|
8 febbraio 2019 HOCKEY GHIACCIO: BATTUTO LO ZUGO
IL LUGANO SI VESTE DA MATADOR
< Foto Lory>
Quando i giochi si fanno duri, i duri cominciano a giocare. Il Lugano supera, non senza difficoltà, uno Zugo dinamico, coriaceo e mai domo, al termine di un confronto equilibrato, quanto complicato, risolto dalla combattività e dalla classe cristallina dei suoi stranieri, con la complicità di Elvis Merzlikins, capace di chiudere il secondo confronto consecutivo senza subire reti. Lo Zugo, reduce dal brindisi in Coppa, ha provato in tutte le maniere a scardinare il dispositivo difensivo del Lugano, ma alla fine ha dovuto cedere, seppure con l’onore delle armi, alla maggiore determinazione di Löffel e compagni. L’entrata in materia propone un Lugano fermamente deciso a lottare su ogni disco. Lo Zugo, senza Stephan, gioca d’attesa. Trincerato in retrovia, si accontenta di ripartire con lanci lunghi in diagonale, ben controllati dai bianconeri. Non appena il gioco sale d’intensità fisico-agonistica, gli arbitri lo spezzettano con alcune decisioni, che fanno imbestialire il pubblico. Nel primo terzo il Lugano giocherà una sola volta con l’uomo in più, contro le tre (fiscali) in favore dello Zugo. Il fortino bianconero sembra reggere l’ondata d’urto ospite, mentre sul fronte offensivo Lapierre si mangia due ghiotte opportunità per aprire le marcature. Al rientro dagli spogliatoi, la musica dell’orchestra non cambia spartito. Il Lugano gioca, ma molto spesso viene costretto a stare alla larga dal portiere Aeschlimann, che tutto sommato si limita ad interventi di ordinaria amministrazione. L’equilibrio regna sovrano sui due fronti. I bianconeri si fanno preferire, per mole di gioco offerto e qualche istante prima del giro di boa, Bertaggia, ben imbeccato da Klasen si presenta solo davanti al cerbero ospite, prima di superalo con freddezza. La rete del vantaggio alimenta l’autofiducia tra i giocatori locali, mentre i “tori” non lesinano ad utilizzare le maniere forti, al limite del regolamento, per fermare la verve degli attaccanti locali. Hofmann, chiuso in sandwich, tra due difensori ospiti, dovrebbe usufruire di un rigore sacrosanto, ma per la coppia arbitrale, l’agire della retroguardia dello Zugo, appare corretta. Il Lugano insiste, anche se, prima di rientrare negli spogliatoi, deve affidarsi a super Elvis, per negare ad Everberg il punto del pareggio. Affilate le banderillas negli spogliatoi, i toreri bianconeri rientrano sul ghiaccio con il fermo proposito di infilzarle al momento opportuno. Lajunen serve un Klasen liberissimo di calibrare il tiro verso Aerschlimann, ma lo svedese si perde nel digitare il numero di telefono dell’estremo difensore ospite. Con una sola rete di svantaggio lo Zugo non si da per vinto e dopo aver corso altri pericoli, nei minuti finali aumenta la propria pressione nel terzo difensivo bianconero. Il Lugano, galvanizzato dagli interventi di Merzlikins, non cede ed in una ficcante ripartenza Lajunen fa esplodere la Corner Arena, con la seconda rete, frutto di uno spunto personale. Lo Zugo toglie il portiere e chiama il tempo morto, vanificato dall’onnipresente Lapierre che, preso il disco direttamente da Merzlikins infilza la terza banderilla, a porta vuota, facendo iniziare i festeggiamenti sugli spalti.
Lugano – Zugo 3:0 (0:0;1:0;2:0)
Reti: 29’34 Bertaggia (Klasen) 1:0; 56’13 Lajunen 2:0; 57’35 Lapierre 3:0 (a porta vuota)
Lugano: Merzlikins; Chorney, Löffel, Klasen, Lajunen, Bürgler; Vauclair,Ulmer, Löffel, Hofmann, Lapierre, Fazzini; Riva, Chiesa, Bertaggia,Morini, Jörg; Jecker; Haussener, Romanenghi, Ronchetti
Zugo: Aeschlimann; Diaz, Morant, Simion, McIntyre, Martschini; Alatalo, Schlumpf, Everberg, Roe, Flynn; Zgraggen, Stadler, Suri, Albrecht, Lammer; Thiry, Schnider
Note: Corner Arena, 6147 spettatori. Arbitri: Stricker-Fonselius (Fin). Castelli-Fuchs. Penalità: 4x2’ Lugano; 5x2’+1x10’ (Schlumpf) Zugo. Lugano privo di Cunti, Reuille, Sannitz, Vedova, Walker, Wellinger (feriti), Haapala, (sovr.).Zugo senza Klingberg, Zryd, Stephan, Volejnicek (infortunati). 57’19 time-out Zugo, senza portiere dal 56’55 al 57’35
|
|||||