7 dicembre 2019

HOCKEY GHIACCIO: EMBLEMATICO SUCCESSO

 

IL LUGANO BLOCCA LA CAPOLISTA

 

   

 

<Foto Lory>

 

  

 

 

 

 

 

Il Lugano sa ancora giocare e vincere. Al termine della settimana della verità, con due scontri fuori casa contro avversarie dirette sulla linea della sopravvivenza, chiusi dal confronto interno contro la capolista, mette a bilancio due successi ed una sconfitta, che ne rialzano le quotazioni alla borsa del campionato. Reduce dalla sfortunata sconfitta della Ilfis, patita la sera precedente e costretto a superarsi in bravura per affrontare l’attuale migliore formazione del massimo torneo, il Lugano metteva in pista sin dall’ingaggio iniziale tutti gli attributi tecnico-fisici di cui dispone, nel tentativo d’invertire la serie di risultati negativi del mese di novembre. Lo Zurigo, con il portiere finlandese Ortio tra i pali, capiva subito che avrebbe avuto una serata di difficile gestione, quando al secondo giro d’orologio, si ritrovava ad inseguire il punto del vantaggio locale, realizzato da Lammer, ben imbeccato da Romanenghi. Il punto di apertura costringeva subito i “leoni” ad esprimere il proprio gioco, fatto di chiusura ermetica davanti al proprio portiere, per rilanciare velocissime ripartenze (in diagonale ed in profondità), ben contenute dal dispositivo difensivo locale. Con risultato e partita in equilibrio e continui ribaltamenti di fronte, i padroni di casa avevano giocato male il primo momento con l’uomo in più sul ghiaccio, tornando negli spogliatoi con un magro punticino di margine, nonostante la buona prestazione offerta. Con il risultato sempre in bilico, nel periodo centrale lo Zurigo accentuava la propria pressione offensiva, scontrandosi contro la saracinesca abbassata da Zurkirchen, ben protetto dai suoi compagni di retrovia e dai continui rientri degli attaccanti bianconeri. La partita, già bella ed entusiasmante nei primi due periodi, saliva d’intensità agonistica in quello conclusivo, quando il Lugano trovava il raddoppio, fallito in precedenti occasioni, grazie alla bella combinazione Walker-Zangger, che non dava scampo al portiere Ortio. Nell’occasione, Noreau, autore di un colpo alla testa di Jörg, si beccava una penalità disciplinare minore, che lo teneva lontano dalla contesa per metà periodo. Lo Zurigo accusava il colpo e qualche istante più tardi, Riva lo giustiziava con il più classico dei “game-winning goal”, realizzando il terzo punto locale. Sotto di tre reti, il leone ferito, ruggiva con una zampata di Bodenmann, che lo rimetteva in partita. Trainato da un Roe Garrett in grande spolvero, lo Zurigo metteva in ambasce pubblico e difesa locale, ma un grande Zurkirchen, unito allo spirito di sacrificio dell’intera squadra di Kapanen, respingeva l’onda d’urto degli inferociti ospiti, che nel delicatissimo finale di partita tentavano l’impossibile riaggancio giostrando a porta sguarnita con l’uomo in più. Negli oltre due minuti a sei contro cinque la capolista non riusciva a scardinare il baluardo locale ed alla terza sirena doveva accettare con sportiva rassegnazione il verdetto insindacabile di un confronto che il Lugano vinceva con quella grinta latitante nelle precedenti giornate.

 

Lugano –Zurigo 3:1 (1:0;0:0;2:1)

 

Reti: 1’44 Lammer (Romanenghi) 1:0; 42’19 Zangger (Walker) 2:0; 43’21 Riva (Lajunen) 3:0; 45’17 Bodenmann (Hollenstein) 3:1

 

Lugano: Zurkirchen; Chorney, Postma, Klasen, Lajunen, Bürgler; Riva, Chiesa, Bertaggia, Sannitz, Fazzini; Vauclair, Löffel, Suri, Romanenghi, Lammer; Jecker; Jörg, Haussener, Zangger; Walker

 

Zurigo: Ortio; Marti, Noreau, Wick, Roe, Suter; Geering, P. Baltisberger, Bodenmann, Diem, Hollenstein; Berni, Truttmann, Brüschweiler, Schäppi, Pettersson; Pedretti, Siegrist, Simic; Hinterkirchen

 

 Note: CornerArena, 5890 spettatori. Arbitri: Lemelin (CDN)-Dipietro. Progin-Huguet. Penalità: 2x2’ Lugano; 3x2’+1x10’ (Noreau) Zurigo. Lugano privo di Morini, Wellinger (infortunati). Zurigo senza Blindenbacher, C. Baltisberger, Prassl, Krüger, (feriti), Guntern (sovr.). 57’40 time-out Zurigo, senza portiere dal 57’38 al 60’.