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22 settembre 2016
CALCIO: BATTUTE LE CAVALLETTE
IL LUGANO VINCE E CONVINCE







Missione compiuta, senza troppe difficoltà, seppure con qualche brivido
evitabile, per l’undici bianconero di Andrea Manzo, capace di battere il
Grasshopper di Pier Tami, al termine di un confronto controllato sin dal
fischio d’avvio. Un successo che pone in acque più tranquille Aguirre e
soci, prima dell’insidiosa trasferta di Thun, in programma domenica
pomeriggio. Il Lugano, che nelle quattro precedenti esibizioni interne
aveva conquistato solo quattro punti, con un successo ed un pareggio, a
fronte di due sconfitte, aveva tratto dal successo di San Gallo e da
quello in Coppa ulteriore linfa vitale e lo ha dimostrato anche contro
gli zurighesi. Chiamato a ripetersi sul palcoscenico di casa, contro una
formazione in palese difficoltà, quando è chiamata a giostrare fuori
dalle mura amiche, (quattro sconfitte in altrettante uscite da Zurigo)
Manzo riproponeva in campo lo stesso undici impiegato al Kybunpark,
emulato sul fronte avverso da Pier Tami. Nel primo quarto d’ora, le due
squadre abbastanza timorose, badavano più a difendere, che non ad
offendere. Poi, i bianconeri prendevano saldamente in mano le redini del
confronto, obbligando le “cavallette” ad arretrare. Alioski faceva
correre i primi brividi freddi al portiere Vasic, colpendo male, di
testa, un bel servizio di Mariani. Capito il buon momento, il Lugano
saliva d’intensità agonistica, sino a realizzare la prima rete, grazie
alla caparbietà di Alioski, bravo nel rubare palla ad un avversario,
prima di consegnarla al compagno Rosseti. Il numero 27 bianconero non si
faceva pregare più di tanto per insaccarla, generando l’esultanza del
pubblico di Cornaredo. Sulle ali dell’entusiasmo, i bianconeri subito
dopo, avrebbero potuto raddoppiare, ma Vasic compieva un autentico
miracolo sulla conclusione ravvicinata (a colpo sicuro) di Golemic. Al
rientro sul campo dagli spogliatoi, le “cavallette” premevano
sull’acceleratore, sorprendendo una retroguardia locale leggermente
imbambolata. Salvi sfoderava due consecutivi “big save” su Sigurjonsson
e Calvi, prima che il GC si spegnesse alla distanza. Ritrovate le giuste
coordinate del match, la squadra di Manzo controllava agevolmente il
proprio avversario, favorito dall’abulia del proprio regista Källström.
In una di queste, Rosseti si mostrava troppo egoista, nel tentare la
soluzione personale, al posto di servire il liberissimo Alioski.
Scontato il peccato di gola, qualche istante più tardi, non si ripeteva
servendo su di un piatto d’argento allo stesso compagno di squadra
l’assistenza per la rete che, di fatto, chiudeva anzitempo i destini del
confronto. C’era ancora il tempo per un’ultima emozione con Mariani,
sventata dal portiere Vasic, il migliore in campo fra gli ospiti,
costretti a rientrare a mani vuote a Zurigo anche dalla trasferta in
Ticino.
Lugano – Grasshoppers 2:0 (1:0)
Reti: 31’ Rosseti 1:0; 67’ Alioski 2:0
Lugano: Salvi; Jozinovic, Golemic, Sulmoni, Mihajlovic; Mariani,
Piccinocchi (84’Rey), Sabbatini; Aguirre (64’Crnigoj), Rosseti
(71’Ponce), Alioski
Grasshoppers: Vasic; Lüthi, Pnishi (71’Tabakovic), Bamert, Lavanchy;
Kallström, Basic, Sigurjonsson; Caio, Musny (46’ Hunziker); Anderson
(63’Gjorgjev)
Note: Cornaredo, 4285 spettatori. Arbitro: Schnyder; Zgraggen-Josipovic.
Ammoniti: 34’ Aguirre (FCL) 37’ Caio (GC); 64’ Pnishi (GC). Lugano senza
Culina (infortunato), Mizrachi (non convocato).
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