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24 marzo 2016
HOCKEY
GHIACCIO: LUGANO SCONFITTO
LE AQUILE VOLANO ALLA RESEGA

<Foto
Lory>







Le
aquile, uccelli rapaci dal becco robusto e uncinato, con vista
acutissima ed artigli potenti, sono predatori che non amano essere
cacciati. Fedeli a questo ruolo che la natura ha loro affidato, gli
uomini di Mc Sorley, feriti una seconda volta nella propria tana dal
Lugano e consapevoli di non potersi concedere un altro passo falso,
espugnano nuovamente la Resega, riportando in perfetta parità la serie
di semifinale, che ora si gioca al meglio delle tre partite. Il Lugano,
forse bloccato psicologicamente dalla pressione, sbaglia partita. Parte
bene, ma poi si disunisce, compromettendo, già nel corso del primo
periodo l’esito del confronto. Alla prima occasione con l’uomo in più,
Klasen rimedia un brutto colpo di bastone da parte di Mercier, mentre si
aggira dalle parti della gabbia difesa da Mayer. Gli arbitri non hanno
dubbi e decretano il tiro di rigore, con lo svedese, ancora tramortito,
bravo nel superare il portiere ospite, quanto sfortunato nel colpire il
palo. Al rientro del penalizzato (Gerber), Slater butta nella mischia un
disco, involontariamente deviato nella propria porta dal pattino di
Kienzle. Con i ginevrini in vantaggio, il Lugano preme ed ottiene una
nuova situazione di superiorità, per una trattenuta di Riat. Presi dalla
foga di recuperare la rete di Slater, i bianconeri, come troppo spesso
capitato in stagione, non riescono a mettere in scena un “power-play”
degno di tale nome ed il Ginevra, punge una seconda volta, con una
fucilata di Kast, imprendibile per Merzlikins. Frastornati dagli eventi,
i ragazzi di Shedden, poco prima della sirena, devono giocare a loro
volta con l’uomo in meno, per un fallo veniale di Stapleton. Il Ginevra,
da buon rapace, ne approfitta, realizzando il terzo punto, grazie ad una
manovra irregolare, non fermata dalla quaterna arbitrale, che non vede
il disco superare ampiamente (oltre mezzo metro) il plexiglas che
delimita la superficie di gara. Il nervosismo comincia a dilagare,
mettendo in evidenza tutti i limiti dei quattro arbitri, in serata di
scarsissima grazia, come la squadra locale. Slater, Lapierre e Sannitz
si scambiano delle scortesie reciproche, con il ginevrino punito con
soli due minuti, mentre ai due bianconeri vengono inferti 2’ + 10 e si
vedono costretti a rimanere in panchina per buona metà del periodo
centrale. Il Lugano prova a rifare terreno e con l’indomito Reuille
accorcia le distanze e torna prepotentemente in partita. Poco prima del
rientro dei due giocatori del terzo blocco locale, Merzlikins sbaglia un
disimpegno, servendo a Riat, su di un piatto d’argento, il disco per il
quarto punto, che di fatto chiude largamente i destini di gara-4.
Manzato gli subentra e Fazzini, pohi istanti dopo colpisce di netto la
traversa. Si capisce che non è proprio serata e nel periodo conclusivo
Shedden vorrebbe rimescolare le carte, con Stapleton in prima linea e
Brunner in seconda. Il suo intento viene però infranto dalla coppia di
arbitri, che punisce oltre misura i suoi giocatori, lasciando impunite
le scorrettezze gratuite delle aquile. La partita, che non ha più nulla
da dire s’incattivisce oltre ogni limite. Ne fanno le spese, a senso
unico, Sannitz e Lapierre, spediti anzitempo a fare la doccia, per una
bagarre creata da Slater, reo di colpire gratuitamente Manzato con il
bastone, quando il portiere bianconero era in possesso del disco. Nella
decina di minuti ancora da giocare, il Ginevra concretizza due
superiorità numeriche, realizzando altre due reti con Löffel e Kast,
utili solo per completare il tabellino di una partita che il Lugano,
arbitri a parte, perde per demeriti propri, più che non per la manifesta
superiorità dell’avversario, come potrebbe indicare il punteggio.
Lugano – Ginevra 1:6 (0:3;1:1;0:2)
Reti: 9’54 Slater 0:1 (Mercier); 12’16 Kast (Mercier, in 4c5! esp. Riat)
0:2; 18’10 Romy (Riat, in 5c4, esp. Stapleton) 0:3; 24’26 Reuille (Walker)
1:3; 31’40 Riat 1:4; 48’58 Löffel (Pyatt, in 5c4,esp. Ulmer, Sannitz,
Riat) 1:5; 59’54 Kast (in 5c4,esp. Walker) 1:6
Lugano: Merzlikins (31’40 Manzato); Furrer, Chiesa, Klasen, Martensson,
Brunner; Kparghai, Ulmer, Hofmann, Stapleton, Bertaggia; Hirschi,
Kienzle, Lapierre, Sannitz, Walker; Reuille, Dal pian, Kostner; Fazzini;
Sartori
Ginevra: Mayer; Fransson, Vukovic, Pedretti, Lombardi, Simek; Mercier,
Antonietti, Rubin, Slater, Jacquemet; Bezina, Löffel, Pyatt, Romy, Riat;
Iglesias, Douay, Gerber, Kast, Traber
Note: Resega, 7524 spettatori. Arbitri: Vinnerborg-Wiegand;
Kovacs-Tscherrig. Penalità: 9x2’+1x5+1x10’+pdp (Sannitz) +
2x10’(Lapierre) +1x10’ (Chiesa) Lugano; 12x2’+1x10’ (Romy) Ginevra.
Lugano privo di Pettersson, Vauclair, Morini, Steinmann (feriti).
Ginevra senza Rod (squal.), Wick, Bays, D’Agostini, Almond
(infortunati). 7’08 rigore fallito da Klasen (palo). 36’ asta (Fazzini);
48’22 time-out Ginevra.
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