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8 maggio 2016
CALCIO: BATTUTO DALLE CAVALLETTE
IL LUGANO SI FA MALE DA SOLO

<Foto
Lory>







Una rete di rapina, realizzata da Caio, proprio nel momento in cui la
partita sembra destinata a chiudersi sul risultato di parità, condanna
il Lugano a dannarsi l’anima, per mantenere il proprio posto nella
massima divisione, negli scontri diretti, in trasferta, delle ultime
(proibitive) giornate. A cominciare dal turno infrasettimanale di
mercoledì, quando i bianconeri si confronteranno con lo Zurigo, che in
graduatoria li precede di due sole lunghezze. Una buona nota positiva,
nel tetro fine pomeriggio di Cornaredo, giunge dal Principato, dove il
Lucerna, negli ultimi minuti supera il Vaduz, lasciando invariata la
situazione tra le pericolanti, accendendo un ulteriore lume di speranza
tra i protetti di Zeman. L’allenatore boemo, dovendo fare a meno di
Culina (out almeno sei mesi) e dello squalificato Donis, ridisegna il
proprio schieramento, senza sconfessare il proprio credo calcistico,
modellando un inedito tridente offensivo, con Padalino e Malvino tra i
rincalzi. Sul fronte opposto, Tami presenta in campo la sua migliore
formazione, che nel corso di tutto il primo tempo gestisce la partita,
facendo leva sui troppi timori all’errore dei padroni di casa. Un palo,
colpito da Caio dopo pochi minuti, avvia il confronto sui binari voluti
dagli ospiti, che dominano la contesa senza troppi affanni, controllando
facilmente le timide ripartenze locali. Nella ripresa, forse
punzecchiati a dovere da Zeman negli spogliatoi, i bianconeri cambiano
decisamente registro. Liberati da ogni inibizione di sorta, Rey e
compagni provano a mettere pressione sull’avversario, creandosi anche
qualche ghiotta opportunità per passare a condurre le danze. Cornaredo
rivede Basic, inserito da Tami al posto di Kamberi. Al quarto d’ora,
l’azione più bella della giornata, degna dell’antologia calcistica di
Zeman, scalda gli animi dei tifosi di fede bianconera. Una ficcante
ripartenza sull’asse Piccinocchi-Alioski, permette all’ex- Sciaffusa di
scaldare mani e riflessi del portiere Mall. Sulla corta respinta
dell’estremo difensore ospite, si avventa Susnajar che colpisce il palo,
prima che Rey spedisca lo stesso pallone a fare carambola con la
traversa. Dalle occasioni mancate a quelle concretizzate, di solito il
passo può essere breve e generato, magari, dalle rituali sostituzioni
chiamate dagli allenatori nell’intento di risolvere la contesa. Pusic
ancora “freddo”, appena entrato a rilevare Piccinocchi, permette alle
“cavallette” di inscenare una fulminea ripartenza, iniziata da Tarashaj
e finalizzata dall’opportunista Caio, bravo nel mettere fuori causa
l’incolpevole Salvi. Sullo stadio di Cornaredo, nonostante il mite pieno
pomeriggio primaverile, calano le più immense tenebre della
frustrazione. Nel quarto d’ora ancora a disposizione, Rey e compagni non
riescono a trovare le energie morali e materiali, per reagire alle
avversità di giornata. Rientrano negli spogliatoi consapevoli di avere,
una volta di più, gettato alle ortiche punti preziosi. Punti che,
volenti o nolenti, occorrerà andare a conquistare sui campi di Zurigo e
Vaduz, sconfitte pure loro con il minimo degli scarti da Basilea e
Lucerna, ma ancora davanti in graduatoria al Lugano.
Lugano – Grasshoppers 0:1 (0:0)
Rete: 78’ Caio
Lugano: Salvi; Veseli (83’ Padalino), Datkovic, Urbano, Jozinovic; Rey,
Piccinocchi (76’Pusic), Sabbatini (61’ Crnigoj); Alioski, Susnjar,
Bottani
Grasshoppers: Mall; Bauer, Senderos, Bamert, Lüthi; Pnishi; Kamberi (56’
Basic), Milanov (80’Tabakovic); Brahimi (66’ Tarashaj), Caio; Dabbur
Note: Cornaredo, 3111 spettatori. Arbitro: Amhof; Wicht-Köbeli.
Ammoniti: 16’ Kamberi (GC), 42’ Piccinocchi (FCL), 45’ Brahimi (GC), 50’
Lüthi (GC). Lugano privo di A. Donis (squal.), Culina, Tosetti
(infortunati). GC senza Källström (ferito).
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