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30 novembre 2017
HOCKEY GHIACCIO: IL LUGANO VINCE A GINEVRA
LE PANTERE AZZOPPANO LE AQUILE

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Foto Lory
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Il trittico di partite esterne consecutive, seguite alle tre sconfitte
patite nei turni precedenti, si è concluso in gloria per il Lugano,
uscito dalla sempre ostica pista delle Vernets di Ginevra con la posta
piena, sinonimo di un terzo successo consecutivo. Giunto sulle rive del
lago Lemano con gli effettivi ridotti, senza un intero primo blocco di
livello (inter)nazionale, costretto a richiamare dall’esilio finlandese
il difensore Sartori, per mettere a referto pure i nomi di Matewa e
Zorin, il Lugano ha saputo controllare dall’inizio alla fine la verve
offensiva delle “Aquile”, ferendole quasi mortalmente già in occasione
del primo periodo. Con Manzato, schierato quasi a sorpresa tra i pali ed
una composizione della difesa del tutto inedita, Ireland ha confermato i
terzetti offensivi, contro un Ginevra sceso in pista nell’identica
formazione, reduce dai due punti conquistati alla Valascia. Lasciato
sfogare i padroni di casa, senza correre grossi rischi degni di tale
nome, le “pantere” hanno azzannato una prima volte le aquile, con una
travolgente discesa di Morini, bravissimo nel superare il portiere Mayer
con un diagonale che non gli ha lasciato scampo. La risposta portata da
Spaling e Schwery si è arenata contro Manzato, prima che il Lugano con
il tridente guidato da Lapierre, raddoppiasse con Fazzini qualche
istante più tardi, autore di un bel tiro, capace di sorprendere
l’esperto portiere locale. L’uno-due colto nel breve volgere di 200
secondi ha tramortito le aquile, costringendo Traber ad un fallo da
frustrazione, che Bürgler non ha esitato a punire con la terza rete
ospite. Azzoppate, con tre reti al passivo in soli venti minuti, le
aquile hanno messo in scena una rabbiosa reazione nel periodo centrale,
sostituendo il portiere, per la classica scossa. Il loro sterile dominio
territoriale non ha portato i frutti sperati. Ireland ha impedito loro
di alzarsi in volo, inserendo nella mischia i giovanissimi Zorin e
Matewa, schierati in alternanza regolare, per far riposare gli altri
giocatori. Manzato in serata di vena ha fatto il suo dovere, facilitando
il compito dei compagni di squadra, bravi nel trovare il quarto punto,
in chiusura del periodo centrale, ancora con Morini, lesto nel tuffarsi
su di un disco, per anticipare l’uscita del portiere Giovanini. Con il
successo ampiamente messo in cassaforte, dopo soli due periodi,
nell’ultimo terzo la squadra bianconera si è limitata a contenere il
tentativo delle aquile di alzarsi dalla superficie del ghiaccio.
L’unione dei giocatori schierati, cambio dopo cambio, sul ghiaccio da
Ireland ha permesso a Manzato di chiudere il confronto con il primo
personale shutout stagionale, in un terzo tempo giocato dalle due
squadre unicamente per onorare il contratto, anche perché in debito
d’energie, dovuto alla quinta e rispettivamente quarta partita in sette
giorni.
Ginevra Servette - Lugano 0:4 (0:3;0:1:0:0)
Reti: 14’02 Morini 0:1; 18’26 Fazzini (Lapierre) 0:2; 19’40 Bürgler (Vauclair,
in 5c4, esp Traber) 0:3; 38’37 Morini (Bertaggia) 0:4
Ginevra-Servette: Mayer (21’ Giovanini); Tömmernes, Petschenig, Spaling,
Richard, Da Costa; Fransson, Vukovic, Riat, Romy, Schweri; Bezina,
Löffel, Simek, Hasani, Wick; Jacquemet, Holdener, Heinimann, Rubin,
Traber
Lugano: Manzato; Vauclair, Kparghai, Hofmann, Lajunen, Bürgler; Riva,
Chiesa, Klasen, Lapierre, Fazzini; Ronchetti, Sartori, Romanenghi,
Sannitz, Walker; Reuille, Morini, Bertaggia; Matewa; Zorin
Note: Vernets, 5349 spettatori. Arbitri: Vinnerborg-Dipietro;
Flüri-Gnemmi. Penalità: 4x2’ Ginevra Servette; 3x2’ Lugano. Ginevra
privo di Almond, Gerbe, Rod, Douay, Bays, Antonietti (infortunati),
Impose (Ajoie), Mercier, Maillard (scelta tecnica). Lugano senza Furrer,
Sanguinetti, Ulmer, Wellinger, Brunner (feriti), Cunti (ammalato).
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