23 dicembre 2018

HOCKEY GHIACCIO: NEI RIGORI DI DAVOS

 

L’AMBRI’ PAGA DAZIO ALLE FATICHE

 

 

 

  

 

   

  

< Foto Lory>

 

 

 

Il Davos del nuovo allenatore Harijs Vitolinsh, che nel suo trascorso da giocatore aveva pure indossato per qualche sporadica presenza la maglia biancoblù, ha messo fine alla positiva serie dell’Ambrì Piotta, che a poco più di tre minuti dalla fine del terzo periodo sembrava avviato a cogliere il successo pieno. L’hockey, si sa, è una disciplina sportiva istantanea, che può cambiare il punteggio di un confronto in meno di un amen. In questa, fin qui, positiva parte della stagione, l’Ambrì Piotta aveva già negativamente sperimentato questo teorema perdendo contro il Ginevra una partita che sembrava già vinta. Quell’esperienza sembrava cancellata dalla serie di prestazioni positive inanellate nelle ultime giornate, corroborate dall’inebriante successo conquistato ai danni del Berna la sera precedente. Nella scia di quel successo, anche contro un Davos costretto a giocare con soli due stranieri di movimento, sembrava proprio che l’Ambrì potesse chiudere l’anno solare con un’altra esaltante vittoria. Sceso in pista con Plastino al posto di un D’Agostini con ancora rimesso al cento per cento e con Kneubühler e Kienzle per gli acciaccati Pinana e Dotti, l’Ambrì sembrava poter gestire a proprio piacimento il confronto. I grigionesi, riconfermato Senn tra i pali, nel corso del primo periodo chiuso a reti inviolate non erano riusciti ad impensierire Conz, che in rare occasioni, mentre il riconfermato portiere locale aveva dimostrato di meritarsi la fiducia del proprio tecnico, con parate che avevano tenuto in partita i propri compagni di squadra. Nel periodo centrale, il lungo dominio territoriale dei biancoblù aveva trovato la rete del meritato e cercato vantaggio, grazie all’opportunismo di Müller, bravo nel concretizzare l’iniziativa di un ritrovato Fora dalla linea blù. L’entusiasmo scaturito dal vantaggio aveva dato maggior vigore agonistico agli ospiti, padroni della situazione, con una sterile supremazia territoriale, che s’infrangeva regolarmente sulla saracinesca abbassata da Senn. Quando, all’inizio del terzo periodo, sempre su iniziativa di Fora, Jelovac con un gran tiro dalla distanza aveva trovato il punto del raddoppio, il nutrito gruppo di tifosi al seguito della formazione biancoblù cominciava ad assaporare il gusto di un nuovo successo. Poi, però, quanto laboriosamente costruito sull’arco di oltre 50 minuti di superiorità tecnico-tattica, era destinato a scemare nel breve volgere di 53 secondi. Il tempo necessario ad Egli ed Hischier di rimettere il campanile al centro del villaggio, rinviando tutti al tempo supplementare. Colpito nell’orgoglio, ma apparso affaticato, nei cinque minuti giocati a tre contro tre l’Ambrì correva qualche rischio di troppo, ma riusciva a giocarsi l’attribuzione del punto supplementare ai tiri di precisione. In questa specialità il solo Kubalik reggeva la pressione, mentre Novotny e Lerg si facevano ipnotizzare da Senn, autentico match-winner dei grigionesi, che con Aeschlimann e M. Wieser trovavano le reti per fare la differenza. Nonostante il mezzo passo falso, l’Ambrì, otteneva un punto che gli permette di trascorrere un Natale sereno al quarto posto della graduatoria.  

 

Davos - Ambrì Piotta 3:2 d.r. (0:0;0:1;2:1;0:0)

 

Reti: 23’49 Müller (Fora) 0:1; 46’13 Jelovac (Fora) 0:2; 57’07 Egli (Kessler) 1:2; 58’ Hischier (D. Wieser) 2:2; 65‘ M. Wieser (rigore) 3:2

 

Davos: Senn; Nygren, Payr, Ambühl, Lindgren, Pestoni; Du Bois, Stoop, D. Wieser, Bader, M. Wieser; Buchli, Heldner, Meyer, Hischier, Frehner; Jung, Baumgartner, Kessler, Aeschlimann, Egli 

 

Ambrì Piotta: Conz; Plastino, Ngoy, Lerg, Novotny, Hofer; Guerra, Fischer, Kubalik, Müller, Zwerger; Jelovac, Fora, Bianchi, Kostner, Trisconi; Kienzle; Lauper, Goi, Kneubühler; Mazzolini

 

Note: Vaillant Arena, 5547 spettatori. Arbitri: Massy-Eichmann; Gnemmi-Duarte. Penalità: 2x2’ Davos. HCD privo di Rodin, Sandell, Corvi, Paschoud (infortunati). Ambrì senza Dotti, Pinana, Incir (feriti), D’Agostini (sovr.).