30 novembre 2017

CALCIO: LUGANO ELIMINATO IN COPPA

 

GRASSHOPPER PREMIATO DAI RIGORI

 

 

 

 

 

 

< Foto Lory >

 

 

 

Si è conclusa davanti a pochi intimi, in una fredda serata di fine novembre, il cammino del Lugano in Coppa Svizzera. Al termine di 120 minuti insipidi, caratterizzati da una sterile supremazia territoriale, senza sbocchi ne attori in grado di finalizzare le scarse buone trame di gioco offerto, i bianconeri assaporano l’ennesimo brindisi amaro in una Coppa, eliminati alla lotteria dei rigori da un Grasshopper per nulla trascendentale, ma più cinico e fresco dell’antagonista nei tiri dagli undici metri. Reduci da due sconfitte nell’ultimo turno di campionato, i due allenatori hanno modificato il proprio undici iniziale. Tami ha riproposto Da Costa, Daprelà, Piccinocchi e recuperato l’attaccante Junior, mentre Yakin, costretto di fare a meno di Jeffré, ha richiamato Brahimi, Qollaku e Pusic. Per un buon quarto d’ora le due squadre hanno giocato al piccolo trotto, condizionate dalla possibilità di commettere un errore fatale, poi, quando il freddo si è fatto sentire hanno provato ad aumentare il ritmo delle operazioni, senza riuscire ad entusiasmare più di tanto la scarsa platea. Il Lugano ha fatto più gioco, ma non si è mai reso veramente pericoloso dalle parti del portiere Lindner, mentre le cavallette si sono limitate a contenere il gioco dei bianconeri. In altre parole, il copione del confronto ha ricalcato quello di troppe partite viste a Cornaredo, con il Lugano a fare la partita e l’avversario chiuso in retrovia e pronto a colpire con ripartenze in grado di metterlo in difficoltà. Durante la pausa, Tami  ha provato a dare una scossa alla sua formazione, sostituendo Piccinocchi con Mihajlovic. La sua squadra ha continuato a macinare gioco, senza riuscire a finalizzarlo, anche perché gli zurighesi tenevano lontano dalla propria area i bianconeri. Con l’entrata di Bottani al posto di uno spento Gerndt, il Lugano ha provato a forzare il destino della partita, ma Yakin ha mandato in campo Doumbia, equilibrando il confronto a centrocampo, dove gli spazi di manovra, su entrambi i fronti, si riducevano. A pochi minuti dalla fine dei tempi regolamentari, Mariani di testa calibrava male il pallone dell’unica vera opportunità locale per modificare il punteggio e nei tempi supplementari la sterile pressione bianconera veniva facilmente contenuta dai biancocelesti. Per promuovere alle semifinali una delle due squadre si rendevano necessari i calci di rigore, aperti dalle traverse piene colpite da Basic e Sabbatini, già compagni di merenda in bianconero. Vilotic dava il primo dispiacere ai locali, seguito dalla maldestra esecuzione di Mariani. Culina rispondeva ad Andersen, ma Ledesma si faceva intuire la conclusione da Lindner e sulla tetra serata di Cornaredo calavano le più dense  tenebre. Adesso, questo Lugano, per risvegliarsi dall’incubo, si vede costretto a prendersi l’immediata rivincita in campionato, nella partita già in cartellone tra tre giorni al Letzigrund di Zurigo.

 

Lugano – Grasshopper 1:3 d.r. (0:0;0:0;0:0)

 

Rigori: Basic (traversa), Sabbatini (traversa), Vilotic 0:1; Mariani (alto); Andersen 0:2; Culina 1:2; Bergström 1:3; Ledesma (parato)

 

Lugano: Da Costa; Golemic, Sulmoni, Rouiller; Daprelà (80’ Culina), Ledesma, Piccinocchi (46’ Mihajlovic), Sabbatini; Mariani, Junior, Gerndt (66’ Bottani)

 

Grasshopper: Lindner; Pusic, Vilotic, Bergström, Qollaku; Brahimi (73’ Doumbia), Basic, Bajrami, Lavanchy (81’ Pickel); Andersen, Avdijaj (106’ Bahoui)

 

Note: Cornaredo, 1590 spettatori. Arbitro: Bieri. Ammoniti: 41’ Gerndt (FCL),51’ Sabbatini (FCL), 55’ Ledesma (FCL), 100’ Avdijaj (GC), 113’ Bottani (FCL). Lugano senza Jozinovic, (infortunato). Grasshopper senza Jeffré (ferito).