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21 dicembre 2019 HOCKEY GHIACCIO: PER IL LUGANO A DAVOS
UNA QUESTIONE DI POCHI CENTIMETRI
<Foto Lory>
Un generoso e combattivo Lugano esce battuto, ma a testa alta, dalla Cattedrale dell’hockey svizzero, sconfitto in una partita decisa da qualche…centimetro di troppo, che gli ha impedito di ottenere un risultato maggiormente confacente a quanto prodotto lungo l’arco di tutti i tre periodi. Serge Pelletier, chiamato da Hnat Domenichelli a prendere il posto dell’esonerato Kapanen, apporta subito modifiche essenziali alla composizione delle linee. In porta schiera Schlegel, in difesa rinuncia a Postma, per Chorney. Davanti, solo il primo terzetto offensivo viene confermato, mentre tra le rotazioni chieste agli altri attaccanti, Walker cede il posto a Bürgler. I grigionesi, reduci da tre sconfitte consecutive, lasciano a riposo forzato Rantakari, mentre tra i pali danno nuovamente fiducia a Sandro Aeschlimann. L’inizio vede i padroni di casa mantenere una sterile supremazia territoriale, mentre ai bianconeri Fazzini, Lajunen e Suri si presentano le occasioni migliori per sbloccare il risultato, non concretizzate per un pizzico di sfortuna al momento della conclusione. Le buone intenzioni della truppa bianconera trovano il giusto premio superata la boa di metà primo terzo. Lajunen entra nel settore difensivo locale seminando il panico, prima di servire l’accorrente Löffel, che tra i difensori grigionesi inscena uno slalom, prima di superare l’incolpevole Aeschlimann. Il vantaggio carica gli ospiti, che sembrano poter gestirlo senza grossi rischi, coprendo bene lo slot ed il proprio portiere esordiente con la nuova maglia. Sino alla prima sirena non succede più nulla, con due squadre abili nel tenere gli attaccanti avversari lontani dalla traiettoria di tiro verso i portieri. Lo spartito si ripete nel periodo centrale, durante il quale la partita perde d’intensità, sino a creare qualche sbadiglio di troppo tra il freddolito pubblico. La seconda penalità di serata sul conto degli ospiti, poco dopo metà partita, accende il tifo, perché Chorney, contrastato da Lindgren, nel tentativo di liberare il disco dalla pressione locale, lo serve involontariamente sul bastone di Tedenby, che puntualmente pareggia. Il Lugano non si scompone e reagisce prontamente, ma Sannitz, imbeccato da Lammer, solo, a tu per tu, con Sandro Aeschlimann si fa stregare dall’intervento del cerbero locale, fallendo una ghiotta opportunità. Punito per una trattenuta, lo stesso giocatore bianconero al rientro dalla panchina dei puniti riceve un invito a nozze dal compagno Suri e memore dell’errore precedente trova il modo per realizzare il punto del nuovo vantaggio ospite. Con il vento in poppa, il Lugano chiude il secondo periodo colpendo un palo, a portiere battuto, con Jecker dalla linea blù, prima di riguadagnare gli spogliatoi. Nel periodo conclusivo, galvanizzato dalla bella prestazione dei primi quaranta minuti, il Lugano bada al sodo, ma viene subito ferito dalla rete del pareggio, ottenuta da Herzog, in una situazione confusa sotto la porta di Schlegel. Pelletier, sollecitato dal proprio video controller, chiama il challenger. L’analisi video, chiarisce (?) che per l’inezia di qualche centimetro, l’azione non è viziata da fuorigioco. La nuova regola in materia obbliga il Lugano a scontare una penalità di squadra, che il Davos puntualmente trasforma, ribaltando il risultato con Du Bois, con un tiro imprendibile dalla lunga distanza. La reazione dei bianconeri, encomiabile, si scontra con una deviazione con la mano in tuffo di Nygren ed un disco che passa tra i gambali di Aeschlimann, prima di fermarsi in modo irriguardoso nello spazio tra le due righe rosse, che delimitano l’area alle sue spalle. Nel finale scoppiettante, chiamato il tempo morto e tolto il portiere, il Lugano non riesce a fare breccia nella retroguardia locale, rischiando pure la beffa, con una carambola operata da Frehner, che s’infrange sul palo, nel tentativo di liberare il proprio terzo difensivo.
Davos – Lugano 3:2 (0:1;1:1;2:0) Reti: 10’02 Löffel (Lajunen) 0:1; 31’39 Tedenby (in 5c4, esp. Löffel) 1:1; 36’01 Sannitz (Suri) 1:2; 43’42 Herzog (Jung)2:2; 45’07 Du Bois (Baumgartner, in 5c4, esp. Fazzini) 3:2
Davos: S. Aeschlimann; Jung, Du Bois, Baumgartner, Lindgren, Ambühl; Paschoud, Nygren, Tedenby, Corvi, Herzog; Guierra, Stoop, Palushaj, M. Aeschlimann, Hischier; Kienzle, Frehner, Meier, Bader, Kessler
Lugano: Schlegel; Riva, Chorney, Bertaggia, McIntyre, Klasen; Wellinger, Chiesa, Suri, Lajunen, Fazzini; Jecker, Löffel, Lammer, Sannitz, Bürgler; Ronchetti; Jörg, Romanenghi, Zangger; Walker
Note: Vaillant Arena, 5409 spettatori. Arbitri: Tscherrig-Hungerbühler. Fuchs-Gnemmi. Penalità: 0 x2’ Davos; 4x2’ Lugano. Davos privo di D. Wieser, M. Wieser, Egli (feriti), Rantakari, Heinen, Barandun (sovr.). Lugano senza Morini, Vauclair (infortunati), Postma, Haussener (sovr.). Pali: 37’ Jecker, 59’ Frehner. 59’12 time-out Lugano, senza portiere dal 57’52 al 60’. Lugano senza Jörg per ferimento dall’11.
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