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24 ottobre 2017
HOCKEY GHIACCIO: BATTUTO L’ORSO
IL LUGANO GRAFFIA DUE VOLTE

<Foto
Lory>






Il Lugano, criticato per l’ennesimo scivolone in Coppa, risponde
presente e con una prestazione orgogliosa, quasi aliena da errori,
supera la capolista Berna, con il proprio portiere che si concede pure
il lusso di mantenere inviolata la propria gabbia. Nel corso del fine
settimana l’infermeria bianconera si è ulteriormente rinforzata e, per
lo scontro al vertice della graduatoria Ireland si vede costretto a
giocare senza un intero blocco. Fazzini ritrova, dopo lungo tempo, il
posto in prima linea al fianco di Lajunen e dell’amico Klasen, in porta
torna Merzlikins, mentre il giovane Zorin completa il quarto terzetto
offensivo locale. Per una decina di minuti le due squadre sembrano
studiarsi a vicenda, con altalena di emozioni, senza che gli estremi
difensori siano chiamati agli straordinari. La buona disposizione
tattica del Berna subisce un duro colpo, poco dopo il primo giro di boa,
quando Klasen serve al centro un disco che l’accorrente Fazzini
controlla, prima di calibrare un tiro che “fredda” i riflessi di Genoni.
La Resega va in delirio, ma si arrabbia ancora prima della pausa, perché
Vauclair incorre nella prima penalità della serata, proprio mentre il
Lugano stava intensificando lo sforzo per prendere le distanze dal suo
avversario. Nel periodo centrale la musica non cambia. Il Berna dimostra
di non essere capolista per caso. Il suo gioco, fatto di scambi veloci
di prima intenzione, mette in difficoltà i padroni di casa, che nelle
repliche sanno essere all’altezza del copione. Due penalità per parte
spezzettano il ritmo del confronto, ma i due portieri, aiutati dagli
“specials team” non si fanno sorprendere. Il risultato resta in bilico,
anche alla seconda sirena, favorito da un palo colpito da Noreau (in
superiorità) e della disciplina tattica orchestrata dalla squadra di
casa. Sotto di una rete, nel periodo conclusivo i campioni svizzeri si
vedono costretti all’assalto all’arma bianca, per cercare di
riequilibrare il punteggio. Il Lugano è obbligato a giocare di rimessa e
subisce l’offensiva degli ospiti. Spesso si trova alle corde, come un
pugile suonato, ma Sant’Elvis concede alla platea due consecutivi
miracoli (su Bodenmann e Noreau). Nel palpitante finale succede un po’
di tutto. Il Berna accentua ancora di più la propria presenza nel terzo
difensivo bianconero, cozzando contro un Elvis insuperabile, bravo nel
negare la soddisfazione della rete anche ad Ebbett dalla corta distanza.
Poi, con Sanguinetti fuori, per un veniale bastone alto difensivo, la
Resega teme la beffa. Sannitz ruba il disco aRüfenacht. Lapierre
raccoglie l’invito e da posizione defilata batte Genoni per la seconda
volta. Manca ancora qualche spicciolo di partita, sufficiente ad Elvis
per negare nuovamente la soddisfazione del punto personale a Bodenmman,
poi la terza sirena sancisce il meritato, quanto sudato, successo della
migliore squadra in pista. Sì, perché il Berna ha pattinato molto e
concluso poco, mentre il Lugano ha giocato come un vero gruppo; quello
che nei momenti peggiori sa mostrare all’avversario i giusti attributi
tecnico-tattici.
Lugano – Berna 2:0 (1:0; 0:0;1:0)
Reti: 10’09 Fazzini (Klasen) 1:0; 54’08 Lapierre (Sannitz, in 4c5! esp.
Sanguinetti) 2:0
Lugano: Merzlikins; Furrer, Sanguinetti, Klasen, Lajunen, Fazzini;
Vauclair, Ulmer, Sannitz, Lapierre, Walker; Chiesa, Wellinger,
Romanenghi, Bertaggia, Cunti, Reuille; Zorin, Romanenghi, Morini
Berna: Genoni; Noreau, Andersson, S. Moser, Arcobello, Rüfenacht;
Kruger, Kamerzin, Scherwey, Haas, Bodenmann; Burren, Untersander, Mason,
Ebbett, Kämpf; G.A. Randegger, Heim, Meyer
Note: Resega, 5462 spettatori. Arbitri: Stricker-Vinnerborg.
Castelli-Kaderli. Penalità 5x2’ Lugano; 2x2’ Berna. Lugano privo di
Brunner, Bürgler, Hofmann, Riva, Kparghai (infortunati), Berna senza
Pyöräälä (sovr.), A. Berger, C.Gerber, T. Dubois (feriti). Blum
(squalificato). 34’26 palo (Noreau). 58’24 time-out Berna, senza
portiere sino al 60’.
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