3 aprile 2016

CALCIO: BRUTTA SCONFITTA A CORNAREDO

 

IL SION PRENDE A SBERLE IL LUGANO

  

 

 

  <Foto Lory>

 

 

 

Dopo la forzata pausa, legata agli impegni delle massime rappresentative nazionali, il Lugano torna alla dura realtà del campionato, uscendo con le ossa rotte da Cornaredo, dove un Sion migliore in ogni settore del campo e più a proprio agio sull’erba alta del terreno da gioco, gli infligge una dura lezione di calcio, umiliandolo nel risultato finale ineccepibile. La Waterloo bianconera si manifesta già nel corso di un primo tempo, giocato in apnea, alla completa mercé dell’avversario (battuto lo inizio novembre a Cornaredo per 3:0!) con una marea di passaggi sbagliati, associati ad errori nella impostazione delle trame offensive, in grado di favorire l’iniziale gioco di rimessa dei vallesani. La squadra diretta da Didier Tholot, passata in vantaggio dopo una ventina di minuti, grazie ad una rete del neo-acquisto greco Gekas, favorita da una difesa incapace di attuare correttamente la tattica del fuorigioco, ha fatto la differenza già nel corso del primo tempo, raddoppiando pochi istanti dopo con Follonier, lasciato libero di agire in area bianconera, per poi ipotecare il successo con Konaté, qualche istante prima della pausa. In altre parole, per dirla breve, nei primi 45’ si è (ri)visto quel Lugano timido ed impacciato della gara interna di febbraio con il Vaduz, che non lasciava presagire nulla di buono per la seconda parte di contesa. Negli spogliatoi, per cercare di cambiare l’inerzia del confronto, Zeman operava due sostituzioni, inserendo Padalino e Alioski, per Tosetti e Jozinovic, ma non vi era proprio nulla da fare. Il Lugano, troppo molle sulle gambe, assente dal gioco ed in giornata di scarsissima vena agonistica, lasciava aperte ampie praterie agli increduli vallesani, bravi e maestri nell’approfittare di simili opportunità, per arrotondare il punteggio, tra lo sconforto generale del pubblico di casa. Gekas e Konaté a turno insaccavano i palloni per l’inattesa quintina, nel breve volgere di una ventina di minuti, prima che il palo negasse ad Alioski la consolazione del goal-bandiera, nell’unica azione degna di tale nome per i bianconeri, in una giornata da dimenticare, chiusa dall’ultima sberla ospite, siglata da Bia, entrato da poco a sostituire l’appagato e stanco Gekas. Il triplice fischio finale dell’arbitro Erlachner giungeva come la liberazione da un incubo, per una formazione che aveva forse inconsciamente voluto dare ragione al proprio tecnico, quando asseriva di aver notato latitare nei suoi protetti la dovuta fame agonistica. Una fame, che sarà opportuno ritrovare al più presto, perché per raggiungere l’obiettivo stagionale non basta cullarsi sugli allori, ma bisogna lottare con ben altro ardore e determinazione che non quella mostrata contro i vallesani.

 

Lugano – Sion 0:6 (0:3)

 

Reti: 20’ Gekas 0:1; 25’ Follonier 0:2; 44’ Konaté 0:3; 48’ Gekas 0:4; 64’ Konaté 0:5; 82’ Bia 0:6

 

Lugano: Valentini; Jozinovic (45’ Alioski), Datkovic, Malvino, Veseli; Rey, Piccinocchi, Sabbatini (63’ Crnigoj); Culina, Donis, Tosetti (45’ Padalino)

 

Sion: Vanins, Zverotic, Vanczac, Ziegler, Rüfli; Assifuah, Salatic, Sierro, Follonier (59’ Zeman); Gekas (63’ Bia), Konaté (71’ Itaperuna)

 

Note: Cornaredo, 3268 spettatori. Arbitro: Erlachner; Vogel-Reber. Ammoniti: 29’ Vanczac (Sion), 39’ Gekas (Sion), 41’ Malvino (FCL), 45’ Konaté (Sion), 52’ Padalino (FCL), 91’ Ziegler (Sion). Lugano privo di Bottani, Rossi, C. Donis (infortunati). Sion senza Ndoye (squal.), Adao, Carlitos, Cmelik, Fernandez, Kouassi, Pa Moudu, Lacroix (feriti).