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17 febbraio
2017
HOCKEY
GHIACCIO: SCONFITTI I GRIGIONESI
SIGNIFICATIVA TRIPLETTA BIANCONERA

<Foto
Lory>






A poche giornate dal termine di una tribolata stagione regolare, il
Lugano sembra sulla buona strada per disputare più che dignitosamente
l’atto finale del campionato. Opposto ad una formazione grigionese,
reduce dalla battuta di arresto casalinga ai rigori contro il Kloten, la
squadra diretta da Greg Ireland, ferma da oltre due settimane ha
disputato un’altra partita, caratterizzata da disciplina di gruppo,
grinta ed orgoglio da vendere, sino a rispondere colpo su colpo alle
provocazioni della storica rivale, scesa alla Resega con il malcelato
desiderio di rompere le uova nel paniere della squadra bianconera. Con
il rientro a pieno servizio di quasi tutta la rosa disponibile, il
tecnico locale ha confermato la formazione vincente nel confronto con lo
Zugo, sacrificando Wilson, per reinserire Martensson al centro della
linea completata da Hofmann e Sannitz. Sul fronto opposto, Del Curto ha
tenuto in tribuna Spylo, preferendogli Kousal, per far ruotare il
finlandese Ruutu al fianco di Ambühl. La mossa, almeno nel primo terzo,
sembrava potergli dare ragione. Il funambolico numero 10 grigionese,
sfuggito alla marcatura di Ulmer, beneficiava ben presto di un rigore,
trasformato con molta semplicità d’esecuzione, prima che il suo compagno
Senn riuscisse a salvare baracca e burattini, sotto l’incalzante
offensiva dei padroni di casa. Con una sola rete di vantaggio, al
termine dei primi piacevolissimi venti minuti, la partita si alzava
d’intensità agonistica nel periodo centrale, quando il Lugano, dopo aver
serrato le fila difensive, riusciva a scardinare il dispositivo
difensivo ospite, grazie ad una antologica azione, portata sull’asse
Zackrisson-Klasen-Bürgler, con l’ex di turno bravo nel pareggiare i
conti, quando il confronto stava per virare alla boa di metà partita. I
rapidi ribaltamenti di fronte mettevano in evidenza i due portieri, in
serata di grazia, con le rispettive difese brave nel chiudere i varchi,
lasciando impercettibili spazi per le conclusioni. Pochi istanti prima
della seconda pausa, Ruutu colpiva maldestramente Merzlikins, generando
l’energica reazione di Lapierre. Il pubblico si accorgeva del fatto di
assistere ad una prova d’orchestra degli imminenti playoffs ed incitava
a gran voce i propri beniamini. Nel periodo conclusivo, il Lugano
cercava maggiormente il successo pieno, rispetto ad un antagonista che
pareva aspettare un suo errore, per colpire in contro pattino. Nel
finale incandescente, Hofmann schizzava via a centro pista. Vinceva un
falloso contrasto in mezzo a due avversari, per servire l’accorrente
Fazzini, che non si faceva pregare più di tanto per superare Senn. La
rete del vantaggio obbligava Ireland a chiamare il tempo morto, mentre
Del Curto toglieva l’estremo difensore per giostrare con l’uomo in più.
Forte di tre inferiorità numeriche, superate agevolmente in precedenza,
il Lugano si esaltava e con Lapierre coglieva il terzo punto a porta
sguarnita. Il meritato successo, non garantisce ancora ai bianconeri
l’accesso matematico ai giochi che contano per il titolo, ma obbliga il
Langnau a superarsi nel difficile doppio impegno con Berna e Zurigo,
perché la matematica non è un’opinione.
Lugano – Davos 3:1 (0:1;1:0;2:0)
Reti: 7’59 Ambühl (rigore) 0:1; 27’31 Bürgler (Klasen) 1:1; 57’04
Fazzini (Hofmann) 2:1; 59’09 Lapierre (a porta vuota) 3:1
Lugano: Merzlikins;
Furrer, Chiesa, Bürgler, Zackrisson, Klasen; Vauclair, Ulmer, Brunner,
Lapierre, Fazzini; Hirschi, Sartori, Hofmann, Martensson, Sannitz;
Bertaggia, Gardner, Walker; Ronchetti; Reuille
Davos: Senn; Du Bois, Kindschi, Kessler, Ruutu, Ambühl; Forster, Heldner,
Kousal, Lindgren, M. Wieser; Paschoud, Schneeberger, Jörg, Corvi, Simion;
Rahimi, Jung, Eggenberger, Walser, Portmann,
Note: Resega, 5831 spettatori. Arbitri: Fischer-Stricker;
Abegglen-Castelli. Penalità: 3x2’ Lugano; 4x2’ Davos. Lugano privo di
Kparghai, Fontana (feriti), Wilson (sovr.). Davos senza Axelsson, Egli,
Sciaroni, Aeschlimann (infortunati), Spylo (sovr.). 58’29 time-out
Lugano. Davos senza portiere dal 58’30 al 59’10.
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