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15 febbraio 2019 HOCKEY GHIACCIO: NEL SESTO DERBY
L’AMBRÌ VINCE IN RIMONTA
< Foto Lory>
L’Ambrì Piotta vince in rimonta il derby delle verità. Fa un passo avanti, di capitale importanza verso la qualificazione per i giochi che più contano e costringe il Lugano a rinviare l’opportunità di salire oltre la fatidica riga almeno alla gara interna di domenica con il Ginevra. Il sesto ed ultimo incontro di campanile della stagione regolare registra i rientri in formazione degli stranieri Novotny ed Haapala. L’Ambrì recupera pure Incir, mentre il Lugano ritrova Sannitz e Reuille. In sede di presentazione di una partita di cartello, con la pista leventinese esaurita in ogni ordine di posto, tutti gli addetti ai lavori avevano avvertito i naviganti sulla importante gestione delle emozioni, quale elemento determinante per il successo di questa o quella squadra. Invece, in un battere di ciglia, il sesto incontro tra le due rivali cantonali, stravolge ogni previsione della vigilia, con i bianconeri fulminei nel portarsi in doppio vantaggio, grazie agli spunti di Hofmann e Chorney. L’Ambrì, colpito a freddo, reagisce prontamente e risponde presente, grazie a Novotny, capace di mettere Hofer nella condizione di dare il primo dispiacere della serata a Merzlikins. In soli cinque minuti, tre reti sembrano dare alla partita un’impronta vendemmiale, che il Lugano rilancia con la seconda rete personale di Hofmann, assegnata dopo visione del video, per il colpo da golf inferto al disco dal casco giallo bianconero. Le emozioni, già intense, continuano qualche minuto più tardi, quando Merzlikins deve lasciare temporaneamente il posto alla riserva Müller, per rientrare negli spogliatoi a risistemare l’equipaggiamento. Nei pochi istanti di presenza sul ghiaccio, il portierino austriaco dei bianconeri riesce a negare la gioia della rete all’omonimo avversario biancoblù. Al rientro del portiere titolare il Lugano, quasi incredibilmente, si spegne e con due reti di vantaggio smette di giocare. L’Ambrì sembra accorgersene e con un tiro dalla blù di Jelovac, deviato dal traffico, rientra prepotentemente in partita, sino a riagguantare il pareggio alla prima superiorità numerica (espulso Löffel) con Hofer, ben imbeccato da Kubalik. Con due tempi ancora da giocare ed il risultato in perfetta parità, il derby prende una nuova direzione unilaterale, con l’Ambrì a vantare un pattinaggio di gran lunga superiore a quello dell’antagonista. La rete del sorpasso, a lungo setacciata dalla VAR, è opera di Plastino, con l’ostruzione di Kostner su Merzlikins,giudicata entro i limiti del regolamento. Il Lugano accusa il colpo e nelle due consecutive superiorità numeriche sul ghiaccio non riesce ad imbastire trame di gioco degne di tale nome. Alla seconda sirena l’Ambrì resta, con merito, in vantaggio al punteggio. Ad inizio del periodo conclusivo, gli animi in pista si surriscaldano con Goi e Bertaggia, che scambiano la superficie ghiacciata per un ring, suonandosele di santa ragione. Con uno dei suoi giocatori più attivi in pista, escluso dalla contesa per ulteriori dieci minuti, il Lugano si smarrisce e Kostner lo punisce con il più classico dei “game winning goal”, complice un Merzlikins, che si fa sorprendere dal non imprendibile tiro del nazionale italiano. I bianconeri si svegliano e come già avvenuto nel quinto derby della Resega, provano a rifare superficie, ma il palo nega a Bürgler la gioia della rete. Capitan Chiesa prova allora a scuoterli, con una bella rete, che riaccende le emozioni dell’intensa serata. Per contenere la verve agonistica dei cugini di città, l’Ambrì viene sostenuto dal proprio pubblico. Ireland tarda a chiamare il tempo morto ed un pasticcio a centro pista tra Sannitz e Löffel, permette a D’Agostini di mettere Bianchi nella condizione di chiudere in anticipo la contesa. Il tecnico bianconero prova la mossa della disperazione, dopo aver catechizzato a dovere i suoi, ma a porta sguarnita Kubalik si scontra con il palo, prima che la Valascia possa esplodere con i canti di gioia dei suoi tifosi.
Ambrì Piotta – Lugano 6:4 (3:3;1:0;2:1)
Reti: 1’12 Hofmann (Morini) 0:1; 4’02 Chorney (Hofmann) 0:2; 4’57 Hofer (Novotny) 1:2; 9’40 Hofmann (Sannitz) 1:3; 15’18 Jelovac (Goi) 2:3; 19’06 Hofer (Kubalik, in 5c4, esp. Löffel) 3:3; 25’45 Plastino (Kostner) 4:3; 44’40 Kostner (Bianchi) 5:3; 56’08 Chiesa (Haapala) 5:4; 58’35 Bianchi (D’Agostini) 6:4
Ambrì Piotta: Conz; Ngoy, Plastino, Hofer, Novotny, D’Agostini; Guerra, Fischer, Kubalik, Müller, Zwerger; Jelovac, Fora, Bianchi, Kostner, Trisconi; Moor; Lauper, Goi, Incir; Mazzolini Lugano: Merzlikins; Chorney, Löffel, Lapierre, Lajunen, Bürgler; Vauclair, Ulmer, Hofmann, Sannitz, Haapala; Riva, Chiesa, Bertaggia, Morini, Jörg; Ronchetti; Reuille, Romanenghi, Fazzini; Vedova
Note: Valascia, 6500 spettatori (esaurito). Arbitri: Hebeisen-Urban. Kovacs-Obwegeser. Penalità: 8x2’+1x10’ (Goi) Ambrì Piotta. 8x2’+1x10’ (Bertaggia) Lugano. Ambrì Piotta senza Pinana, Lerg, Kienzle, Dotti, Stucki (feriti), Rohrbach, Kneubühler (sovr.). Lugano privo di Cunti, Walker, Wellinger (infortunati), Klasen (ammalato). Palo: 51’ Bürgler. 58’33 time-out Lugano, senza portiere dal 58’50 al 60’.
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