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05
marzo 2016
HOCKEY: CONCENTRAZIONE E DETERMINAZIONE DECISIVE
UN LUGANO FORMATO GIGANTE PIEGA LO ZUGO

<Foto
Lory>
Il Lugano non lascia intimorire dallo Zugo, sceso in Ticino con il dente
avvelenato per la sconfitta ai rigori di giovedì, e in gara-2 dei quarti
di finale dei playoff lo supera per 4-2 al termine di una prova tutta
disciplina e grinta. Giocata a ritmo elevato e sul piano fisico, la
partita ha regalato emozioni a go-go e con la vittoria finale i
bianconeri hanno compiuto un passo in più verso la semifinale, anche se
la strada è ancora lunga.
La sfida ha raccontato di due squadre che hanno giocato a viso aperto e
che hanno proposto il solito campionario di colpi proibiti, con i
difensore luganesi a fare buona guardia davanti ad un eccellente Elvis
Merzlikins. Così, il Lugano ha risposto allo Zugo evitando di lasciarsi
trascinare nelle provocazioni, restando concentrato e colpendo al
momento giusto.
In svantaggio al quarto d’ora per la rete di Schlümpf, gli uomini di
Shedden hanno subito subito spinto sull’acceleratore alla ricerca della
rete del pareggio. Caduta tre minuti più tardi grazie a Martensson, ben
ispirato da un passaggio capolavoro di Pettersson. La penalità di
Ramholt per eccessiva durezza in apertura di secondo tempo permette a
Brunner, spinto dal motorino Bertaggia, di infilare alle spalle di
Stephan la rete che porta i bianconeri per la prima volta in vantaggio.
Da lì via è un monologo luganese, al quale lo Zugo riesce tuttavia a
replicare con calma, nonostante Hirschi e compagni impongano con
determinazione il loro ritmo. Il Lugano riesce a superare indenne un
paio di inferiorità numeriche ma è anche incapace di sfruttarne
altrettante. Ne approfittano gli ospiti e contro l’andamento del gioco,
Bouchard punisce la truppa bianconera a metà partita, riequilibrando le
sorti del confronto. Bastano però quattro minuti ad uno scatenato
Martensson, abile a infilare nel sacco il disco spedito sul palo da
Petterson in power play per riportare i suoi in vantaggio per la seconda
volta.
Al rientro dall’ultima pausa, lo Zugo le tenta tutte per togliere il
fiato ai luganesi, pressandoli nel loro terzo senza pietà. Senza
riuscirci. Con grande spirito di sacrificio, i ragazzi di Shedden
rispondono proteggendo il loro portiere e cercando di colpire con tiri
lunghi per mettere in difficoltà quelli di Kreis, che per fortuna sono
poco concreti e poco lucidi. La partita è bella, combattuta, il Lugano è
pericoloso. Dapprima con Pettersson, poi con Klasen e infine con Walker.
La superiorità dei bianconeri è netta, il gol è nell’aria, anche se non
arriva. Lo Zugo, lavorato ai fianchi, non riesce più ad esprimersi, le
energie cominciano a mancare e non riesce più a tenere il ritmo di un
tonico Lugano. Il rigore del 4-2 di Kienzle è la logica conseguenza di
questa pressione, il controllo del punteggio sino alla sirena finale
pure. La compattezza del gruppo, nel quale sono spiccati Klasen e
Bertaggia, ha fatto la differenza. Messa in tasca gara-2, il Lugano può
legittimamente sognare le semifinali, anche perché in gara-3 recupererà
lo squalificato Hofmann, uomo prezioso.
Lugano-Zugo 4:2 (1:1, 2:1, 1:0)
Reti: 15’19’ Schlumpf (Suri) 0:1, 18’37’ Martensson (Pettersson) 1:1,
22’30’ Brunner (Bertaggia, 5c4, esp.
Ramholt) 2:1, 30’50’ Bouchard 2:2, 34’07’ Martensson (Pettersson, 5c4,
esp. Holden) 3:2, 52’17’ Kienzle (R).
Lugano: Merzlikins; Furrer, Chiesa; Klasen, Martensson, Pettersson;
Vauclair, Kienzle; Bertaggia, Lapierre, Brunner; Kparghai, Hirschi;
Reuille, Sannitz, Walker; Sartori; Fazzini, Dal Pian, Kostner; Morini.
Zugo: Stephan; Schlumpf, Sondell; Martschini, Holden, Suri; Grossmann,
Ramholt; Lammer, Immonen, Bouchard; Alatalo, Lüthi, Bürgler, Peter,
Zangger; Blaser; Senteler, Diem, F. Schnyder.
Note: Pista della Resega. 6'746 spettatori. Arbitri: Vinnerborg, Wehrli;
Fluri, Tscherrig. Penalità: 4x2’ Lugano, 6x2’ Zugo. Lugano privo di
Hofmann (squal.), Stapleton (straniero in sovrannumero), Steinmann e
Ulmer (inf.); Zugo senza Erni (inf.).
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