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07 marzo 2017
HOCKEY GHIACCIO: AL LUGANO GARA DUE
LE PANTERE GRAFFIANO I LEONI







Il Lugano restituisce la scortesia allo Zurigo. Rimette in perfetta
parità la serie, che ora riparte come best of five e lancia apertamente
il guanto della sfida ad una squadra compatta in ogni reparto, brava
nella gestione del disco, ma pur sempre vulnerabile, quando messa sotto
pressione. Persi Nilsson, Brunner e Vauclair le due squadre si sono
affrontate a viso aperto, ripetendo lo stesso leit-motiv, a ruoli
invertiti di gara-uno. Richiamato in servizio Wilson, per ovviare
all’assenza del difensore giurassiano, fermato dal giudice sportivo per
tre gare, Ireland si è visto costretto a modificare il proprio
schieramento, con i quattro centri di ruolo titolari affiancati da
sperimentate e smaliziate ali, con Morini e Romanenghi proposti per il
turn-over di serata. Al festante pubblico della Resega è bastato un solo
minuto di gioco, per far esplodere l’urlo liberatorio della prima rete
di serata, realizzata da Klasen, bravo nel concretizzare un passaggio di
Wilson. Poi, però lo Zurigo ha subito mostrtato di quale pasta è fatta
una squadra che ambisce al titolo ed al primo errore di Gardner,
impacciato nell’uscita dal terzo difensivo, ha subito rimesso il
confronto sui binari dell’equilibrio al punteggio. Mentre tutto sembrava
filare via con una rete per parte e con la netta, quanto sterile
supremazia territoriale dello Zurigo, Ireland gettava nella mischia
Romanenghi, bravo nel rubare disco a Guerra, per servire un Gardner,
pronto a farsi perdonare l’errore iniziale. Sotto di una rete, nel
periodo centrale lo Zurigo provava ad accelerare il ritmo della propria
manovra, ma per trovare il nuovo pareggio, realizzato da Pestoni, doveva
aspettare un regalo degli arbitri, che mandavano sulla panchina dei
cattivi Sannitz, per un contrasto alla balaustra, veniale, se paragonato
ad altri ben più cattivi commessi dagli zurighesi, lasciati impuniti.
Una sberla di Hofmann faceva la barba al palo ospite, a Flüeler battuto,
qualche istante prima del secondo rientro negli spogliatoi. Con il
risultato ancora in bilico, una rete di differenza tra le due compagini
dopo cento minuti (nelle due gare) il terzo periodo prometteva
scintille. Fazzini, da infallibile cecchino, portava ancora avanti il
Lugano di due lunghezze, grazie a due reti (una in superiorità numerica)
ottenute con fiuto e determinazione, quando mancavano ancora otto minuti
alle terza sirena. Sembrava fatta, ma il ruggito del vecchio leone
ferito, produceva ancora un ultimo sussulto, grazie ad un ennesimo
evitabile errore bianconero in fase di uscita dal terzo difensivo. Nel
finale incandescente lo Zurigo chiamava il tempo morto, per togliere
Flüeler e giostrare con l’uomo in più. I bianconeri difendevano all’arma
bianca il risicato vantaggio, fallendo clamorosamente a porta vuota con
Bertaggia e Lapierre il quinto punto, prima che l’ennesimo “big save” di
Elvis Merzlikins dicesse definitivamente agli ospiti che tutto era da
ricominciare daccapo.
Lugano - Zurigo 4:3 (2:1;0:1;2:1)
Reti: 0’51 Klasen (Wilson) 1:0; 3’34 Suter (Thoresen) 1:1; 17’19 Gardner
(Romanenghi) 2:1; 34’29 Pestoni (Wick, in 5c4,esp. Sannitz) 2:2; 44’18
Fazzini (Chiesa) 3:2; 52’03 Fazzini (Klasen, in 5c4, esp. Geering) 4:2;
54’24 Rundblad 4:3
Lugano: Merzlikins; Furrer, Chiesa, Klasen, Martensson, Bürgler; Wilson,
Ulmer, Reuille, Lapierre, Fazzini; Ronchetti, Hirschi, Hofmann, Sannitz,
Bertaggia; Walker, Gardner, Morini; Romanenghi; Riva
Zurigo: Flüeler; Blindenbacher, Geering, Herzog, Suter, Thöresen;
Rundblad, Siegenthaler, Pestoni, Shannon, Wick; Seger, Marti, Künzle,
Schäppi, Kenins; Guerra, P. Baltisberger, Bachofner, Trachsler, C.
Baltisberger
Note: Resega, 6143 spettatori. Arbitri: Mollard-Vinnerborg;
Gnemmi-Obwegeser. Penalità: 3x2’ Lugano; 4x2’ Zurigo; Lugano privo di
Fontana, Kparghai, Brunner (infortunati), Vauclair (squal.) Zackrisson (sovr.).
Zurigo senza Sjögren, Bärtschi, Diem, Nilsson (feriti). 37’ palo
(Hofmann). 57’59 time-out Zurigo, senza portiere sino al 60’.
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