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7 ottobre 2018 CALCIO: A ZURIGO VINCONO LE CAVALLETTE
BIANCONERI VITTIME DEI PROPRI ERRORI
< Foto Lory>
Il cambio del timoniere alla guida della prima squadra del FC Lugano non modifica la sostanza di una squadra che, per la seconda volta, perde un confronto diretto di fondo classifica, contro una diretta antagonista. Nei pochi giorni a sua disposizione, Celestini non poteva certo fare miracoli per cancellare con una mano di spugna i limiti psico-tecnici di una formazione incapace di gestire nel migliore dei modi situazioni favorevoli. Passato a condurre, grazie ad un autentico regalo del portiere Lindner, dopo pochi minuti di gioco, per il Lugano la giornata zurighese sembrava aprirsi sotto i migliori auspici. L’illusione durava lo spazio di pochi minuti. Una sfortunata autorete, su colpo di testa di Covilo, riportava le due squadre in equilibrio al punteggio, auto-alimentando i dubbi nelle proprie capacità dei giocatori ospiti. Preso atto della nuova situazione, le cavallette prendevano saldamente in mano le redini del confronto. Holzhauser sfuggiva alla blanda marcatura di Yao, che lo spalleggiava in piena area di rigore, facendolo ruzzare sul terreno da gioco. Per l’arbitro Erlachner non vi erano dubbi e lo stesso austriaco, con un po’ di fortuna, realizzava il sorpasso dagli undici metri, con Da Costa molto vicino alla prodezza. Il Lugano si smarriva e riusciva a limitare i danni sino alla pausa, rientrando in campo con maggiore convinzione agonistica. Per una ventina di minuti, i biancocelesti stavano a guardare, senza correre troppi rischi. Poi, tanto per non smentirsi, i bianconeri si complicavano la vita. Nell’unica scorribanda dalle parti di un disoccupato Da Costa, Daprelà, che in settimana si era visto infliggere sei giornate di squalifica, per il fallo di San Gallo, metteva in imbarazzo Sulmoni, costretto a stendere Djuricin, per il secondo rigore di giornata in favore delle cavallette. Sigurjohnsson, incaricato della punizione, spiazzava il portiere luganese, colpendo di netto il palo alla destra dell’estremo difensore. Con il risultato ancora in discussione, Celestini operava i suoi tre cambi, ma la blanda reazione dei suoi pupilli s’infrangeva su di un palo esterno, colto dal neo entrato Fazliu. Nel rovente, interminabile, finale di gara, il Lugano forzava i tempi, senza riuscire, con Da Costa improvvisatosi attaccante, a trovare il modo per conquistare un pareggio, che non avrebbe certamente demeritato. In una partita caratterizzata dai troppi regali sui due fronti, le cavallette hanno conquistato la posta piena, perché hanno capitalizzato meglio gli errori e la scarsa autodeterminazione del proprio avversario.
Grasshoppers – Lugano 2:1 (2:1)
Reti: 6’ Bottani 0:1; 11’ Covilo (aut.) 1:1; 21’ Holzhauser (rig.) 2:1
Grasshoppers: Lindner; Doumbia, Ajeti, Cvetkovic, Lavanchy; Bajrami; Ngoi (89’ Pinga), Holzhauser (92’ Zesiger), Sigurjohnsson, Jeffren (83’ Tahipi); Gjuricin
Lugano: Da Costa; Daprelà, Sulmoni, Yao; Covilo (69’ Brlek); Masciangelo (76’ Crnigoj), Vecsei, Sabbatini, Junior; Gerndt, Bottani (72’ Fazliu)
Note: Letzigrund, 3600 spettatori. Arbitro: Schnyder; Köbeli-E.Kurznazca. Ammoniti: 15’ Djuricin (GC), 15’ Da Costa (FCL), 20’ Bottani (FCL), 26’ Yao (FCL), 82’ Sabbatini (FCL). Grasshoppers senza Basic, Tarashaj, Nathan, Rhyner (infortunati). Lugano privo di Piccinocchi, Mihajlkovic, Maric, Macek, Baumann (feriti). 66’ palo: Sigurjohnsson su calcio di rigore. 79’ palo: Fazliu.
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