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5 ottobre 2018 HOCKEY GHIACCIO: LUGANO BATTUTO IN CASA
FESTA DI COMPLEANNO GUASTATA
< Foto Lory>
Il Lugano confeziona un brutto regalo di compleanno al proprio tecnico Ireland. Gioca la peggior partita dalla ripresa delle ostilità tra campionato e coppe, consegnando fin troppo facilmente nelle mani del Langnau un successo mai messo in discussione lungo tutto l’arco del (non) confronto. A chiarire quanto non visto sotto le volta della Corner Arena bastano pochi dati: 10 tiri bianconeri verso la porta ospite nei 60 minuti ed una sola rete, realizzata dopo 54 minuti, con i “tigrotti” a giocare con il freno a mano tirato, per risparmiare energie, in vista del confronto odierno con il Friborgo. Contro un avversario capace di espugnare le piste di Davos e Zurigo, il Lugano, forse inebriato dal successo infrasettimanale ai danni dei cugini dell’Ambrì-Piotta, non è mai entrato in partita. Senza Reuille, ma con il rientro di Wellinger, Ireland modificava sin dal fischio iniziale il suo assetto offensivo. Lapierre tornava al centro di una linea completata da Cunti e Jörg, per chiamare Bertaggia a sostituire il romando appena finito nel prestigioso “Club dei 1000”. I piani di serata dell’allenatore locale venivano infranti dopo il primo cambio, quando il numero 10 bianconero s’infortunava dopo soli 54 secondi di presenza sul ghiaccio. Sul fronte avverso, Ehlers, chiedeva subito ai suoi pupilli di giocare aggressivi, per impedire al Lugano di costruire il proprio gioco. Ne scaturiva un primo periodo poco edificante sui due fronti, con una squadra, il Langnau che pattinava a tutta birra, contro un avversario incapace di liberare qualche giocatore al tiro. Sul finire di periodo, una doppia penalità sul conto bernese, mal gestita dai bianconeri, lasciava intendere che per il Lugano non fosse serata. Nel periodo centrale, il black-out bianconero s’infoltiva, permettendo agli ospiti di prendere il largo al punteggio. Un errore della panchina locale, con uno scambio scorretto, dava agli ospiti l’opportunità di passare in vantaggio con l’uomo in più. Il raddoppio, in analoga situazione di superiorità, si concretizzava qualche istante più tardi, con Walker sulla panchina dei cattivi. Obnubilato nelle idee e fermo sulle gambe, il Lugano non riusciva a reagire, mentre i giocatori dell’Emmental avevano una marcia in più nel pattinaggio, che permetteva loro di gestire a piacimento gli spazi sul ghiaccio. A complicare una serata nata storta e proseguita male, giungeva pure il terzo punto ospite, frutto di una malaugurata autorete di Jörg, destinata a chiudere con largo anticipo i destini di una contesa mai stata tale. Nel periodo conclusivo, a giochi ormai ampiamente fatti, le due squadre si limitavano ad onorare il contratto.Il Lugano cancellava, lo zero dal tabellino di serata, dopo un’eternità trascorsa a pascolare sul ghiaccio. Merzlikins non faceva in tempo a raggiungere la propria panchina, che in soli tre secondi Gustafsson sigillava il punteggio a porta vuota. Poi, la terza sirena liberava tutti da ulteriori incubi, per sancire un verdetto mai messo in discussione.
Lugano – Langnau 1:4 (0:0;0:3;1:1)
Reti: 22’05 Johansson (Gustafsson, in 5c4, per troppi uomini sul ghiaccio) 0:1; 26’18 Kuonen (Glauser, in 5c4, esp. Walker) 0:2; 36’11 Gagnon (Dostoinov) 0:3; 54’ Lajunen (Hofmann) 1:3; 58’33 Gustafsson (a porta vuota) 1:4
Lugano: Merzlikins; Chorney, Löeffel, Hofmann, Lajunen, Bürgler; Vauclair, Ulmer, Cunti, Lapierre, Jörg; Riva, Chiesa, Bertaggia,Sannitz, Walker; Wellinger, Ronchetti, Romanenghi, Morini, Fazzini
Langnau: Punnenovs; Blaser, Glauser, Dostoinov, Gagnon, DiDomenico; Lardi, Erni, Kuonen, Pesonen, Johansson; Huguenin, Cadonau, Neukom, Gustafsson, P. Berger; Leeger, Kindschi, Rüeggsegger, Diem, Gerber
Note: Corner Arena, 5877 spettatori. Arbitri: Urban (Aut)-Stefik; Obwegeser-FuchsPenalità: 5x2’ Lugano, 5x2’ Langnau. Lugano privo di Sartori, Reuille, Klasen, Haussener (infortunati), Jecker, Vedova (sovr.). Langnau senza N. Berger (ferito). Elo Eero, Randegger, Gyger (sovr.) 26’18 time-out Lugano, senza portiere dal 58’30 al 58’34.
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