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28 marzo 2016
HOCKEY
GHIACCIO: DECISIVO RIGORE DI FURRER
AZZOPPATE LE AQUILE, LUGANO IN FINALE

<Foto
Lory>







Un
rigore, eseguito magistralmente dal difensore Furrer, azzoppa
definitivamente le aquile ginevrine, schiudendo le porte delle finali
per il titolo ad un Lugano maggiormente propositivo e meritevole di
superare il turno. In una partita equilibrata e, come le precedenti, non
priva di colpi di scena, i bianconeri di Shedden, passati in vantaggio
nel primo terzo, riescono due volte a recuperare un timido allungo
ospite,frutto di distrazioni evitabili,nel breve volgere di 120”, prima
di giocarsi il successo all’epilogo del tempo supplementare, se non in
quello dei tiri di precisione. In una Resega vestita a festa, al limite
del tutto esaurito, Shedden ripresenta sul ghiaccio lo stesso
schieramento di due giorni prima alle Vernets, mentre Mc Sorley,
recupera Rod, al rientro dalla lunga squalifica ed il difensore Douay,
schierandoli nel quarto blocco. Il sesto incontro tra le due compagini
inizia e si sviluppa come quelli che l’hanno preceduto, con due squadre
molto chiuse in retrovia, pronte a ficcanti ripartenze. I padroni di
casa sembrano avere più carburante da bruciare, rispetto
all’antagonista, obbligato a coprire Mayer, per giocare più di rimessa.
Un violento tiro di Bertaggia, con Mayer coperto dall’accorrente
Kostner, porta il Lugano in vantaggio, facendo esplodere la Resega. Le
aquile reagiscono prontamente e nel finale di periodo, Merzlikins
sfodera alcuni interventi che ne frustrano gli intenti, salvando,
aiutato anche dalla fortuna, l’esiguo vantaggio per i propri colori.
Costretti a rompere gli indugi, nel periodo centrale le aquile decidono
che è giunto il momento per spiccare il volo ed in sei minuti di sterile
pressione offensiva, ottengono con l’aiuto di alcune distrazioni
difensive locali, due reti ad opera di Antognetti (slap dalla blù, con
Elvis coperto da Chiesa e Pyatt) e Romy. Il ruggito delle pantere ferite
nell’orgoglio echeggia in tutta la Resega, con un Klasen inviperito a
tal punto da inventarsi una inarrestabile entrata nel terzo difensivo
ospite, prima di servire al bacio un’assistenza per il fido Pettersson,
che buca una seconda volta la rete di Mayer. Il terzo tempo si apre,
come a Ginevra sabato scorso, con il nuovo vantaggio ospite, dopo soli
13”, favorito da un errore di Merzlikins. Rod ringrazia e prova a far
volare nuovamente le aquile, ma se in precedenza erano bastati 126
secondi per recuperare la rete ospite, in questo caso Brunner ne impiega
poco più di 155 per rimettere il campanile al centro del villaggio. Con
tre reti per parte si rende necessario l’appendice dell’overtime, con la
spada di Damocle della “sudden death” a poter decidere i destini di
questa serie. Le pantere rientrano sul ghiaccio con lo stesso furore
agonistico emerso in tutti i tre precedenti supplementari giocati, ma il
portiere Mayer chiude la saracinesca. Nell’unica superiorità a propria
disposizione i bianconeri non riescono a superare l’estremo baluardo
ospite, anche perché in precedenza Bertaggia si era visto infrangere dal
palo, a portiere battuto, la ghiotta opportunità di spedire il Lugano in
Paradiso. Le aquile, però, sono stremate dalle molte (troppe) energie
profuse durante tutto l’arco di un confronto in cui il sistema di gioco
bianconero ha saputo reggere l’urto psico-fisico. Una scorribanda di
Sannitz, seguita dal difensore Furrer, obbliga Romy all’estremo
intervento, punito con un tiro di rigore, che il numero 7 bianconero
ex-Berna trasforma con rimarcabile freddezza, dopo consultazione con
l’esperto Klasen. La morte improvvisa azzoppa definitivamente le aquile
e promuove con pieno merito il Lugano all’atto conclusivo dell’intera
stagione, dove troverà quel Berna capace di eliminare Zurigo e Davos.
Lugano – Ginevra 4:3 d.s. (1:0;1:2;1:1,1:0)
Reti: 6’10 Kostner (Bertaggia) 1:0; 23’02 Antognetti (Traber) 1:1; 29’07
Romy (Pyatt) 1:2; 31’13 Pettersson (Klasen) 2:2; 40’13 Rod (Slater) 2:3;
42’48 Brunner (Hofmann) 3:3; 73’37 Furrer (rigore) 4:3
Lugano: Merzlikins; Furrer, Chiesa, Klasen, Martensson, Pettersson;
Vauclair, Ulmer, Brunner, Hofmann, Bertaggia; Kparghai, Hirschi,
Lapierre, Sannitz, Walker; Kienzle; Reuille, Dal Pian, Kostner; Fazzini
Ginevra: Mayer; Fransson, Vukovic, Pyatt, Romy, Riat; Bezina, Antonietti,
Pedretti, Lombardi, Simek; Mercier, Löffel, Rubin, Slater, Jacquemet;
Iglesias, Douay, Rod, Kast, Traber
Note, Resega, 7628 spettatori. Arbitri: Vinnerborg-Wiegand;
Borga-Kaderli. Penalità: 5x2’ Lugano; 8x2’+1x10’ (Fransson) Ginevra.
Lugano privo di Steinmann, Morini (infortunati), Sartori, Stapleton (sovr).
Ginevra senza Bays, Wick, Almond, D’Agostini (feriti); Chuard, Heinimann
(sovr.). Pali: 35’ Lombardi (Ge), 62’ Bertaggia (Lu). Time-out: 71’
Lugano; 73’ Ginevra.
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