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9 settembre
2016
HOCKEY
GHIACCIO: LUGANO BATTUTO A ZUGO
DUE DISATTENZIONI DI TROPPO







A qualche
mese di distanza, ma in condizioni tecnico-agonistiche differenti, lo
Zugo torna a sorridere nei confronti del Lugano, che lo aveva lasciato a
secco di successi negli ultimi quattro incontri dello scorso campionato.
La squadra diretta da Harold Kreis, che nel corso dell’estate ha mutato
leggermente fisionomia, rafforzando la difesa con gli innesti del
figliol prodigo Diaz, di ritorno dalla navigata esperienza in NHL e di
Helbling, prelevato dal Berna campione, via Kloten, per presentare un
attacco composto da bocche di fuoco del calibro di McIntyre e Klimberg,
ha vinto con merito, alla distanza, un confronto che i bianconeri
sembravano in grado di poter controllare nonostante alcune distrazioni
del proprio reparto arretrato. La grande rimpatriata dei tanti ex sui
due fronti non ha mancato di entusiasmare la platea della Bossard Arena,
quasi esaurita per il debutto stagionale di due squadre reduci dagli
incontri internazionali, con conseguenti qualificazione ai sedicesimi di
Champions Europa League. Nel corso di tutto il primo periodo il Lugano
sornione ha controllato la verve offensiva dei padroni di casa,
eccessivamente nervosi, ad immagine di Suri, punito con una disciplinare
di 10’ , per eccessiva durezza nei confronti di Sondell. Nella prima
superiorità numerica a proprio vantaggio, i ticinesi hanno aperto lo
score, grazie all’ex-Bürgler, magistralmente servito da Klasen. Trovato
il punto del vantaggio, Brunner e compagni, leggermente appesantiti
dalle fatiche del mercoledì di Coppa, hanno badato più a contenere la
reazione locale, che non a pungere. Manzato, preferito a Merzlikins, si
è fatto trovare sempre pronto alle sollecitazioni di Holden e compagni,
aiutando i propri compagni a rientrare negli spogliatoi senza subire
danni. Nel periodo centrale, lo Zugo ha aumentato il ritmo delle
operazioni, fresco di una condizione fisica migliore rispetto
all’antagonista. Le difficoltà di una difesa bianconera in condizioni di
emergenza sono venute a galla, alimentate dalla latitanza di Zackrisson,
ma soprattutto dalla evanescenza di Sondell, fattosi buggerare come un
ragazzino alle prime armi, da Schnyder, in occasione della rete del
pareggio, realizzata da Peter. Sulle ali dell’entusiasmo ritrovato, lo
Zugo ha mandato in crisi tutto il dispositivo di sicurezza ospite ed in
pochi minuti, in due consecutive superiorità numeriche, per falli
inutili di Walker e Zackrisson, Diaz ha imbracciato la doppietta, per un
sorpasso che faceva temere il peggio alla tifoseria ospite. Shedden
correva ai ripari, riportando nella sua posizione naturale all’attacco
Sannitz, prestato a titolo di studio al reparto arretrato. Lo Zugo si
addormentava sugli allori sino alla seconda sirena, mentre nel periodo
conclusivo il Lugano era pronto a mostrare gli artigli, sfoderando quel
carattere che aiuta gli audaci. Una bagarre accesasi poco prima della
pausa, penalizzava i padroni di casa, la cui panchina male intendeva le
decisioni dei due arbitri. Con troppi uomini sul ghiaccio, la doppia
penalità ad inizio periodo favoriva il Lugano, con Martensson bravo nel
chiudere a rete una geniale invenzione di Klasen, prima rimettere il
campanile al centro del villaggio con il punto del 3:3, ottenuto
deviando la traiettoria di un tiro di Chiesa. Proprio nel momento in cui
tutto sembrava poter girare al meglio per gli ospiti, l’ennesima
distrazione di posizione di Sondell, metteva Holden nella condizione di
appoggiare un invito a nozze per Martschini, bravo e lesto nel freddare
l’incolpevole Manzato. La sfortuna, poi, ci metteva pure il proprio
zampino nell’arrembante finale, quando tolto Manzato per giocare con
l’uomo in più, il palo respingeva una conclusione di Brunner.
Zugo –
Lugano 4:3 (0:1;3:0;1:2)
Reti:
4’50 Bürgler (Klasen, in 5c4,esp. Suri) 0:1; 30’04 Peter (Schnyder )
1:1; 33’06 Diaz (Peter, in 5c4,esp. Walker) 2:1; 34’15 Diaz (Holden, in
5c4,esp. Zackrisson) 3:1; 43’12 Martensson (Klasen, in 5c4, Zugo in
troppi uomini sul ghiaccio) 3:2; 51’49 Martensson (Chiesa) 3:3; 53’36
Martschini (Holden) 4:3
Zugo:
Stephan; Diaz, Alatalo, Klingberg, Immonen, Senteler; Schlumpf, Herni,
Martschini, Suri, Holden; Grossmann, Helbling; McIntyre, Lammer, Zangger
Schlumpf, Herni, Diem, Peter, Schnyder
Lugano: Manzato; Sondell, Hirschi, Brunner, Martensson, Klasen; Ulmer,
Ronchetti, Bertaggia, Zackrisson, Bürgler; Chiesa, Sannitz, Hofmann,
Gardner, Fazzini; Reuille, Morini, Walker; Sartori
Note:
Bossard Arena, 6716 spettatori. Arbitri: Dipietro-Stricker; Bürgi-Huguet.
Penalità: 7x2’+1x10’ (Suri) Zugo; 7x2’Lugano. Zugo completo. Lugano
privo di Kparghai, Furrer, Vauclair (feriti). Dal 58’42 Lugano senza
portiere; 59’20 palo di Brunner.
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