14 novembre 2018

HOCKEY GHIACCIO: BATTUTO IN RIMONTA

 

IL LUGANO GIOCA SOLO VENTI MINUTI

 

 

 

 

 

< Foto Lory >

 

 

 

Il Lugano si fa male da solo. Gioca per venti minuti un buon hockey, mettendo alle strette un avversario a mal partito, poi smarrisce la strada maestra, permettendo all’antagonista di crescere, rimontare due reti di scarto e chiudere in bellezza conquistando un successo quasi insperato. Messosi alle spalle una pausa dedicata alle squadre nazionali, con allenamenti a ranghi ridotti, Ireland ripresenta sul ghiaccio i suoi quintetti maggiormente affiatati e nel primo periodo il Lugano, pur senza impressionare a livello di ritmo, cancella dalla superficie di gioco i burgundi. La rete di apertura di Romanenghi, servito impeccabilmente da Morini, sembrerebbe poter dare avvio ad un’altra serata di festa. Il Friborgo, in pista senza il portiere titolare e Sprunger, non sembra proprio in grado di impensierire i bianconeri, che alla prima occasione con l’uomo in più, raddoppiano con un bel tiro di Sanguinetti, servito da Klasen. Poi, con Abplanalp sulla panchina dei cattivi per una bastonata, i padroni di casa cominciano a dare i primi segni di smarrimento. Nel periodo centrale, giocato senza troppa intensità e con scarse opportunità sui due fronti, gli ospiti cambiano ritmo, mentre il Lugano rimane alla finestra. Ronchetti si fa punire per una banale trattenuta e Bertaggia sbaglia un facile alleggerimento. Mottet non si fa pregare e rimette in discussione il risultato. Nel periodo conclusivo lo spartito non cambia. Il Lugano sembra accontentarsi di controllare risultato ed avversario, mentre il Friborgo spinge. Hofmann fallisce la più clamorosa delle opportunità, a tu per tu con la riserva di Brust, tale Wäeber e la squadra diretta da Marc French sale prepotentemente in cattedra. Negli ultimi sei minuti il mondo si capovolge. Con Romanenghi punito per aggancio, Mottet rimette il campanile al centro del villaggio, pareggiando il conto. Il Lugano sembra un pugile suonato. Bykov lo stringe alle corde, dove Stalder lo mette al tappeto, con il punto del non troppo clamoroso sorpasso. I bianconeri provano a rialzarsi, gettando nella mischia una buona dose di orgoglio, ma si trovano in debito di energie e di ossigeno. Fuori Rossi, per un bastone troppo alto, tentano di recuperare terreno, ma si lasciano prendere dalle emozioni. Fazzini perde il disco a due passi da Merzlikins, forse infastidito irregolarmente da Schmutz, bravo nel superare il portiere lettone in short-hand. La frittata è ormai fatta e nel finale tumultuoso, Ireland toglie il portiere, mentre French chiama il tempo morto. Non succede più nulla. Il Friborgo infligge ai bianconeri il terzo dispiacere casalingo della stagione, portandosi a casa, con una buona dose di sano cinismo, il bottino pieno. Il Lugano deve piangere sul latte versato, nella speranza che sappia trarre i dovuti insegnamenti da questo nuovo incidente di percorso casalingo.

 

Lugano – Friborgo 2:4 (2:0;0:1;0:3) 

 

Reti: 5’33 Romanenghi (Morini) 1:0; 15’02 Sanguinetti (Klasen, in 5c4, esp. Rivera) 2:0; 27’43 Mottet (in 5c4, esp. Ronchetti) 2:1; 54’ Mottet (Cervenka, in 5c4, esp. Romanenghi) 2:2; 55’56 Stadler (Bykov) 2:3; 58’43 Schmutz (in 4c5!,esp. Rossi) 2:4

 

Lugano: Merzlikins; Furrer, Sanguinetti, Klasen, Lajunen, Fazzini; Vauclair, Ulmer, Sannitz, Lapierre, Walker; Wellinger Chiesa, Hofmann, Cunti, Bertaggia; Ronchetti, Riva, Reuille, Romanenghi, Morini

 

Friborgo: Waeber; Stalder, Kienzle, Birner, Slater, Meunier; Chavaillaz, Holos, Cervenka, Bykov, Rossi; Abplanalp, Glauser, Mottet, Schmutz, Neuenschwander; Schilt; Chiquet

 

Note: Resega, 5303 spettatori. Arbitri: Koch-Prugger; Castelli-Kovacs. Penalità 3x2’ Lugano; 5x2’+1x10’ (Rivera) Friborgo. Lugano privo di Brunner, Bürgler (infortunati), Kparghai (Ti Rockets). Friborgo senza Rathgeb, Brust, Sprunger, Marchon (feriti). 59’10 time-out Friborgo. Lugano senza portiere dal 59’10 al 60’.