10 febbraio 2019

CALCIO: UN PUNTO AL TOURBILLON

 

BIANCONERI BEFFATI NEL FINALE

 

 

 

 

  

 

   

  < Foto Lory>

 

 

Un punto che muove la classifica, una pronta reazione dell’intero collettivo, dopo la battuta d’arresto interna con il Thun e l’ennesimo rammarico per essersi lasciati sfuggire di mano, all’ultimo istante, una vittoria che pareva acquisita. Queste, in estrema e rapida sintesi, le annotazioni di rilievo scaturite dal pareggio ottenuto al Tourbillon dal Lugano, al termine di una partita in grado di evidenziare pregi e difetti dei bianconeri in questa stagione. Due volte in vantaggio e due volte raggiunta, dopo essere stata brava nel gestire le folate offensive dei vallesani, la squadra diretta da Celestini è apparsa, ancora una volta, in difficoltà sulle palle ferme, favorendo i recuperi dell’undici di Murat Yakin, incapace di sfruttare una sterile pressione territoriale. Con Sabbatini al posto di Brlek, il Lugano dava inizialmente la sensazione di essere sulla buona strada per far dimenticare l’opaca prestazione infrasettimanale. Nel corso delle prime scaramucce di giornata, Gerndt, imbeccato magistralmente da Piccinocchi, portava in vantaggio gli ospiti, capaci di contenere la timida reazione dei vallesani, per un buon quarto d’ora. Una punizione di Adryan da fuori area metteva in imbarazzo il giovane portiere Baumann, sul quale piombava come un falco Lenjani con un cinismo degno di un opportunista da area di rigore ed il pareggio era cosa fatta. L’estremo difensore bianconero aveva però modo di rifarsi, qualche istante prima della pausa, andando a togliere dall’angolino basso una perfida conclusione di Kasami. Il numero 46 ospite si ripeteva ad inizio della ripresa, infondendo ai propri compagni fiducia nell’opportunità di fare il colpaccio. Inserito Fazliu per Bottani, il Lugano, verso la mezz’ora del secondo tempo si creava alcune favorevoli situazioni, per riprendersi il vantaggio. Fallita la prima con Junior, servito da Gerndt, concludeva poi, nel migliore dei modi un’antologica ripartenza sull’asse Piccinocchi-Fazliu-Sabbatini, che il rientrante capitano insaccava, tra lo stupore del meravigliato pubblico locale. Nell’ultimo quarto d’ora, i bianconeri si facevano prendere dall’ansia di prestazione, perdendo una marea di palloni, prontamente utilizzati dagli attaccanti locali, per creare il panico nelle retrovie luganesi. Favorito da una di queste colossali sviste, Djitté superava in velocità l’intera retroguardia ospite, prima di calciare sopra la traversa il pallone del pareggio. Aiutato dalla dea bendata, pareva proprio che il Lugano potesse chiudere con un lusinghiero successo la trasferta in terra vallesana. Però, all’ultimo secondo dei quattro minuti di recupero, una sfortunata deviazione di Ciovilo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo calciato dall’onnipresente Kasami, faceva sfumare il possibile sorpasso dei bianconeri sugli antagonisti di giornata. Amareggiati, ma non delusi per la buona prestazione offerta, nonostante l’imbarazzo del momento, il Lugano torna dal Vallese con la consapevolezza di avere tutte le carte in regola per uscire dall’impasse in cui, con le proprie mani, si è cacciato nelle ultime giornate di questa delicata stagione.

 

Sion – Lugano 2:2 (1:1)

 

Reti:  10’ Gerndt 0:1; 25’Lenjani 1:1; 77’ Sabbatini 1:2; 94’ Ndoye 2:2

 

Sion: Fickentscher; Lenjani, Ndoye, Zock, Maceiras; Kouassi (76’ Djitté); Song (72’Kukeli), Toma (86’ Grgic); Adryan, Kasami, Morgado

 

Lugano: Baumann; Sulmoni, Covilo, Maric; Mihajlovic, Piccinocchi, Sabbatini, Lavanchy (47’ Brlek) ; Junior (75’ Sadiku), Bottani (54’ Fazliu), Gerndt

 

Note: Tourbillon, 7000 spettatori. Arbitro: Tschudi; De Almeida-Sbrissa. Ammoniti: 37’ Kouassi (FCS), 56’ Kasami (FCS), 57’Maric (FCL), 61’ Fazliu (FCL); 93’ Sulmoni (FCL). Sion privo di Abdellaoui (squal.), Mitryushkin, Raphael, Blasucci, Fortune, Baltazar (feriti). Lugano senza Daprelà, Crnigoj, Macek, Kameraj (infortunati).