17 febbraio 2019

HOCKEY GHIACCIO: DAL FAZZINI SHOW

 

VITTORIA DI RIGORE PER IL LUGANO

 

 

 

  

 

   

  < Foto Lory>

 

 

 

C’è voluta una lunga ed interminabile serie di tiri di rigori, trasformata in una sfida individuale di tecnica di bastone tra Fazzini e Tömmersen, per consegnare al Lugano un successo da due punti, di vitale importanza ai fini della graduatoria. Un successo ottenuto con la forza della disperazione, quando sembrava che tutto fosse ormai, quasi definitivamente compromesso. Ad una trentina di secondi dalla terza sirena, sul risultato di parità, un rapido contre di Winnik, permetteva a Wick di superare Merzlikins. Il disco ballonzolava beffardamente tra le due linee rosse alle spalle dell’estremo difensore bianconero, prima di essere liberato da Hofmann da quella scomodissima posizione. La consultazione del video convinceva i due arbitri a non assegnare la rete agli ospiti, obbligando le due squadre all’appendice del tempo supplementare, giocato a senso unico verso al porta di Descloux. Quel salvataggio in extremis, da parte del casco giallo, permetteva al Lugano, per nulla brillante lungo tutta la contesa, di continuare a lottare per il punto supplementare. In precedenza, la partita, poco entusiasmante e condizionata dai troppi errori commessi in fase d’impostazione, come in quella di rifinitura sui due fronti, aveva visto un Lugano spumeggiante nei primi dieci minuti, per poi spegnersi alla distanza, in una specie di ripetizione di quanto già osservato nel derby. Il vantaggio di Sannitz sembrava poter indirizzare il confronto verso i binari desiderati dalla folta platea della Corner Arena, ma spento quel primo guizzo, il Lugano operava una metamorfosi, in grado di evidenziarne soprattutto i limiti mentali. Le Aquile di Mc Sorley, costrette a giocare con tre difensori stranieri, sui quattro arruolabili, nel breve volgere di un giro e mezzo di lancette dell’orologio (75 secondi!) capovolgevano il risultato, grazie alla coppia Berthon-Riat, alimentando i dubbi di un Lugano incapace di reagire al difficile momento. Nel periodo centrale, dopo non aver capitalizzato la prima superiorità numerica, Jörg riportava in equilibrio il punteggio, realizzando un goal sporco, risolvendo una mischia sotto la porta ospite. Una penalità inflitta a Lajunen vanificava lo sforzo del compagno, perché il Ginevra ne approfittava per restituire la scortesia con l’uomo in più sul ghiaccio. Il nuovo svantaggio metteva ulteriormente in difficoltà gli uomini di Ireland, condizionati dalla pressione di dover fare risultato. Nel corso del terzo periodo, proprio mentre sembrava quasi impossibile modificare l’inerzia del confronto, un’incursione di Haapala dalle parti di Descloux, metteva Hofmann nella condizione di sparare un siluro, deviato da Chiesa, che rimetteva il campanile al centro del villaggio. Ritrovato l’equilibrio psicofisico, il Lugano provava a forzare i tempi, per chiudere il confronto a proprio vantaggio, aprendo qualche libero margine d’azione ai contropattini delle Aquile. Il provvidenziale salvataggio di Hofmann, citato in apertura, consegnava ai bianconeri un punto, mentre nel supplementare giocato a tre contro tre il Ginevra spariva letteralmente dal ghiaccio. I bianconeri non coglievano l’attimo, pur giocando per quattro quinti del tempo nel settore difensivo ospite. Il punto aggiuntivo le due squadre si vedevano costrette a giocarselo nei tiri di precisione, capaci di regalare quelle emozioni vacanti nel corso dell’intero confronto. Linus Klasen deliziava il pubblico presente con una delle sue magie, ma la sfida nella sfida a distanza tra Fazzini e Törmensen teneva il pubblico sulle spine, fino al paratone di Merzlikins sullo svedese. L’hockey, in fondo, è fatto anche di questi (magici) momenti: quando sei più fuori che dentro, basta un attimo a cambiare l’intero universo ed il tuo orizzonte cambia improvvisamente la tonalità dei colori.

 

Lugano – Ginevra 4:3 d.r. (1:2;1:1;1:0;0:0)

 

Reti: 5’40 Sannitz (Hofmann) 1:0; 13’25 Berthon (Riat) 1:1; 14’40 Riat (Berthon) 1:2; 22’07 Jörg (Bertaggia) 2:2; 26’39 Winnik (Bozon, in 5c4, esp. Lajunen) 2:3; 51’48 Chiesa (Hofmann) 3:3; 65’ Fazzini (rigore) 4:3

 

Lugano: Merzlikins; Vauclair, Ulmer, Klasen, Lajunen, Bürgler; Wellinger, Löffel, Hofmann, Sannitz, Haapala; Riva, Chiesa, Jörg, Lapierre, Bertaggia; Jecker; Romanenghi, Morini, Fazzini; Reuille

 

Ginevra: Descloux, Tömmernes, Martinsson, Winnig, Richard, Wick; Fransson, Mercier, Simek, Almond, Rubin; Bezina, Völlmin, Bozon, Berthon, Fritsche; Dufner, Antonietti, Maillard, Kast, Riat.

 

Note: Corner Arena, 6727 spettatori. Arbitri: Di Pietro-Wiegand. Fuchs-Wüst. Penalità: 2x 2‘ Lugano. 4x2‘ Ginevra. Lugano privo di Cunti, Chorney, Walker (infortunati), Vedova, Haussener (sovr.) Ginevra senza Wingels, Bouma, Romy, Skille, Vukovic (feriti).

 

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