15 ottobre 2016

HOCKEY GHIACCIO: BIANCONERI A SECCO

 

RIVINCITA DELLO ZUGO CON QUINTINA

 

 

 

 

 <Foto Lory>

 

 

 

Nel breve volgere di una quindicina di secondi, a cavallo del quindicesimo minuto di gioco, il Lugano perde la bussola e la partita incassando due pesantissime reti, ad opera di Lammer, che spianano la strada verso una graditissima rivincita allo Zugo, beffato all’overtime la sera prima alla Resega. Non riuscendo a recuperare Diaz e Brunner, i due allenatori ripresentavano sul ghiaccio gli stessi schieramenti di una ventina d’ore prima. La fase di studio reciproco durava una decina di minuti, poi Lapierre iniziava il suo personale show con Morant e gli arbitri si vedevano costretti a decretare le prime penalità. Al rientro di Ronchetti dalla panchina dei puniti, Lammer apriva le danze, ripetendosi pochi istanti più tardi, per un durissimo colpo, dal quale il Lugano non riusciva a riprendersi. L’arsenico dei recenti playoffs tra le due squadre, mai passato nel dimenticatoio, prendeva piede sul ghiaccio. Una penalità ai danni di Klingberg veniva vanificata da un colpo di bastone di Bürgler, che permetteva allo Zugo di allungare le distanze con il solito Holden, in superiorità, quando alla prima pausa mancavano solo quattro secondi. La terza rete della squadra di Kreis generava l’inutile ennesima “bagarre”, tra Lapierre ed il marcatore del terzo punto locale, mal gestita dagli arbitri, il cui strano metro di giudizio coinvolgeva pure Wilson. Con l’uomo in meno ad inizio del periodo centrale il Lugano incassava il quarto punto locale ad opera di Klingberg, abilmente assistito da McIntyre, migliore uomo in pista ed all’origine di tre dei quattro punti dello Zugo. La partita, già ampiamente finita a quel punto, si rianimava a metà della stessa, a causa dell’eccessivo nervosismo di alcuni interpreti sul ghiaccio. Ronchetti, Ulmer, Walker con Diem, Helbling e Suri alimentavano il lungo tabellino delle penalità, senza modificare i parametri tecnici in pista. Nel periodo conclusivo, Shedden portava Bürgler al fianco di Martensson e Klasen. Il Lugano cercava inutilmente il punto della bandiera, ma per tutti gli attaccanti bianconeri non era decisamente la serata giusta. Stephan trascorreva, nonostante qualche timido tentativo ospite, una serata tutto sommato tranquilla e nel finale di gara Peter estraeva dal cilindro il disco della quintina, che premiava la capolista con un successo tutto sommato meritato, portando a sette successi pieni su sette incontri interni, il bilancio della capolista tra le mura amiche. Il Lugano, che in questo torneo deve ancora trovare il formato trasferta, può piangere sul latte versato, meditando sui propri errori, anche perché, squadra che non segna, non vince, anche se gioca sulla pista di una squadra con un simile ruolino di marcia.  

 

Zugo – Lugano 5:0 (3:0;1:0;1:0)

 

Reti: 15’18 Lammer (McIntyre) 1:0; 15’31 Lammer (McIntyre) 2:0; 19’56 Holden (Martschini, in 5c4, esp. Bürgler) 3:0; 22’45 Klingberg (McIntyre, in 5c4, esp. Lapierre) 4:0; 58’24 Peter (Schnyder) 5:0

 

Zugo: Stephan; Grossmann, Helbling, Senteler, Immonen, Klingberg; Alatalo, Morant, Suri, Holden, Martschini; Erni, Schlumpf, Lammer, McIntyre, Zangger; Lüthi, Fohrler, Schnyder, Diem, Peter

 

Lugano: Merzlikins; Wilson, Sartori, Klasen, Martensson, Lapierre; Furrer, Ulmer, Bürgler, Gardner, Hofmann; Hirschi, Vauclair, Walker, Sannitz, Bertaggia; Fazzini, Morini, Reuille; Ronchetti.

 

Note: Bossard Arena, 6756 spettatori. Arbitri: Mollard-Prugger. Gnemmi-Kung. Penalità: 9x2’+2x10’ (Holden, Diem) Zugo; 13x2’+2x10’ (Ulmer, Ronchetti) Lugano. Zugo senza Diaz, Marchon (infortunati). Lugano privo di Kparghai, Chiesa (feriti), Brunner (malato), Zackrissen, Sondell (sovr.).