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7 dicembre 2018 HOCKEY GHIACCIO: NEL TERZO DERBY STAGIONALE
LUGANO PIU’ GARIBALDINO CHE BELLO
< Foto Lory>
Lo spirito garibaldino del Lugano ferma la marcia positiva dell’Ambrì Piotta, battuto nel terzo derby stagionale al termine di un confronto vissuto più sul filo delle emozioni, che non su quello della razionalità. Lo spettacolo ne ha risentito, ma alla fine si è imposta, con merito, la squadra che più ha creduto nella vittoria, mossa pure da una situazione di classifica, che non le lasciava altre alternative. L’Ambrì ha avuto il pregio di giocarselo fino in fondo, ma è stato tradito sul più bello da alcune ingenuità di troppo, proprio mentre sembrava in grado di gestire la foga agonistica del suo avversario. Ireland, con l’infermeria che si sta svuotando, non ha difficoltà nella scelta della qualità: Haapala prende il posto di Klasen, mentre Vauclair fa il suo rientro al fianco di Löffel, dando maggiore stabilità al reparto arretrato. Cereda, senza indugi, ripresenta sul ghiaccio la formazione capace di vincere le ultime quattro partite. Per la folta platea della Corner Arena, esaurita in ogni ordine di posto, l’incontro di campanile inizia col botto. 20 secondi dall’ingaggio iniziale, bastano ad Hofmann per fare la barba al palo della porta difesa da Manzato, mentre al secondo cambio linee l’Ambrì Piotta passa a condurre le danze senza tirare in porta. Merzlikins nel liberare un disco innocuo sembra farsi incantare da una sirena presente in tribuna, confezionando una, quasi incredibile, autorete. Il vantaggio ospite costringe i bianconeri ad alzare subito il registro del proprio gioco ed il derby si gioca a senso unico verso la porta di Manzato. Fazzini pareggia ben presto il conto, mentre sulle ali dell’entusiasmo, Chiesa ribalta il punteggio. Forte del ritrovato entusiasmo, il Lugano prende saldamente in mano la contesa, senza riuscire a concretizzare parecchie opportunità. Nel periodo centrale le emozioni condizionano il gioco delle due contendenti. Un contrasto fortuito tra Novotny e Morini toglie dal ghiaccio per una disciplinare il ceco e l’Ambrì ne risente, senza che il Lugano riesca ad approfittarne. Privo di uno dei suoi principali uomini di riferimento, gli ospiti riescono a contenere il gioco disordinato dei padroni di casa, sino ad ottenere il pareggio,al secondo tentativo con l’uomo in più, dopo essere riusciti a non subire reti con quello in meno. Zwerger, ben appostato, fa centro su invito di Guerra. Colpito più nell’orgoglio che non nel morale, il Lugano, reagisce istantaneamente e sorprende i biancoblù con una ripartenza fulminea, dopo neppure mezzo minuto dal pareggio, con Bertaggia che sfuggito ad ogni controllo si presenta tutto solo davanti all’ex compagno di squadra, per superarlo agevolmente. Mancano poco più di quattro minuti alla seconda sirena. Il derby si accende nuovamente, dopo aver sopito per l’intera seconda frazione di gara. Hofmann pare chiudere anzitempo il conto, con la quarta rete locale, ma l’incapacità del Lugano nel gestire le emozioni gioca un altro brutto tiro ai bianconeri. A pochi secondi dalla seconda sirena, un disco mal controllato a fondo pista, viene giocato da Hofer per il liberissimo Lerg, che da pochi passi non perdona. Sotto di una rete all’inizio del periodo centrale, l’Ambrì prova a tornare in partita, esponendo i fianchi alle veloci ripartenze dei bianconeri, incapaci di ripetersi sui livelli (eccezionali) dei primi venti minuti. Con Goi sulla panchina dei puniti, Fazzini restituisce la scortesia del periodo centrale, realizzando il quinto punto e, con due reti di vantaggio ed un quarto d’ora ancora da giocare, il Lugano, incapace di “uccidere” la partita, ritrova il suo sistema di gioco difensivo, mettendo in difficoltà i tiratori scelti dell’Ambrì. Nel concitato finale, Cereda rinuncia pure a chiamare anzitempo Manzato in panchina. Il Lugano caldamente incitato dai propri tifosi chiude ogni varco verso Merzlikins e conquista un meritato successo. Oggi, a poche ore di distanza, l’Ambrì Piotta avrà la possibilità di rifarsi, giocando davanti al proprio pubblico.
Lugano – Ambrì Piotta 5:3 (2:1;2:2;1:0)
Reti: 1’23 Lerg 0:1; 6’20 fazzini (Löffel) 1:1; 10’23 Chiesa 2:1; 35’12 Zwerger (Guerra, in 5c4, esp. Wellinger) 2:2; 35’36 Bertaggia (Fazzini) 3:2; 38’34 Hofmann (Chiesa) 4:2; 39’02 Lerg (Hofer) 4:3; 43’22 Fazzini (Hofmann) 5:3
Lugano: Merzlikins; Chorney, Chiesa, Hofmann, Sannitz, Haapala, Wellinger, Ulmer, Lapierre, Lajunen, Walker; Vauclair, Löffel, Jörg, Morini, Bürgler; Riva;Bertaggia, Romanenghi, Fazzini, Reuille.
Ambrì Piotta: Manzato; Dotti, Plastino, Lerg, Novotny, Hofer; Guerra, Fischer, Kubalik, Müller, Zwerger; Jelovac, Ngoy, Bianchi, Kostner, Trisconi; Lauper, Goi, Kneubühler; Kienzle; Mazzolini
Note: Corner Arena, 7200 spettatori (esaurito). Arbitri: Salonen-Wiegand. Wüst-Castelli. Penalità: 4x2’ Lugano; 4x2’+1x10’ (Novotny) Ambrì Piotta. Lugano privo di Cunti, Sartori, (feriti), Jecker, Klasen,(sovr.).Ronchetti, Haussener, Vedova (Ti-Rockets). Ambrì Piotta senza Fora, D’Agostini, Incir (infortunati). Rohrbach, Moor, Stucki, Pinana (Ti-Rockets). Ingaggio d’inizio svolto da Tommy Sjödin per l’”Operazione ogni centesimo conta”.
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