann, Brunner (feriti), Stapleton, Dal Pian (sovr.). Zugo
senza Erni, Sieber, Thibaudeau (inf.) Pali: 33’Schnyder, 59’ Holden.
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