30 aprile 2017

CALCIO: SBANCATO IL LETZIGRUND

 

IL LUGANO NON SI FERMA A ZURIGO

 

 

 

    

 

   

 

 

  

 

 

 

La marcia trionfale del Lugano verso traguardi inattesi ad inizio torneo non si è fermata al Letzigrund di Zurigo, dove la formazione diretta da Tramezzani ha conquistato il quinto successo consecutivo, che gli permette di agganciare il Lucerna al quarto posto della graduatoria, a due sole lunghezze dal Sion, fermato dal Thun in zona Tosetti-Rapp.  Un successo, quello ottenuto dai bianconeri sulle cavallette, pure reduci da quattro risultati utili consecutivi (un pareggio e tre successi, seguiti all’esonero di Pier Tami dalla panchina), conquistato da una squadra matura, quanto sicura del fatto proprio, quando l’avversario lo ha messo alle strette nella seconda parte di contesa, nel tentativo di recuperare la rete di svantaggio. Costretti a scendere in campo privi del capitano Sabbatini per squalifica, i bianconeri si sono schierati con un tridente difensivo, ben supportato da un centrocampo rafforzato dalla presenza sin dal fischio d’avvio di Vecsei, abile nell’ostruire sul nascere le azioni offensive dei padroni di casa. Per nulla condizionato dalla presenza sul fronte avverso della coppia Caio-Dabbur, tra le più prolifiche del torneo, unitamente a quella bianconera formata da Alioski-Sadiku, il Lugano è passato a condurre le danze al punteggio, grazie ad una rete da antologia calcistica, costruita e rifinita con veloci scambi di prima intenzione da parte di tutto il quintetto offensivo, con Sadiku bravo nel servire a Mariani un assist al bacio. La reazione dei padroni di casa non si è fatta attendere ed ha costretto Salvi ad un intervento miracoloso su Caio, proiettato a rete. La partita si è mantenuta bella e spettacolare, con alcuni capovolgimenti di fronte sino alla pausa, con il Lugano pronto a replicare alla spinta delle “cavallette” con puntuali e pungenti ripartenze. All’inizio della ripresa lo spartito non cambiava, con gli ospiti a suonare la musica migliore per una buona mezz’ora, prima di concedere agli zurighesi di riprendersi in mano la direzione delle operazioni. Le prime sostituzioni decise da Bernegger alimentavano le incursioni biancoazzurre dalle parti di Salvi, sempre attento e pronto a rispondere presente alle loro sollecitazioni. Il Lugano aveva il pregio di non stare a guardare e con Cümart ed Alioski non lasciava certo disoccupato l’estremo difensore locale Mall. La sterile pressione locale non produceva l’effetto sperato, perché s’infrangeva sul baluardo eretto dal reparto arretrato luganese, per nulla disposto a fare concessioni di sorta, soprattutto dopo aver imparato la lezione degli ultimi minuti delle partite precedenti. I cambi tattici chiamati da Tramezzani sul finale di gara infastidivano le cavallette, costrette loro malgrado ad incassare la terza sconfitta, a fronte di un unico pareggio, con i bianconeri. Bianconeri che in virtù di questo successo vedono ora schiarirsi maggiormente orizzonti europei, anche se al termine della stagione mancano ancora sei giornate.

 

Grasshopper – Lugano 0:1 (0:1)

 

Rete: 16’ Mariani

 

Grasshopper: Mall; Bamert, Pnishi, Bergström, Antonov (89’ Tabakovic), Pickel (69’ Munsy), Sigurjonsson, Lavanchy, Andersen (69’ Brahimi), Caio, Dabbur

 

Lugano: Salvi; Cümart, Golemic, Sulmoni; Crnigoj (89’ Pepin); Vecsei, Piccinocchi, Mariani (84’ Rouiller), Mihajlovic; Alioski, Sadiku (89’ Carlinhos)

 

Note: Letzigrund, 5800 spettatori. Arbitro: Bieri; Heiniger-Chaillet. Ammoniti: 23’ Andersen (GC), 56’ Golemic (FCL), 60’ Pickel (GC), 89’ Salvi (FCL). Grasshopper privo di Vilotic (squal.), Basic, Sherko (infortunati). Lugano senza Sabbatini (squal.), Rosseti, Jozinovic (feriti).