6 ottobre 2018

HOCKEY GHIACCIO: IL GINEVRA VINCE FACILE

 

LUGANO IN BIANCO ALLE VERNETS

 

  

  

 

  

< Foto Lory>

 

 

 

Primo week-end da zero punti, per un Lugano che torna dalla lunga trasferta di Ginevra con la terza sconfitta in altrettante partite giocate fuori casa e con la seconda in un fine settimana caratterizzato da un’abulia offensiva, che lascia perplessi, dopo alcune buone prestazioni di questo inizio stagione. Con Müller schierato a difesa dei pali, nel tentativo di dare una scossa alla squadra, dopo l’opaca prestazione interna contro il Langnau, Ireland tornava a fare affidamento sui quattro centri di ruolo, richiamando Vedova, per ovviare all’assenza di Bertaggia (ne avrà sino alla pausa per la nazionale!). Le buone intenzioni degli ospiti subivano un duro colpo, al primo affondo locale, quando Rod, con un “coast to coast” indisturbato, superava l’esordiente Müller, insinuando qualche dubbio di troppo sul collettivo bianconero. Subita la rete, per una decina di minuti i bianconeri non riuscivano a trovare il lume della ragione, favorendo le veloci azioni offensive delle Aquile di Mc Sorley, in pista con due soli stranieri. Il raddoppio era nell’aria e giungeva ancor prima di metà del periodo iniziale, grazie ad una insistita azione nel settore difensivo ospite, con i bianconeri incapaci di catturare il disco. Un appoggio di Mercier, carambolando sui pattini di Jecker, serviva il liberissimo Almond, appostato davanti alla gabbia di Müller. Il debuttante portiere austriaco con licenza svizzera non poteva fare altro che capitolare per la seconda volta. Con la strada fattasi tremendamente in salita, il Lugano provava a proporsi maggiormente sul fronte offensivo, ma rischiava di perdere Lapierre, colpito al ginocchio da un potente slap di Fransson. Sotto di due reti, senza aver chiamato il tempo morto, nel periodo centrale i bianconeri, ritrovato il loro casco giallo canadese, provavano subito a rifare terreno, ma erano incapaci di sfruttare la prima superiorità numerica a proprio vantaggio, per l’espulsione di Rod. Con il passare del tempo la frustrazione sembrava prevalere sulle forze dei giocatori. Il gioco sviluppato dalle due contendenti ne risentiva. Il Ginevra emulava la sua antagonista con l’uomo in più a metà partita e sul finire di periodo, mentre negli ultimi venti minuti le energie psicofisiche delle due contendenti ne condizionavano il rendimento. Il Lugano superava indenne un minuto di doppia inferiorità numerica (fuori Löeffel per colpo di bastone e Vauclair per sgambetto) prima di togliere, nel finale, il portiere. Come già avvenuto la sera precedente, un cambio volante mal gestito dalla panchina bianconera, favoriva la terza rete a porta vuota di Wick, che aveva  gioco facile nel controllare il disco prima di prendere la mira dalla lunga distanza. Alla luce di quanto emerso nel week-end, in casa Lugano, più che la situazione di classifica, comincia a preoccupare il fatto di aver messo a segno una sola rete in 120 minuti di (non) gioco.

 

Ginevra Servette – Lugano 3:0 (2:0;0:0;1:0)

 

Reti: 1’06 Rod (Richard) 1:0; 7’52 Almond (Mercier) 2:0; 58’53 Wick (Richard, a porta vuota) 3:0

 

Ginevra Servette: Descloux; Tommernens, Jacquemet, Rod, Almond, Wick; Fransson, Vukovic, Bozon, Richard, Rubin; Petschening, Mercier, Kast, Romy, Douay; Heinimann, Vollmin, Kiparissin, Berthon, Fritsche

 

Lugano: Müller; Wellinger, Löeffel, Hofmann, Lajunen, Lapierre; Chorney, Jecker, Jörg, Sannitz; Riva, Chiesa, Bürgler, Cunti, Fazzini; Vauclair, Ulmer, Romanenghi, Morini, Vedova

 

Note: Vernets, 5606 spettatori. Arbitri: Eichmann-Mollard; Borga-Gnemmi. Penalità: 1x2’ Ginevra; 4x2’+1x10’ (Walker) Lugano. Ginevra senza Bouma, Wingels, Simek, Lazarev, Bezina (inf.); Skille, Winning (non qual.). Lugano privo di Sartori, Haussener, Klasen, Bertaggia, Reuille (feriti), Ronchetti (sovr.); Haapala (non qual.). 42’ time-out Ginevra Servette. Lugano senza portiere dal 58’39 al 58’54.